• giovedì , 9 Luglio 2020
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OSPEDALE DI NOVARA, ANCORA SPRECHI A CARICO DEI PIEMONTESI E PROBLEMI DI SICUREZZA CON IL PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO

Secondo le nostre analisi l’affidamento della ristrutturazione degli spazi interni dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara al gruppo Altea tramite procedura di partenariato pubblico privato non sarebbe né vantaggiosa economicamente né garante della sicurezza dei dipendenti che andranno a lavorare presso il reparto di radiologia, oggetto della ristrutturazione.
Abbiamo valutato i benchmark di gara SCR con quello del partenariato e non ci capacitiamo come sia possibile che l’azienda sanitaria abbia intrapreso la strada del partenariato pubblico privato.
Oggi in Aula l’assessore Saitta, in risposta ad un mia interrogazione sul tema, ha messo le mani avanti perorando la causa dell’azienda sanitaria in particolare per quanto riguarda i criteri di sicurezza (spazi di lavoro, vie di fuga, aerazione) seguiti in modo conforme al progetto.
Secondo i nostri giudizi, tuttavia, gli spazi dedicati per gli operatori non parrebbero metricamente adeguati, in quanto alla consolle, di 4 metri quadrati, devono lavorare tre addetti (radiologi ed infermieri) più due allievi, per un totale di cinque unità. Per il medesimo spazio dedicato agli operatori non sono state previste via di fuga in caso di incendio, se non un’unica via di fuga in fondo al corridoio. Non esiste aerazione diretta, tramite finestre, bensì aerazione forzata e per il ricambio totale dell’aria sono necessarie 4 ore, pertanto in caso di passaggi di pazienti infetti (legionella, etc.) si rende necessario sospendere l’attività per tutto il suddetto periodo dedicato al ricambio aria.
Rimane infine il dubbio sulla necessità del ricorso al partenariato pubblico privato avendo l’azienda ospedaliera 105 milioni di lasciti che consentirebbero qualunque tipo di soluzione con grande risparmio per l’ente pubblico.
Gianpaolo Andrissi, Consigliere Regionale M5S Piemonte

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