Altro che Decreto Sicurezza. Quello approvato mercoledì in via definitiva al Senato, forse sarebbe meglio chiamarlo Decreto Vergogna. Una vera e propria svolta autoritaria da parte del Governo, che ha deciso scientemente di colpire una delle filiere agricole più innovative e sostenibili degli ultimi anni, cancellando con un colpo di spugna il comparto della cannabis light. Migliaia di imprese e lavoratori vengono abbandonati, senza tutele né transizioni: un danno economico, ambientale e sociale enorme. Lo hanno ribadito ancora una volta, ieri pomeriggio durante l’audizione in Commissione Ambiente, anche le associazioni rappresentative della filiera della canapa industriale. La crociata del centrodestra contro la cannabis light rischia di mandare in fumo miliardi di euro, con la perdita di oltre 20mila posti di lavoro in Italia, poco più di un migliaio in Piemonte. La recente entrata in vigore del Decreto Sicurezza è un vero e proprio dramma per il Piemonte, che da solo rappresenta il 10 per cento dell’intero settore e nel quale sono numerose le aziende agricole e commerciali attive nella filiera della canapa.
Abbiamo posto – come previsto dal regolamento – una domanda articolata che ha raccolto in sé tutte le contraddizioni della norma: dal divieto totale sulle infiorescenze, alla sproporzione delle sanzioni penali, fino al rischio di incostituzionalità e violazione delle direttive europee. Non meno importanti sono le ricadute ambientali del provvedimento: colpire la canapa significa colpire una coltura a bassissimo impatto idrico, rigenerante per i suoli, e ad alto assorbimento di anidride carbonica. Una scelta completamente incoerente con gli impegni sulla transizione ecologica. Il Governo ha trasformato una questione agricola e industriale in un terreno di propaganda ideologica. Ma non resteremo a guardare. La Regione stanzi subito le risorse necessarie per i ristori, affinché si possa dare un aiuto immediato a chi è stato duramente colpito da questo decreto assurdo. La battaglia per la libertà, la scienza e il lavoro continuerà anche in Consiglio regionale.
Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte – vicepresidente Commissione Ambiente

