sabato, Settembre 12, 2026

Interessi privati e rifiuti. Che fare?

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Vogliamo informare tutti i Consiglieri comunali e gli addetti ai lavori sulle novità riguardanti il ciclo territoriale dei rifiuti.

Il quadro della gestione e raccolta dei rifiuti in Piemonte è in profonda trasformazione. Un cambiamento dai contorni ancora non ben definiti. Da molti anni, nell’ambito provinciale di Torino, si parla di formare un’unica Società Metropolitana dei Rifiuti, in cui tutti i Consorzi si fonderanno per la creazione di una new-company a capitale parzialmente privato. Noi ci opponiamo a questa prospettiva per il rischio di privatizzazione (com’è successo con TRM-Inceneritore), e la conseguente creazione di un monopolio sui rifiuti e per la chiara violazione della normativa vigente.

Con le Leggi 191/2009 e la l.r 7/2012 sono state soppresse le “Autorità d’ambito territoriale” (strutture alle quali gli enti locali trasferivano le proprie competenze in materia di gestione dei rifiuti e delle risorse idriche) in favore delle nuove Conferenze d’ambito. Con le novità normative sono stati ridefiniti anche gli ATO (Ambito territoriale ottimale: la suddivisione territoriale su cui sono organizzati servizi pubblici integrati su cui agiscono le Autorità d’ambito) con conseguente estinzione dei “Consorzi di funzioni tra gli enti locali” (che coordinano l’organizzazione dei servizi per la gestione dei rifiuti urbani dalla fase di raccolta a quella di smaltimento). Ad oggi non tutte le Province ed i Comuni hanno provveduto a tale adempimento, ciò sta creando enorme incertezza.

Un Esempio concreto è rappresentato dalla trasformazione dei Consorzi della Provincia di Torino Co.Va.R 14 e CIDIU S.p.A. che dovrebbero formare un’unica new company a parziale capitale privato, ed in seguito cercare un partner privato a cui cedere delle quote.

Circa la metà dei comuni facenti parte dei due consorzi ha approvando la creazione di questa nuova compagnia, mentre la restante parte è ferma, mossa dal ragionevole dubbio di violazione della normativa vigente.

Infatti il Comune di Chieri ha espressamente chiesto parere alla Corte dei Conti. I giudici contabili hanno sottolineato (Delibera n. 44/2013/SRCPIE/PAR) che “la  trasformazione è  considerata dalla giurisprudenza più recente non più come un evento determinante l’estinzione dell’organismo  trasformato,  bensì  come  una  vicenda  meramente  evolutiva [..] Pertanto,  in quest’ottica,deve  ritenersi che l’operazione prospettata dal Comune di  Chieri concreti,  innanzi  tutto, una violazione delle  disposizioni  che  prevedono l’estinzione del Consorzio di bacino(L.R. n. 7/2012 e L. n. 191/2009).”  Di fatto, la Corte dei Conti avendo riconosciuto la competenza dei Comuni in materia di riorganizzazione della gestione dei rifiuti, potrebbero quindi essere ritenuti responsabili di danno erariale.

Invece nel torinese l’ATO-R e i Consorzi hanno continuato come se nulla fosse. Indicono e affidano gare d’appalto a più non posso, mentre dalla normativa vigente emergerebbe l’illegalità di tali atti.

Il nostro timore riguarda la costituzione di un’unica Società Metropolitana dei Rifiuti, se ne parla da anni ed è fortemente voluta dall’ex presidente dell’ATO-R Paolo Foietta (ora presidente dell’Osservatorio sul TAV…). I poteri forti di Torino e dintorni intendono quindi realizzare un colossale monopolio per la gestione dei rifiuti (derivato dall’unione appunto di questi consorzi) di cui una bella fetta andrà in mano ai privati.

Si sta delineando un quadro sempre più inquietante sulla raccolta, sulla gestione e sullo smaltimento dei rifiuti. Ad oggi società private, come Iren Group, detengono la maggior parte delle quote Amiat (gestione della raccolta) e Trm (smaltimento rifiuti).

In questo bel piano “ad aziendam” sicuramente la strategia Rifiuti Zero non è neanche lontanamente contemplata. E’ sempre valida infatti l’equazione no rifiuti, no profitti.

Stiamo lavorando con tutti i mezzi a nostra disposizione per impedire che questo pessimo scenario si realizzi. Stiamo già lavorando affinché venga mantenuta, tutelata e valorizzata la professionalità dei dipendenti dei Consorzi, che attualmente vivono una situazione di incertezza.

Cosa abbiamo già fatto in Consiglio Regionale? 

Ci siamo mossi su due fronti:

esposto alla Corte dei Conti del Piemonte, 11 marzo 2015 , avente per oggetto “denuncia esposto inerente all’attività dell’Autorità d’Ambito e dei Consorzi soppressi per Legge dello Stato e tuttora operanti” portato avanti dai i nostri Consiglieri eletti della Città Metropolitana di Torino, Dimitri De Vita e Marco Marocco;

Ordine del Giorno di impegno alla Giunta regionale n. 433, 20/07/2015, avente ad oggetto “Soppressione delle Autorità d’ambito ottimale e dei Consorzi, così come predisposto dalla normativa vigente.” Documento presentato, ma non ancora discusso in aula.

Cosa possiamo fare a livello Comunale?



I nostri Consiglieri eletti appartenenti a Comuni del Covar 14 o del CIDIU, o in alternativa il Gruppo comunale di riferimento (nel caso in cui non ci sia un consigliere eletto), ma anche Consiglieri di altre forze politiche, possono presentare uno di questi due atti:

  1. documento da presentare nel  caso in cui il vostro Comune abbia già approvato una delibera propedeutica alla creazione della nuova compagnia, Link
  2. documento da presentare nel  caso in cui il vostro Comune NON abbia già approvato una delibera propedeutica alla creazione della nuova compagnia, Link.

Questi documenti hanno lo scopo di informare l’amministrazione dei rischi che sta correndo, o che potrebbe incorrere (es. danno erariale) a perseguire la strada della trasformazione dei due Consorzi.

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