
Nulla di nulla. A quattro mesi dall’approvazione del Piano socio-sanitario, lo scorso dicembre, niente è stato fatto dalla Destra per risolvere il grave problema della sicurezza del personale sanitario e socio-sanitario. Nessun passo in avanti.
Sul tema ho interrogato oggi, in Consiglio regionale, la Giunta Cirio.
Il piano prevedeva una serie di interventi per contrastare le aggressioni: l’istituzione di un sistema regionale di monitoraggio degli episodi di violenza; la definizione di protocolli aziendali per la prevenzione, la gestione e la segnalazione degli episodi, con l’individuazione di referenti dedicati; l’adozione di interventi strutturali e organizzativi sui luoghi di lavoro; l’implementazione di percorsi di formazione del personale sulla gestione del conflitto, sulla comunicazione con l’utenza e sulle tecniche di de-escalation; la predisposizione di forme di supporto psicologico e di tutela legale per gli operatori coinvolti. Tutte misure condivisibili e che avrebbero dovuto trovare attuazione il prima possibile.
Nella sua risposta, l’assessore Riboldi si è limitato ad elencare una serie di iniziative o misure che erano già state attivate prima dell’approvazione del piano socio-sanitario. Insomma, in questi mesi non è stato fatto alcun passo in avanti.
Le aggressioni fisiche e verbali ai danni del personale sanitario e socio-sanitario sono una piaga grave, che incide direttamente sulla salute e la sicurezza degli operatori, sul clima di lavoro e sulla qualità dei servizi resi ai cittadini. Come Movimento 5 Stelle ci batteremo fuori e dentro l’aula per far sì che la Giunta Cirio porti subito in attuazione le misure previste dal Piano socio-sanitario.Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte

