
Inaccettabile lo sgombero del presidio No Tav nella notte del 7 ottobre in frazione San Giuliano a Susa, avvenuto peraltro senza un adeguato coinvolgimento dei proprietari dei terreni, dei sindaci e delle autorità locali. Una questione delicata che abbiamo sollevato oggi in Consiglio regionale, presentando un’interrogazione all’assessore Bussalino. La carenza di trasparenza e il mancato coordinamento con i sindaci e le autorità locali minano infatti il principio fondamentale di collaborazione tra le istituzioni, indispensabile per affrontare questioni complesse come la realizzazione di grandi opere, e per gestire in modo efficace il dissenso che ne può scaturire, tant’è che in quei giorni famiglie, lavoratori e pendolari dell’area in cui dovrebbe sorgere la futura stazione internazionale sono rimasti ostaggio della politica del silenzio, senza sapere come fare per muoversi, per andare o tornare dal lavoro. Si prospettano almeno sei anni di lavori per la realizzazione della linea che collegherà Torino a Lione: un’opera che ci vede contrari, dal momento che le infrastrutture ferroviarie attualmente operative per il trasporto merci non solo risultano adeguate, ma sono anche sottoutilizzate. La complessità logistica e i costi elevati rischiano di rendere l’alternativa ferroviaria poco competitiva rispetto al trasporto su gomma, anche una volta completati i lavori. Abbiamo chiesto alla Giunta di attivarsi con il ministero affinché non capitino più blitz ed eventi simili sul territorio.
Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte

