Chi tutela oggi i diritti delle famiglie piemontesi? Questa è la domanda che riecheggiava questa mattina davanti al Consiglio regionale, dove genitori, bambine e bambini hanno dato vita a un presidio pacifico ma determinato per denunciare un fatto gravissimo: il blocco dell’erogazione del bonus nido da parte dell’INPS, dovuto all’assenza di una risposta chiara da parte della Regione Piemonte.
Con la circolare n.60 dello scorso marzo, l’INPS ha infatti sospeso i pagamenti per i nuclei che hanno iscritto i propri figli e figlie in strutture formalmente accreditate sul territorio -come i baby parking- e che fino a dicembre 2024 hanno regolarmente percepito il bonus nido. Ad oggi, molte famiglie si trovano escluse dal contributo perché la Regione non ha ancora chiarito ufficialmente all’INPS se tali strutture rientrino nei criteri di accreditamento utili per accedere al bonus.
Risultato? Fatture regolarmente presentate, rette salate da pagare – in media 500 euro al mese – e nessun rimborso in arrivo. Tutto questo in un contesto economico già segnato dal caro vita e dalla scarsità di alternative pubbliche o convenzionate, specie nei piccoli comuni e nelle aree periferiche del Piemonte.
Mentre il centrodestra regionale lancia spot propagandistici come il bonus Vesta, misura una tantum, le famiglie vengono lasciate da sole a far fronte a spese insostenibili. Se da parte dell’INPS arriva una richiesta di chiarimento formale, la risposta dell’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione guidato dalla Vicepresidente Chiorino è un silenzio assordante.
Per questo motivo ho presentato un Question Time in Consiglio regionale per pretendere dalla Giunta Cirio una presa di posizione immediata. L’Assessora Chiorino deve indicare senza ulteriori ritardi se quelle strutture rientrano tra quelle che permettono alle famiglie di accedere al Bonus Nido. Le famiglie devono sapere se possono ancora contare su un sostegno economico su cui hanno costruito una parte importante della propria organizzazione familiare e lavorativa.
Non si può riempirsi la bocca di “sostegno alla genitorialità” e poi voltarsi dall’altra parte davanti a una crisi reale e concreta. Serve coerenza, responsabilità istituzionale e la volontà politica di investire in strumenti strutturali, non in soluzioni spot che durano lo spazio di un annuncio.
Il Piemonte ha bisogno di una visione diversa: più servizi pubblici, più certezze per i genitori, più risorse per la conciliazione tra vita e lavoro. È tempo che chi governa questa Regione smetta di rincorrere i titoli sui giornali e inizi a dare risposte a chi ogni giorno tiene in piedi questo Paese.
Sarah Disabato – Presidente Gruppo Consiliare M5S Piemonte

