martedì, Luglio 21, 2026

Facce da vitalizio

faccia_vitalizio.jpg

di Davide Bono

Se non fosse vera, sarebbe da ridere.

Dal maggio 2010 conduco una battaglia contro i vitalizi, un privilegio arrogante e feudale della classe politica. Stiamo parlando di una pensione su base retributiva garantita a tutti gli ex-consiglieri che abbiano svolto almeno 5 anni di mandato (ridotta a 2 anni e 6 mesi 1 giorno se poi si continuano i versamenti del 20% sull’indennità di mandato, cioè oggi 1726 € mensile). L’istituto del vitalizio è rifiutabile solo a fine mandato, con contestuale restituzione di tutte le ritenute versate. Ad oggi, ciò non è mai successo. I consiglieri regionali del M5S si sono impegnati con un documento (1, 2) privato a farlo. Non solo: esiste anche la reversibilità del vitalizio a moglie o figli, quest’ultima facoltativa, con un’ulteriore trattenuta del 5%. Io sono stato l’unico consigliere a rifiutarne la sottoscrizione, essendo stato pure il collega Biolè indotto in errore, come si può vedere dalle buste paga. 

Grazie a questo istituto, introdotto nel lontano 1972, con la legge 11, poi superata dalla legge 32 del 1978 e poi, via via, perfezionato ed implementato fino al 2001, un ex-consigliere può percepire da un minimo del 30% dell’indennità (3000 € lordi fino al 2010) per una legislatura fino ad un massimo dell’80% (8000 € lordi) da quattro legislature in su. Il tutto raggiunta la veneranda età di 60 anni, anticipabile a 55 anni (oggi alzata a 65 anni). Oggi costa alla Regione la bellezza di 7 milioni di euro l’anno per 139 vitalizi a fronte di versamenti per poco più di un milione di euro. 

Con la legge 27/2010, quella della seduta con il famoso lancio delle banconote, è stato aggiunta addirittura l’indicizzazione all’aumento dei prezzi secondo ISTAT; non solo, con la legge 25/2011 i consiglieri sono riusciti nel capolavoro, cioèeliminare il vitalizio sì, ma solo dalla prossima legislatura (perchè mica puoi togliere un diritto acquisito dicono i politici, lasciando senza parole gli esodati). Tutti gli eletti per la prima volta di questa legislatura ne acquisiranno il diritto, a partire dal 1 novembre 2012, a meno di futuri rifiuti. Ma si sa anche che, essendo stato approvata analoga legge in Parlamento, si sta lavorando per il superamento del vitalizio retributivo con l’introduzione di un sistema contributivo, con sempre una bella spesa a carico delle casse della Regione. Io penso invece che si debba semplicemente garantire la continuità contributiva garantita dal precedente lavoro, in caso di interruzione dello stesso, senza creare nuove, inutili e costose, casse previdenziali.

E ora viene il bello. Mesi addietro chiesi l’elenco degli ex-consiglieri che percepiscono il vitalizio. Mi rispose, come al solito, il blindatissimo direttore generale del Consiglio Regionale, Crescimanno, dopo – immagino – concitate riunioni con il Presidente Cattaneo, che il dato era coperto da segreto e che non v’era interesse legato allo svolgimento del mio mandato nell’avere accesso a tale informazione. Dopo pressioni mi venne consegnato su un foglio l’elenco dei nomi, sull’altro l’elenco delle cifre percepite. 

Oggi abbiamo deciso di calcolarci da noi, per ognuno degli ex-consiglieri, gli anni svolti e relativo vitalizio, e di verificarli con i dati in nostro possesso, per poi pubblicarli online, confortati anche da articoli usciti su diversi giornali. La responsabilità degli eventuali errori è da ascrivere al Consiglio per la parzialità dell’informazione: aspettiamo ovviamente smentite per rettifiche degli interessati, se documentate. Insieme pubblichiamo quelle che ci paiono le migliori facce da vitalizio. Il Presidente della Provincia, Antonio Saittaconsigliere regionale dal 1995 al 2004, che dai dati in nostro possesso, oltre allo stipendio dalla Provincia, prende il vitalizio dalla Regione per circa 5500 € al mese; idem dicasi per la Cotto, per 3 mandati consigliere regionale, e nel frattempo consigliere della Provincia e del Comune di Asti, dal 2010 percepisce 7000 € al mese; la Sestero, consigliera nella IV legislatura per il PCI, che pare abbia percepito il vitalizio mentre era Assessore al Comune di Torino e tutt’ora percepisce (3000 € al mese).

vitalizi.JPG

Ho chiesto se non sarebbe il caso di dare una bella sforbiciata a questa spesa, inserendo un bel contributo di solidarietà, almeno del 50%, a partire dal 1 gennaio 2013? Solo in pochi mi hanno risposto così.

tagli ai vitalizi.JPG

Presenterò questa proposta al prossimo Tavolo di concertazione.

Articoli Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Popolari