
Dopo mesi dall’annuncio di Riboldi, la Giunta Cirio si è finalmente dotata di linee di indirizzo sul suicidio medicalmente assistito. L’ha fatto, come il Movimento 5 Stelle chiedeva da tempo, richiamando direttamente la pronuncia della Corte Costituzione sul diritto della persona ad ottenere dalla sanità pubblica farmaci, dispositivi e assistenza durante la procedura. Un passo avanti che va nella direzione della tutela della dignità della persona e dell’uniformità territoriale, ma c’è ancora molto da fare. Non è concepibile, infatti, che la garanzia di un diritto dipenda da una circolare ed un vademecum. Se si vuole evitare che casi come quello dell’AslTo4 si ripetano, servono regole stabili, trasparenti e controllabili dal Consiglio regionale, non meri atti amministrativi adottati dall’esecutivo. È proprio questo l’obiettivo della proposta di legge che ho presentato a metà novembre: disciplina le modalità organizzative di attuazione delle sentenze della Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito e impone alle aziende sanitarie l’istituzione di una Commissione multidisciplinare permanente con competenze cliniche e psicologiche adeguate.
Alla Destra, che ha scelto fin qui di non legiferare in attesa di una legge nazionale, ribadisco un aspetto essenziale: la mia proposta è costruita come disciplina organizzativa regionale e contiene una clausola di cedevolezza, così da applicarla solo fin quando lo Stato non sarà intervenuto.
È responsabilità della politica e delle istituzioni dare certezze a cittadini e operatori sanitari e tutelare i diritti. Per questo chiederò la calendarizzazione immediata della mia proposta di legge in Commissione e in Consiglio regionale. Se la Giunta Cirio riconosce la necessità di uniformare le procedure e di garantire anche la fornitura dei farmaci, come appare dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa, allora si faccia l’unica cosa sensata e coerente: si trasformino questi principi in una legge regionale capace di tutelare la dignità delle persone e l’uguaglianza di accesso a questo diritto su tutto il territorio piemontese.
Pasquale Coluccio (M5S), Consigliere regionale M5S Piemonte

