
Nel 2024 l’attività libero-professionale intramuraria (intramoenia) ha registrato un passivo di 402.633,32 euro. Lo ha confermato oggi in Consiglio regionale l’assessore Andrea Tronzano, rispondendo al question time che ho presentato per fare piena luce sui conti della A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino.
Da questo quadro si desume che, almeno sotto il profilo economico, l’attività svolta dai medici in regime di ALPI abbia assunto un carattere prevalente di tipo privatistico, anziché configurarsi come attività accessoria e residuale rispetto al servizio pubblico, come previsto dalla normativa vigente.
La risposta dell’Assessore conferma quindi il punto centrale dell’interrogazione: il disavanzo ALPI esiste ed è di entità rilevante. Resta però un nodo politico e amministrativo tutt’altro che secondario: la normativa nazionale impone il rigoroso equilibrio economico dell’attività libero-professionale intramuraria e vieta che essa generi perdite a carico del servizio sanitario pubblico.
Destano quindi forte perplessità riguardo le modalità che sembrano limitarsi a “neutralizzare” il problema ex post, attraverso un accordo sindacale, senza affrontare le cause strutturali del disequilibrio né le eventuali responsabilità gestionali.
Nel frattempo continuerò a seguire la vicenda affinché siano assicurati pieno rispetto delle regole, chiarezza amministrativa e responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche.
Alberto Unia – Consigliere Regionale M5S

