sabato, Aprile 18, 2026

Fiato sul collo all’inceneritore


Di Davide Bono e Giorgio Bertola
La manifestazione contro l’inceneritore di Torino (Gerbido) di sabato 11 maggio ha avuto un grande successo; i giornali hanno parlato di poche centinaia di persone, ma nella parte centrale della manifestazione sono stati contati più di mille partecipanti. Superare il silenzio complice dei mezzi di informazione principali riguardo alla dannosità degli inceneritori è piuttosto difficile, ma la pervicace attività di coloro che da anni cercano di informare riguardo alle reali, praticabili e assai più sostenibili alternative sta portando i suoi frutti, ed il livello di consapevolezza dei cittadini riguardo alla tematica è indubbiamente migliorato.


Possiamo comunque affermare che – nonostante la stella cometa che tuttora svetta in cima al camino (ma quanto dura il Natale per TRM?) – l’inceneritore non è nato sotto una “buona stella”. Infatti l’attività di incenerimento dei rifiuti, dopo essere partita il 19 aprile nel più totale silenzio delle amministrazioni locali, ha subito un brusco stop il 2 maggio. A causa della pioggia, caduta a dire il vero in quantità non eccezionali per il periodo, si è verificato un allagamento nel percorso sotterraneo delle blindosbarre di collegamento alla centrale elettrica Terna, ed il corto circuito ha mandato in blocco il sistema; del resto non era difficile ipotizzare problemi di infiltrazioni di acqua inun’opera non ancora completata.
Lo stato incompleto di buona parte delle strutture di pertinenza dell’impianto di incenerimento vero e proprio è stato uno degli elementi emersi durante la visita effettuata il 10 maggio da una delegazione di parlamentari a Cinque Stelle (Laura Castelli, Marco Scibona ed Ivan Della Valle), affiancati da Giorgio Bertola (collaboratore del Gruppo Consiliare) e dall’Ing. Renato Carbone del Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino.
L’impianto è dotato di 3 linee di incenerimento con forno a griglia mobile. L’avvio del 19 aprile ha riguardato la linea 1, e la fase è definita di “commissioning”. Si tratta di una fase di avvio che può durare un massimo di 15 giorni, e per la quale non è obbligatorio il rispetto delle prescrizioni contenute nell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). La quantità di rifiuti inceneriti fino ad ora è di circa 3.900 tonnellate, a fronte delle circa 7.400 conferite fino ad ora da AMIAT. Si tratta di una quantità minima rispetto alle 421 mila tonnellate l’anno che brucerà quando sarà in fase di “esercizio commerciale”, mentre fino alla fine del 2013 si troverà in “esercizio provvisorio”.
La “fretta” nel far partire le attività anche ad opere ancora incomplete è legata alla necessità di incassare gli incentivi statali derivanti dai certificati verdi.
Il 18 maggio dovrebbe ripartire la linea 1 (forse già in esercizio provvisorio) e dovrebbe iniziare il commissioning della linea 2. La preparazione comporta una grande quantità di metano impegnato per scaldare il materiale refrattario. Ciò che appare illogico è anche questo: bruciare una risorsa limitata e costosa come il metano per preparare un impianto che brucerà un’altra risorsa (i rifiuti), con conseguente distruzione di materia che potrà essere sostituita solo con lo sfruttamento di altre risorse finite.
In aggiunta alle contrarietà che abbiamo più volte ribadito, durante la visita abbiamo avuto modo di constatare fatti che ci hanno destato parecchie perplessità.
Come già evidenziato, l’impianto non è ancora ultimato, ed alcune aree sono ancora manchevoli di chiusure ed adeguati sistemi di scolo delle acque piovane.
Per quanto riguarda i controlli sui mezzi in ingresso, dopo i controlli sulla radioattività dovrebbero essere previsti dei controlli a campione sui rifiuti conferiti, relativamente alla loro rispondenza al codice CER dichiarato sui documenti di accompagnamento. La percentuale di mezzi soggetti a controllo non è ancora stata definita (o comunque non ci è stata comunicata), mentre al momento tali controlli non vengono nemmeno effettuati, in quanto (testuale) “Per ora l’unico conferitore è AMIAT, e si tratta di azienda ‘fidata’…”. Tale affermazione lascia piuttosto perplessi, in quanto stiamo parlando di un soggetto che non produce rifiuti ma li raccoglie, e potrebbe quindi – in buona fede – avere in carico materiale non conforme. Stando a tale assunto dovremmo poi supporre che possano esistere dei fornitori “non fidati”, ed allora la sicurezza si avrebbe solo controllando tutti i mezzi!
All’interno della sala di manovra dei carri ponte di fossa era ben percepibile l’olezzo dei rifiuti. Ci è stato spiegato che il fermo del sistema favorisce la stagnazione e che probabilmente gli infissi sono difettosi; l’ambiente non è parso comunque salubre.
Le ceneri pesanti (bottom ash) vengono stoccate in una fossa, mentre quelle più leggere e più tossiche (fly ash) vengono convogliate in silos; abbiamo tuttavia riscontrato che i PSR (prodotti sodici residui) estratti dai filtri a maniche vengono stoccati in sacchi (big bags) che dovrebbero essere adeguatamente chiusi e stoccati in luogo idoneo con chiara indicazione del loro contenuto, mentre (come potete vedere nel video) ne abbiamo trovato uno aperto.
Con ogni probabilità ripeteremo la visita quando l’impianto sarà in esercizio provvisorio, per verificare il rispetto delle prescrizioni dell’AIA, e chiederemo conto di quanto già evidenziato.
Nel frattempo andremo avanti a promuovere le soluzioni alternative. Per chi dovesse ancora firmare la proposta di legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero o chi volesse approfondire il tema segnaliamo i seguenti appuntamenti:
Lunedì 20 maggio
Ex Sala Consiliare, Piazza di Vittorio 1, Nichelino
Serata informativa sull’inceneritore del Gerbido e le alternative agli inceneritori
Relatori: Luisa Memore (Medico ISDE – Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino), Giorgio Bertola (Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle)
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/372047179582801/
Venerdì 24 Maggio
Centro Marzanati, Via Cesare Battisti 25, Trofarello
Una gestione sostenibile dei rifiuti è possibile?
Relatori: Raphael Rossi (ex Amministratore e vicepresidente Amiat, Fondatore della ESPER, ente di studio per la pianificazione ecosostenibile dei rifiuti, Consulente del Comune di Parma c/o IREN), Davide Bono, Giorgio Bertola (Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle)
PS: domenica 19 maggio Beppe Grillo in Piemonte!
Alle 17 Orbassano, Piazza della Pace
Alle 21 Ivrea, Piazza Rondolino

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