• lunedì , 25 Maggio 2020
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RIMBORSOPOLI UN BUCO NERO SENZA FINE CON I SOLDI DEI PIEMONTESI. MAGISTRATURA FACCIA IL SUO CORSO MA DA DESTRA E SINISTRA SI PERPETUANO SCANDALI

Chiariamolo subito: dalla prossima settimana inizieranno gli interrogatori e gli indagati, circa cinquanta consiglieri di centro destra e centro sinistra che sedevano in Consiglio Regionale durante la giunta Bresso,  avranno l’opportunità di chiarire le accuse relative alle “spese pazze” oggetto di indagine. Più di tre milioni di euro dei piemontesi volatilizzati in gioielli, biglietti aerei, multe, capi d’abbigliamento, notti in hotel e addirittura l’organizzazione di una delle selezioni di Miss Padania. Tutte cifre inserite in tre anni di rimborsi “non dovuti” e tutte da chiarire.

Aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso e attendiamo che ogni singolo indagato abbia il tempo di dimostrare la propria estraneità ai fatti ma il dito nella piaga non abbiamo timore di metterlo.

Dopo l’inchiesta sulla Rimborsopoli che ha fatto saltare l’amministrazione guidata Roberto Cota a suon di mutande verdi, questo Piemonte governato prima dal centrosinistra e poi dal centrodestra inizia ad assomigliare ad un buco nero senza fine che aspira soldi dei piemontesi.

La Procura che ha iniziato ad indagare sulla giunta di centrosinistra guidata da Mercedes Bresso ha acceso un faro su 50 ex-consiglieri regionali, alcuni dei quali oggi sono seduti sugli scranni del Parlamento e secondo quanto riferito dai media sono accusati di peculato.

Fra i 50 ex consiglieri compare anche il possibile candidato alla guida della Regione per il centrodestra Alberto Cirio (“spese pazze” per 30.000 euro). Anche lui, insieme a Gariglio e Laus, avrà modo di prendere le distanze dalle accuse che gli sono imputate ma i Piemontesi iniziano ad averne le “scatole piene” (e le tasche vuote) di svegliarsi ogni mattina con il dubbio di essere travolti dall’ennesimo scandalo.

 

Gruppo Consiliare M5S Piemonte

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