• martedì , 14 Luglio 2020
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Welfare: Chiamparino, poche idee, confuse e pericolose

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Prima i fiumi di parole dell’Assessore alle politiche sociali, Ferrari, (sempre interrottesi sulla domanda fatidica: con quali risorse?), contraddette sul piano pratico con i ricorsi ai tribunali amministrativi contro le giuste richieste delle associazioni di disabili e non autosufficienti; ora fiumi di inchiosto propagandistico sulle “nuove” proposte di welfare della Giunta Regionale, a guida Chiamparino.


Innanzitutto che il dibattito venga portato in Consiglio Regionale, nelle sedi competenti, e non solo nelle chiuse stanze sedi delle Conferenze Stampa di Giunta.
La proposta dell’anticipo della pensione agli over-55 senza lavoro ci sembra non solo insostenibile ma anche pericolosa.
Sul modello dei “prestiti d’onore” americani agli studenti bisognosi, Chiamparino intende far indebitare gli anziani over-55 con le banche, dando loro un assegnino che poi dovranno restituire una volta percepita la pensione.
E’ evidente anche ad un bambino che chi non lavora oggi, domani avrà una pensione minima e quindi non potrà restituire alcun prestito alle banche che finiranno per pignorare loro la casa (se di proprietà) o trattenere alla fonte direttamente la pensione.
A quel punto cosa si inventerà il Pd: il prestito a coprire la restituzione del prestito (stesso meccanismo perverso di indebitamento della Regione e degli enti locali)?. Non ci stupisce più di tanto visti i trascorsi e la vicinanza del Chiampa al sistema bancario italiano, ma noi ci opporremo strenuamente.
Seconda proposta: quella di riunire tutti i sussidi attualmente esistenti (nazionali, regionali e comunali) in una gestione regionale, ci sembra inutile e pericoloso. Insomma, è chiaro che non essendoci stanziate risorse in più (in attesa dei 500 milioni di € l’anno del progetto “Poletti”), è solo una mossa in stile “carro-armati di Mussolini“. Sposto solo delle risorse per poi riassegnarle. Anzi temiamo pure una possibile riduzione e rallentamento nella erogazione delle stesse visti i tempi della burocrazia regionale. E comunque non se ne parla finché non ci sarà un decreto ministeriale ad hoc che ridistribuisca le assegnazioni e dunque le competenze. Insomma fuffa di fine estate.
Chiediamo nuovamente alla maggioranza di prendere in considerazione l’unica proposta fattibile. Un accordo di tutte le Regioni per chiedere a Bruxelles di poter utilizzare interamente le risorse del FSE (quasi 1 miliardo in 7 anni per la Regione Piemonte) a contrasto della povertà. Il tutto in parallelo a misure attive di formazione professionale nella speranza di un collocamento lavorativo, con una revisione del sistema formativo regionale che ad oggi funziona poco e male. Detto sistema deve infatti indirizzare le persone verso professioni di cui v’è realmente bisogno oggi, di concerto con investimenti degli enti pubblici (green e blue economy su tutte, turismo e servizi) e non rappresentare un poltronificio per i soliti corsi inutili.
In ultimo, aiutare il M5S ad aumentare le poste nazionali per introdurre un vero Reddito di Cittadinanza.

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