
Abbiamo appreso da notizie di stampa dell’inchiesta giudiziaria che sta coinvolgendo, con pesanti accuse, alcuni rappresentanti del Partito Democratico eletti in Parlamento e in Comune a Torino. Non entriamo nel merito della vicenda: le indagini sono in corso e spetta alla magistratura fare chiarezza su quanto accaduto. È però opportuno aprire una riflessione sul trattamento riservato da alcuni esponenti del Pd nei confronti di altri membri delle istituzioni, appartenenti a forze politiche diverse, coinvolti in passato in procedimenti giudiziari. Uno fra tutti il caso Ream, con l’ex sindaca di Torino, Chiara Appendino, assolta in Appello. Al tempo, Appendino decise di autosospendersi dal Movimento 5 Stelle in attesa di giudizio. Alcuni membri del Pd, oggi appartenenti alla Giunta Lo Russo, espressero forti critiche, caldeggiando le dimissioni e rilasciando dichiarazioni giustizialiste ancor prima del processo.
Oggi, sull’indagine che coinvolge un Deputato, l’Assessore ai Grandi Eventi e la Presidente del Consiglio comunale, il sindaco tace. Avrebbero dovuto farlo anche in passato. Forcaioli con Appendino, ora che le inchieste toccano il Pd si riscoprono garantisti. Due pesi e due misure che non giovano alla credibilità della politica.
Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Sean Sacco, Consigliere regionale M5S Piemonte

