di Davide Bono
Svolto ieri pomeriggio l’interrogatorio riguardante l’utilizzo del Fondo di Funzionamento da parte dei consiglieri regionali, indagine nata dal caso Fiorito nel Lazio, ma anche dalle nostre continue proteste per una maggior trasparenza e una netta riduzione di stipendi e privilegi dei consiglieri (che hanno portato tra l’altro a dimezzare le indennità, cancellare il vitalizio dalla prossima legislatura ed eliminare i rimborsi autodichiarati). Alcuni consiglieri regionali, oltre a tutto questo ben di dio, parliamo di 8-20 mila € netti al mese, si facevano spesso rimborsare di tutto e di più dal Fondo di Funzionamento. Si parla di consiglieri – lo dicono loro – che "andavano nei bar e offrivano da bere a tutti, perché così si fa ormai la politica". Altri che intestavano la residenza fittizia in una casa molto lontana da Torino, appena comprata col mutuo, e con i rimborsi chilometrici si pagavano le rate. Altri che si rimborsavano abiti, borse, scarpe firmate per rappresentanza. Nessuno ha mai controllato, nessuno aveva mai protestato fino a prima del nostro ingresso. Ora tutto questo doveva finire: siamo al dunque.
Il PM Avenati Bassi mi ha tenuto 1 ora circa (rispetto alle tre-quattro ore degli altri consiglieri). Ho presentato una relazione di 6 pagine, dove ho spiegato il funzionamento dei rimborsi dei consiglieri e del gruppo, in più ho condotto un’ analisi minuziosa di ogni singola spesa contestata.
Nel merito mi è stato detto che la mia posizione sarebbe stata archiviata se non fosse che, essendo capogruppo, devo rispondere anche delle spese per il Gruppo consiliare (circa 4000 €) e per l’altro consigliere (circa 7000 €). Insomma i 619 € a me contestati in due anni e mezzo (tutti per trasferte regolarmente rendicontate e giustificabili dall’attività istituzionale) sarebbero al di sotto della soglia di procedibilità stabilita dai magistrati.
Ho sottolineato come molte delle spese di cui i consiglieri hanno richiesto rimborso siano state coperte dal Fondo Progetti (quello originato dall’avanzo dei nostri stipendi – 6000 € ogni mese a cui abbiamo rinunciato per la bellezza di oltre 200 mila €), senza andare ad intaccare il Fondo di Funzionamento, e comunque ho ribadito la mia piena disponibilità a ripianare le somme contestate in caso venisse chiarito che non erano rimborsabili.
Oggi stesso ho comunque ristornato tutte le spese a me rimborsate, anche quelle non contestate (guarda il video) come segnale politico, sperando che facciano lo stesso gli altri consiglieri, sia quelli morigerati che quelli che, pur a fronte di stipendi effettivi 4-10 volte il nostro di 2500 € al mese, usavano spesso il Fondo di Funzionamento come un bancomat personale per decine e decine di migliaia di euro.
E chiarisco a chi ha osato dire che siamo diventati improvvisamente garantisti: io e, spero, tutto l’M5S, spero, rimaniamo fieramente giustizialisti in politica. Non sta a noi condurre le indagini e i processi, ma dal punto di vista politico non possiamo che sperare da un lato in un’archiviazione dei casi più modesti e chiari, dall’altro in una rigida persecuzione di chi ha usato i soldi pubblici per il proprio arricchimento. A questi che si arricchivano alle spalle degli ignari italiani, in attesa di una sentenza di un tribunale, va tutta la nostra condanna politica e morale.
E chi blatera di volersi dimettere, lo faccia ora o taccia per sempre.
PS: domenica 19 maggio Beppe Grillo in Piemonte!
Alle 17 Orbassano, Piazza della Pace
Alle 21 Ivrea, Piazza Rondolino

