L’articolo 18 del Decreto Sicurezza sta danneggiando irrimediabilmente il settore della canapa e a pagare il prezzo delle scelte della destra sono ancora una volta le imprese che hanno creduto nella filiera che ora vengono trattate come criminali.
Negli ultimi giorni si sono moltiplicati i casi di sequestri e distruzioni di intere colture, in alcuni casi senza alcun accertamento tecnico preliminare.
Episodi analoghi sono stati registrati anche in altre regioni, come in Puglia, dove un coltivatore è stato arrestato con l’accusa di traffico di stupefacenti: il Giudice per le Indagini Preliminari ha poi rigettato la richiesta di custodia cautelare e ordinato la scarcerazione immediata, riconoscendo che in assenza di accertamenti scientifici validi non possono esistere gravi indizi di colpevolezza.
Una situazione paradossale, che rischia di cancellare con un colpo di spugna anni di lavoro, investimenti e sviluppo sostenibile.
Il Governo aveva promesso tutele per il settore, ma la realtà è ben diversa: oggi centinaia di aziende e migliaia di lavoratrici e lavoratori si trovano in ginocchio per effetto di un provvedimento ideologico.
Se il centrodestra volesse davvero contrastare lo spaccio e la diffusione delle droghe, concentrerebbe il lavoro delle forze dell’ordine nelle periferie e nelle aree degradate, dove i cittadini continuano a denunciare l’assenza dello Stato. Intasare le procure con procedimenti contro chi coltiva piante legali è dispendioso, inutile e lede la dignità di chi fa impresa.
E dal Piemonte, ancora una volta, arriva il silenzio assordante della Giunta Cirio, che non muove un dito per difendere un comparto in crescita, capace di generare valore aggiunto, lavoro e innovazione nel rispetto dell’ambiente.
Il Movimento 5 Stelle chiede alla Regione Piemonte di intervenire subito, tutelando gli operatori del comparto colpiti da questi sequestri illegittimi, e di difendere la legalità vera: quella che protegge chi rispetta la legge, non chi la piega per fini propagandistici.
Serve una politica seria, basata su dati scientifici e non su slogan. Il futuro verde del nostro Paese non può essere bruciato per pregiudizio.
Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte

