sabato, Aprile 18, 2026

Inceneritori, fermiamoli anche in Piemonte!

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Abbiamo più volte parlato delle nostre proposte per una gestione corretta dei rifiuti e della nostra opposizione alla costruzione di nuovi inceneritori, in primis a quello che dovrebbe diventare uno dei più grandi d’Europa, in costruzione alle porte di Torino.
Come è noto, alla dannosità per la salute ed all’insostenibilità ambientale ed economica come ragione per opporsi alla costruzione dell’impianto di Torino – Gerbido, si è aggiunta anche la privatizzazione di TRM, la società pubblica incaricata di progettare, costruire e gestire l’inceneritore.


Il percorso verso la cessione dell’80% della società ai privati, unitamente al 49% di Amiat (la società che gestisce la raccolta rifiuti a Torino) procede a tappe forzate, ed il soggetto privato favorito per l’acquisizione delle quote cedute è la multiutility IREN, indebitatissima e grande creditrice del Comune di Torino. Ad essa si aggiungerebbe – come partner finanziario per l’acquisto di TRM – il fondo F2i 2, che a sua volta ha registrato l’interesse della Compagnia di San Paolo, presieduta da quel Chiamparino che prima ha creato il debito record di 4,5 miliardi di euro per il Comune di Torino, ed ora è alla guida di uno dei principali enti creditori.
Tutto ciò avviene mentre il contesto nazionale e quello europeo sembrano finalmente orientati a soluzioni alternative all’incenerimento.
Una risoluzione del Parlamento europeo dello scorso mese di maggio ha ribadito che nell’ambito dell’efficienza nell’impiego delle risorse – la Commissione europea dovrà emanare entro il 2014 provvedimenti atti ad abolire entro la fine di questo decennio l’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili, secondo la corretta gerarchia da anni stabilita e con l’obiettivo di ridurre i rifiuti residui fino a zero.
A livello nazionale si registrano le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Clini, che recentemente ha affermato che “L’evoluzione della gestione dello smaltimento dei rifiuti a livello europeo se non internazionale dice che i termovalorizzatori hanno fatto il loro tempo, sono diventati sempre più marginali”.
Al di là delle comunque importanti dichiarazioni, qualcosa di fatto sta cambiando.
La Regione Emilia Romagna, che secondo quanto previsto dai precedenti piani rifiuti si era dotata di un inceneritore per ogni Provincia, sta operando una forte inversione di tendenza. Nello scorso mese di maggio l’inceneritore di Cavazzoli (RE), che bruciava 60 mila tonnellate all’anno di rifiuti, è stato chiuso dopo 44 anni di esercizio, e grazie al buon funzionamento della raccolta porta a porta non si è resa necessaria la costruzione di un nuovo impianto. La produzione di rifiuti della Provincia di Reggio Emilia verrà gestita con un moderno impianto di trattamento meccanico biologico.
Nello stesso tempo, mentre la Giunta a 5 Stelle di Parma sta contrastando fortemente il completamento e l’avvio dell’inceneritore di Ugozzolo (anche qui – guarda caso – c’è di mezzo IREN), ed ha diffuso un avviso per acquisire manifestazioni d’interesse per la realizzazione di una “Fabbrica dei Materiali”, l’Assessore regionale all’Ambiente ha dichiarato che nel piano regionale in corso di elaborazione sarà prevista la graduale chiusura degli impianti esistenti e lo stop alla costruzione di nuovi inceneritori.
Risulta quindi evidente che la scelta di bruciare i rifiuti è dannosa per la salute, antieconomica e tecnologicamente sorpassata da metodi sostenibili e – non ultimo – in grado di creare un numero di posti di lavoro di circa 10 volte superiore.
Le argomentazioni sopra riportate sono anche – in sintesi – le stesse che il Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino ha espresso nella petizione al Comune di Torino che ha raccolto circa 6.700 firme e che ha avuto il Diritto di Tribuna il 2 ottobre scorso.
Il Coordinamento, mentre prosegue la raccolta firme nei Comuni della Provincia ed attende l’esito del ricorso al TAR previsto per il 18 ottobre, ha programmato una grande manifestazione a Torino per il giorno 20.
Il MoVimento 5 Stelle aderisce alla manifestazione ed invita tutti i cittadini a far sentire la propria voce il 20 ottobre alle in Piazza Palazzo di Città a partire dalle 14.30.
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