• mercoledì , 12 Agosto 2020
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Frediani (M5S): “Militarizzazione e criminalizzazione del dissenso: quello che succede in Valsusa è un danno per il Paese, una vergogna per la nostra democrazia”.

“La TAV” è un’opera prioritaria che serve al futuro del Piemonte, con i violenti No TAV ci vuole il pugno duro, serve un commissario per accelerare i lavori e già che ci siamo sgomberiamo i centri sociali: in queste dichiarazioni c’è tutto il repertorio della banalità e dell’ipocrisia della lobby Sì TAV rappresentata in politica.
Parole pronunciate, senza vergogna, da chi non è mai stato in grado di tutelare la salute e l’economia della nostra Regione in questi anni e cerca di sviare l’attenzione dalla sua incapacità.

Nessuno, nemmeno tra i rappresentanti delle forze di Governo, che abbia avuto il coraggio di confrontarsi con il movimento No TAV, nessuno che sia venuto sul territorio a spiegare per quale motivo, dopo un’analisi costi benefici negativa e dopo plurime conferme dell’inutilità e dell’inopportunità dell’opera, ci si ostini nella sua prosecuzione. L’unica risposta per i cittadini della Val di Susa è stata la militarizzazione e la repressione del dissenso. E c’è ancora chi ha il coraggio di invocare il pugno duro!
Chi difende il territorio, chi chiede investimenti nella sanità, chi chiede di fermare questo spreco inutile è dalla parte giusta. Quello che succede in Valsusa è un danno per il Paese da tutti i punti di vista, un’offesa per la nostra democrazia e uno schiaffo a tutti coloro che si trovano ad affrontare gravi difficoltà economiche dopo l’emergenza sanitaria. Cercare di coprire questa vergognosa realtà con vuoti slogan o additando il “nemico violento” è un grave segnale di debolezza della politica.

Francesca Frediani, Consigliere Regionale M5S Piemonte

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