venerdì, Marzo 5, 2021

Assestamento di bilancio 2014: verso il fallimento


Passano gli anni, cambiano le Giunte, ma restano e si approfondiscono i problemi della Regione Piemonte.
Francamente vedere un Chiamparino, venduto come il “nuovo che avanza”, alle prese con gli stessi problemi di Cota (rimborsopoli con due Assessori e capogruppo pd indagati, firme falsedebito in crescita) e con le stesse ricette (chiusure ospedali e tagli per 2200 posti letto, linee ferroviarie e aumento delle tasse) ci fa rabbrividire.


Cota aveva già aumentato l’addizionale Irpef a metà 2013 per un gettito aggiuntivo di 170 milioni di € per coprire l’anticipazione di cassa del Decreto sblocca-crediti. Ora la Regione propone un nuovo aumento di addizionale Irpef per almeno 70 milioni di €, aumento bollo auto per 20 milioni di € e dei canoni idrici. Ma non basteranno: per questo Chiamparino è andato a Roma a chiedere una norma salva Piemonte, da inserire forse in legge di Stabilità, che sposti per due anni il pagamento delle quote capitali dei mutui contratti con Cassa Depositi & Prestiti per almeno 200 milioni di euro, in più tagli della spesa per 100 milioni di € al 2017 (come e dove intendono risparmiare ancora non è chiaro). Dal quarto trimestre del 2015 inizierà anche a salire vertiginosamente la quota di restituzione dei mutui con i derivati sottostanti, diabolicamente contratti dalla Giunta Bresso e di fatto assecondati dalla Giunta Cota. Se anche questi non verranno rinegoziati, la Regione non sarà più in grado di onorare i propri debiti.
Il disavanzo 2013 recepito dal Giudizio di Parifica della Corte dei conti è di 2,655 miliardi di euro, riassorbito per 1,990 miliardi di € nel 2014, solo grazie al decreto sblocca crediti. Del nuovo disavanzo reale del 2013 dovuto a spesa eccedente le entrate, pari a 365 milioni di €, solo 1/10 (36,5 milioni di €) sono riassorbiti nel 2014, rinviando a 2015 e soprattutto 2016 il grosso.
Manovra assestamento 2014
Nell’assestamento, insieme ai 36,5 milioni di € di copertura del disavanzo, vi sono nuove spese per 49 milioni di € e riduzione di entrate da alienazioni per 23 milioni (ne restano 53 milioni di € di entrate da alienazioni immobiliari e delle partecipazioni di cui non entrerà un euro, configurando quindi nuovamente un bilancio…falso). La copertura per un totale di 108 milioni di € è dovuta non a nuove entrate o tagli di spese improduttiva, ma …slittamenti al 2015.
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Quindi il 2015 sarà l’anno decisivo. L’anno in cui sapremo se la Regione Piemonte sarà dichiarata fallita e commissariata definitivamente con l’obbligo dell’aumento delle tasse (addizionale irpef e irap al massimo) o se sarà salvato per due anni dal Governo Renzi. Dopo non si sa.
Purtroppo ancora nulla di organico viene fatto sull‘analisi della spesa improduttiva capitolo per capitolo. E soprattutto sono a zero le politiche di sviluppo della Regione (per creare nuovi posti di lavoro, posto che possano essere realmente prodotti e non solo “incentivati” da una Regione) e le misure a sostegno del numero sempre crescente di poveri.

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