sabato, Aprile 18, 2026

Ci uccidono tutte…

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Dejanira Piras, Responsabile Progetto Equal
Davide Bono, Capo Gruppo MoVimento 5 Stelle Piemonte
Ogni volta che sento al telegiornale, o leggo, che una donna è stata uccisa penso: «CI UCCIDONO TUTTE!». Lo penso perché quello che sta avvenendo in Italia è femminicidio, grave fenomeno in espansione.
Di chi è la colpa? E’ possibile prevenire questa strage?


Da alcuni giorni è uscito il libro di Riccardo Iacona, dal titolo Se questi sono gli uomini. Italia 2012. La strage delle donne”. I dati sono agghiaccianti e preoccupanti; solo a metà del 2012 sono più di 80 le donne uccise in Italia dai loro compagni. Infatti, nelle proprie case o più semplicemente nell’uomo che amavano, le donne incontrano i loro futuri carnefici.
Una delle ultime vittime aveva 17 anni, era di Palermo, si chiamava Carmela Petrucci ed è morta nel tentativo di difendere la sorella Lucia dal suo ex ragazzo, il ventitreenne Samuele Caruso che ha confessato il delitto dicendo: “Mi aveva lasciato questa estate, ho perso la testa”.
La politica italiana queste morti le ha sulla coscienza. Forse anche a causa della bassa rappresentanza femminile, la politica italiana sembra inerte e non investe in un progetto nazionale sulla difesa e prevenzione di queste morti; ma alcune eccezioni ci sono state.
La Regione Piemonte, ad esempio, nel 2008 attraverso l’approvazione del Piano regionale per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime, ha istituito dei fondi per la prevenzione grazie alla legge regionale n. 11 del 17 marzo 2008 “Istituzione di un fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti” e la legge regionale n. 16 del 29 maggio 2009 “Istituzione di Centri antiviolenza con case rifugio”.
L’obiettivo principale di questo Piano era quello di far emergere la parte sommersa del fenomeno della violenza e delle altre forme di maltrattamenti, di accogliere, accompagnare e sostenere le donne e le altre vittime di violenza, di prevenire il perpetuarsi della violenza, dei soprusi e dei maltrattamenti attraverso più azioni, come ad esempio la creazione di case in grado di accogliere e difendere le donne che subiscono maltrattamenti in famiglia, che altrimenti non saprebbero dove andare.
Le buone prassi, quindi, le conosciamo, e hanno un loro costo.
Infatti, nel 2008 per l’istituzione di un fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti erano stati stanziati 1 milione di euro, mentre per l’istituzione di Centri antiviolenza nel 2009 erano stati previsti 800.000,00 euro.
Attualmente, nel 2012 le cifre previste sono pari a zero. Possiamo accettarlo?
Oggi, 25 Novembre 2012, è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita tramite la Risoluzione n° 54/123 del 17 Dicembre 1999 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite; l’obiettivo è quello di invitare i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno.
La politica italiana vuole investire per tutelare tutti le proprie concittadine? La risposta deve essere sì, soprattutto in un momento di crisi economica, dove le conflittualità e le crisi coniugali aumentano. Attraverso l’indipendenza economica le donne possono conquistare l’indipendenza dai propri assassini, ma senza una rete che le tuteli, senza investimenti costanti sia nel mondo del lavoro che contro la violenza, senza un cambiamento di mentalità, sia maschile che femminile, l’Italia continuerà a contare vittime innocenti.
Gli uomini devono strappare il velo di ipocrisia, con cui a volte guardano la realtà e capire che la violenza sulle donne è un problema che riguarda anche loro, perchè le vittime sono le proprie figlie, le proprie amiche ecc. La violenza sulle donne è un problema di tutti; se l’Italia non è un paese per donne, non è un paese civile, e questo è un problema di TUTTI!
P.S. Questa sera Davide Bono sarà a Trino a questo evento: Link

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