sabato, Aprile 18, 2026

Il futuro della canapa


Di Davide Bono
L’uomo ha sempre coltivato la canapa, sembra addirittura che sia stata la prima coltivazione in assoluto. In Italia è nota fin dai tempi dei Romani e fino alla prima metà del secolo scorso in Italia se ne coltivavano oltre 100 mila ettari. Perché oltre ad essere una pianta in grado di crescere in terreni difficili e marginali, senza necessità di particolari cure, era ed è tutt’oggi una pianta della quale “non si butta via niente”. Da questa pianta infatti è possibile estrarre una fibra molto resistente per la produzione di carta, tessuto, corde, vestiti; il seme con cui produrre un olio alimentare con ottime proprietà antiossidanti e terapeutiche delle dislipidemie; il canapulo, cioè la bacchetta della canapa che un tempo si bruciava per riscaldare le case o per realizzare un ottimo cemento. Oggi la canapa viene pochissimo coltivata, perchè sostituita dalle sostanze di origine fossile per motivi economici e messa al bando per la possibilità di estrarne sostanze psicotrope (anche se dalla Canapa Indica che non è quella ad uso agricolo): attualmente è impiegata soprattutto insieme per la produzione di materiale isolante.


Al di là della fotografia attuale, sono andato ad intervistare il Presidente dell’Associazione nazionale Assocanapa, Felice Giraudo, in quel di Carmagnola, assieme al consigliere comunale Alberto Tuninetti, dove è presente l’unico impianto di trasformazione della canapa esistente in Italia. Abbiamo cercato di capire limiti e difficoltà all’implementazione della coltivazione in Italia.
Di seguito il testo del video:

Perché si coltiva così poco la canapa visti i suoi pregi di sostenibilità, facilità di crescita, utilizzo della fibra, del canapulo e del seme?
Non si coltiva perché mancano gli impianti di prima trasformazione sparsi sul territorio. Avere pochi impianti significa spostare le rotoballe di materiale e questo comporta un costo che sulle lunghe distanze può superare il valore del materiale stesso.
La scorsa legislatura, Assocanapa attraverso il suo progetto ottiene dalla Regione Piemonte un finanziamento di 50.000€ per la realizzazione di un impianto di prima trasformazione che al giorno d’oggi è l’unico funzionante in Italia.
Oggi tale impianto è in continua manutenzione a causa di inceppamenti dovuti all’avvolgimento della fibra agli organi rotanti della macchina. Più volte sono state fatte modifiche all’impianto al fine di ottimizzare la produzione e ridurre gli inceppamenti.
La canapa in Europa?
La Francia con circa 8.000 ettari, la Germania con 3.000/4.000 ettari, alcuni paesi dell’est circa 1.000 ettari.
In Italia siamo a 200 ettari solo grazie alla gente che ha la passione per la pianta.
La canapa ad oggi potrebbe avere un impiego nella coibentazione della case, facendo ridurre di 2/3 i consumi attuali di metano. Oggi invece si coltivano i terreni a mais o colza per produrre biocombustibili.
Si dedicano troppe energie per le fonti rinnovabili mentre si trascura molto il risparmio energetico.
Con un ettaro di mais si climatizzano gli alloggi di 11 persone per un anno, mentre con un ettaro di canapa si potrebbero climatizzare alloggi di 15 persone per 50 anni (la durata di una casa).
Assocanapa fornisce canapulo per la produzione di intonaco per la cappottatura esterna degli edifici, e per la produzione di pannelli fono assorbenti.
Per coibentare tutte le case degli italiani basterebbero 112.000 ettari all’anno per 30 anni, ricordando che la coltivazione storica della canapa in Italia era 100.000 ettari.
Altri Utilizzi?
Assocanapa fornirebbe anche canapulo tritato per la realizzazione di pannelli rigidi per i cruscotti delle automobili, unico problema: per organizzare una linea di produzione hanno bisogno di 3.000 quintali al mese di materiale.
L’industria tessile?
Il problema fondamentale è la concorrenza spietata al ribasso.
Bisognerebbe inculcare al consumatore il pregio del prodotto italiano rispetto a quello cinese.
La canapa, è tra i migliori tessuti esistenti al mondo, tiene caldo di inverno e fa traspirare d’estate.
Oggi il filato di canapa è venduto al doppio del prezzo del filato di lino.
Come si coltiva la canapa?
Per iniziare a coltivare la canapa normalmente occorre l’autorizzazione del Ministero della Salute.
Assocanapa fornisce a chiunque ne faccia richiesta i semi di cui ha bisogno a patto che ne coltivi almeno un ettaro 2 sacchi da 25ke di semi). Questa scelta è stata fatta perché il valore del materiale prodotto da meno di un ettaro non basterebbe a coprire le spese di trasformazione. Infine si dovrà fare una dichiarazione di avvenuta semina alle forze dell’ordine.
Mais o Canapa. Qual’è la più remunerativa?
Il mais costa 17€ al quintale quindi 2720€ all’ettaro
Mentre la canapa costa 15€ al quintale quindi 1950€ all’ettaro. Però alla coltivazione del mais bisogna togliere i costi dei diserbanti, delle irrigazioni varie e alla fine rende di meno della canapa.
Dove andrebbe coltivata?
Contrariamente ad oggi, storicamente, la canapa veniva coltivata nei terreni migliori distribuiti approssimativamente come segue:
50% in Emilia Romagna
40% in Campania
10% in Piemonte per il seme.
Poi veniva coltivata in tutta Italia per uso familiare. Oggi si potrebbe coltivare dappertutto anche sui terreni marginali a seconda di che prodotto si deve ottenere.
Intervento pubblico?
Ci vorrebbe un intervento pubblico, perché il risparmio energetico, l’impatto ambientale di questa coltivazione, l’utilità e la possibilità di creare nuovi posti di lavoro è di interesse pubblico.
Ps: Vi ricordiamo l’appuntamento del 19/02 con l’R-Day.
Segnalate la vostra partecipazione scrivendo a staffgruppoconsiliare@piemonte5stelle.it
Segui la diretta streaming a partire dalle 10.00

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6 Commenti

  1. Scrivo dal Canavese, terra di coltivazione della pianta. A Rivarolo esistono ancora due edifici in mattoni alti 3 piani che servivano per l’essicazione della pianta. Nella stessa città una decina di anni fa alcuni nostri amici avevano allestito una mostra sulla canapa
    Curiosità: fino a pochi anni fa sullo stemma del comune di Valperga c’era la foglia a cinque punte della canapa
    Immaginate le nostre risate da figli del 68

  2. sono giulio,anchio di rivarolo e mi piacerebbe conoscere altre persone che piu o meno condividano le idee del movimento 5 ***** .sono un abbonato”fatto quotidiano ” e sono nauseato da questa marea di politicanti da fogna che ci attorniano.Ritengo che il movimento sia l’unica realta credibile , che fa’e propone cose serie e concrete .non mi dilungo ,un cordiale saluto. veronese.giulio@libero.it

  3. Salve, sono un cittadino di un comune calabrese, Praia a Mare, provincia di Cosenza. Ieri sera il nostro nuovo sindaco ha dichiarato quasi fallito il Comune per un disastro finanziario lasciato dalla precedente amministrazione. Non mi occupo di politica, faccio tutt’altro, ma ieri ho avuto modo di ragionare un pò sull’argomento spinto da un appello diretto ai propri cittadini al fin di aiutare l’amministrazione a trovare qualche soluzione al default. Ho pensato subito alla possibilità di coltivare canapa terapeutica da fornire alle regioni che ne hanno regolamentato l’uso medico. Ho quindi ricercato un pò di legislazione in riguardo ed ho letto qui http://www.altalex.com/index.php?azione=Nuovo_documento&idnot=33849#titolo2 e di preciso ho notato questo:”1. Chiunque intenda coltivare, produrre, fabbricare impiegare, importare, esportare, ricevere per transito, commerciare a qualsiasi titolo o comunque detenere per il commercio sostanze stupefacenti o psicotrope, comprese nelle tabelle di cui all’articolo 14 deve munirsi dell’autorizzazione del Ministero della sanita’.” Bene, ora mi chiedo: come si fa a chiedere questa autorizzazione al Ministero? Grazie per la vostra presenza e per l’eventuale risposta.
    Cari saluti

  4. Ciao sono Daniele conosciuto anche come Fuzzi.
    Sono tra quelle persone che hanno fatto della riabilitazione della Canapa una questione di principio e credendo fortemente nell’esempio ho iniziato nel 1996 col far conoscere agli Italiani dal vivo tutto quello che da essa si poteva ricavare, dal detersivo allo snow-board poi ho conosciuto Felice Giraudo e Angela Grimaldi che nel frattempo avevano fondato Asso Canapa
    Poi assieme ad Angela si è costituito il Centro Culturale Canapa e contemporaneamente ho collaborato con Info-Cannabis da coi ho acquistato nel 1999 tre rotoballe di Canapa con le quali ho coibentato la casa che stavo ristrutturando.
    Ma lasciamo stare il passato che lo si può vedere sulla mia pagina FB.
    Volevo metterevi al correntente delle ultime novità
    Nel 2004 Felice mi consultò per consigli sulla trebbiatura del Seme da quella esperienza nel novembre del 2005 ho realizzato e sperimentato (su una striscia di un metro fattami lasciare in un campo che era stato tagliato e roto-imballato a fine luglio) un prototipo di trebbiatrice che estrapolasse
    il seme da germinazione.
    L’obbiettivo finale far crescere il reddito dei coltivatori riuscendo ad avere più prodotti dallo stesso raccolto attaverso una filiera diversificata…
    Bene di questo prototipo mi è stato chiesto, tramite CanaPuglia, la realizzazione in “vero” di una Trebbiatric per estrappolare il seme da 200 ettari di Canapa che intendono piantare nel 2013, se la cosa va in porto significherebbe raddoppiare la produzione nazionale e dare un esempio economico concreto.
    Siccome abbiamo appena legalizzato l’associazione OR§U* Pro Cannabis(Organismo Ricerca Sviluppo Salvaguardia Umanità) intendo portare avanti questa ricerca socialmente mettendo a disposizione della associazione le eventuali royalty?.
    Come associazione abbiamo “adottato”il mezzo ettaro di canapa (che a dir il vero per vari motivi non è venuta benissimo)seminati all’azienda Agrituristica “LA Bassa”
    Si è colta questa occasione per organizzare a fine ottobre due giornate la prima il 27/10 dedicata alla bio-edilizia con l’allestimento da parte di Olvert Zaccanti dell’Officina del Buon Costruire (ANAB) di un cantiere nel centro storico di Nonantola (mo) la seconda il 28/10 una raccolta manuale delle piante che sono poi state lavorate per estrapolare il seme, cernito un metro cubo di cime che sono poi state distillate all’Istituto Agrario di Monteombraro Zocca -Mo-.da cui abbiamo ricavato l’olio essenziale.
    Qualcuno mi ha chiesto se lo potevo fare………Io penso di si….. e in ogni caso L?HO FATTO con tanto di bolla di accompagnamento e la soddisfazione nel vedere la curiosità e l’interesse suscitato da questa sperimentazione da tutte le figure contattate per poterla effettuare,… nessuno me lo può togliere.
    Il rimanente del raccolto è stato in parte lasciato in campo per ulteriori sperimentazioni, con gli steli più fini risultanti dalla cernita delle cime si intende a scopo didattico fare della carta (se ci riuscivano i cinesi 5000 anni fa ce la dovremmo fare anche noi e comunque ci proviamo) della parte più grossa della pianta in parte si sperimenterà un tipo di macerazione controllata della quale ho già accennato a Felice e che finalmente ho la possibilità di provare.
    Del rimanente della produzione di quest’anno cercando la collaborazione di ANAB si vorrebbe creare un laboratorio di testaggio dei materiali edili ricavabili ——–
    Con questi programmi andiamo verso un domani che auguro a tutti sia migliore di oggi-
    Salute e Saluti
    Fuzzi

  5. Salve Volevo aggiungere in merito alla questione che in Italia esistono un gran numero di persone e di aziende che lavorano incessantemente e professionalmente per il reintegro della filiera della canapa industriale.
    Io personalmente sono il responsabile per la Regione Sicilia per l’associazione nazionale ASSOCANAPA http://www.assocanapa.org
    Il proprietario della Sicilcanapa Trade Srl http://www.sicilcanapa.it,
    che insieme a CanaPuglia con il contributo di Claudio Natile, e tante altre realtà regionali collegate all’associazione, stiamo lavorando duramente tutti i giorni per far si che la canapa diventi parte della nostra vita quotidiana, per tutti, ed anche altri, motivi come quelli inseriti qui sopra.
    Vorrei che si potesse far sapere a quante più persone di queste realtà…perchè le istituzioni e gli organi di stampa stanno forse snobbando troppo questa incredibile opportunità che abbiamo per poter diventare autonomi sia economicamente che di materie prime ecocompatibili e assolutamente rinnovabili e anche salutistiche, se parliamo soltanto delle qualità dell’olio di canapa, che è l’unico olio presente in natura ad avere un rapporto quasi ottimale tra Omega 3 ed Omega 6 che naturalmente tutti sappiamo hanno delle incredibili capacità come coadiuvanti per le malattie cardiovascolari, basterebbe per pretendere un valido aiuto istituzionale.
    Informare è l’azione più importante che tutti abbiamo, ed è pure gratuita.

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