martedì, Luglio 21, 2026

Circuito di Orbassano: “crossodromo” abusivo?


Di Fabrizio Biolè
Nel territorio del comune di Orbassano, vicino a Torino, è aperto, ormai da mesi, ai mezzi motorizzati un percorso fuoristrada tra strada Ravetto e strada antica di None, che ha creato un contenzioso tra gli abitanti della frazione Tetti Valfrè, vicinissimo al Parco di Stupinigi, riunitisi in comitato e l’amministrazione comunale sia dal punto di vista dell’impatto acustico, sul suolo e sulla qualità dell’aria, che da quello della non rispondenza a leggi regionali piuttosto importanti e vincolanti in merito.


La Regione Piemonte, come noto, autorizza i comuni, tramite la legge 32 del 1982 e successive modificazioni, ad individuare percorsi a fini turistici e sportivi non competitivi, su tracciati già esistenti sul territorio, chiedendo che gli enti disciplinino l’utilizzo di tali percorsi con proprio regolamento.
La pista in oggetto ha avuto autorizzazione ad operare proprio in questo ambito, ma è invece stata adibita da subito a pista da gara, ignorando le leggi regionali e gli obblighi procedurali. A tutt’altra categoria infatti la legislazione regionale assegna le piste che hanno come scopo un utilizzo competitivo: la prassi legislativa (legge 40 del 1998), comprensibilmente stringente, prevede per esse, infatti, l’obbligatorietà della Valutazione di Impatto Ambientale, che deve essere richiesta dagli aventi interesse direttamente alla Provincia di appartenenza.
L’estate scorsa, dopo un preciso verbale della Polizia locale che toglieva ogni dubbio rispetto alla già avvenuta fruizione agonistica della pista e dichiarava il circuito non più confinabile entro i criteri della Legge Regionale 32/82, il dirigente dell’Ufficio Urbanistica di Orbassano il 16 giugno 2011 diffidava la società Orbassano Racing dall’organizzare e dallo svolgere attività difformi dai dettami della L.R. 32.
E’ inoltre tuttora giacente un esposto al Corpo Forestale dello Stato che denuncia le difformità di un “percorso sportivo naturalistico” che invece ospita gare.
Non per questo gli eventi competitivi sono stati sospesi presso il Circuito in questione!
L’interrogazione da me presentata, ha suscitato una risposta fiume da parte dell’Assessore Ravello che dichiara un suo continuo interessamento alla vicenda, citando la cronistoria riguardante le interazioni tra istituzioni e demanda formalmente a provincia e comune l’obbligo di verifica della rispondenza del tracciato alle prescrizioni di legge, con qualche imprecisione: per esempio è dimostrato che lo studio professionale indicato dall’ Orbassano Racing per svolgere le dovute procedure di Valutazione Impatto Ambientale presso il competente ufficio provinciale, in realtà non ha mai ricevuto nessun incarico professionale.
La vicenda è dunque piuttosto emblematica e, se confermata, ricalcherebbe gravi episodi già visti in altri territori, anche piemontesi: ci troveremmo davanti a un privato che, avendo in mente di aprire un impianto dedicato alle gare fuoristrada a scopo di lucro, stimola il comune a determinare all’interno del proprio piano regolatore una zona da adibire a pista turistica (come da legge 32), e sfrutta invece il suo utilizzo in senso agonistico senza l’obbligatorio iter legislativo, ma senza il pudore di manifestarlo in modo palese anche sui canali web.
Se non bastassero le decine di foto e video a testimonianza di ciò, con rammarico devo segnalare che anche l’ufficiale Federazione Motociclistica Italiana annovera ormai nel suo sito, il circuito di Orbassano come “crossodromo”.
Ritengo che tutti gli enti debbano concorrere a far rispettare quelle che sono norme direttamente emanate: abbandonare i cittadini ai piani di qualche scaltro imprenditore, solo per una mancata diretta competenza è la prassi.
Lo scaricabarile non è ammesso!

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11 Commenti

  1. Ma perchè bisogna per forza sabotare quello che a tutti gli effetti è un impianto sportivo?
    L’inquinamento acustico e ambientale è pari forse ad un solo camion che porta materiali per la costruzione di un palazzo…

  2. E chi ha mai pensato di sabotare qualcosa?
    Nel testo si parla di una struttura che non ha i requisiti per una certa attività, che è stata più volte redarguita ma che non ha provveduto a mettersi in regola.
    A prescindere del gusto personale verso un determinato sport (che rispetto, anche se talune attività sono molto meno sostenibili di altre), si tratta di abuso nei confronti della collettività in termini di impatto, ma soprattutto di rispetto delle regole.

  3. E che dire allora delle condizioni ambientali dell’area Torino Nord, e precisamente nei pressi della via Venaria, vicino al deposito GTT?
    La mattina allorquando tutti i pullmann escono dal deposito l’aria è inrespirabile. A nulla sono servite le proteste: non si sà per quale ragione su tale deposito sono stati messi in rimessa un numero spropositato di bus rispetto a qualche anno fà, a vantaggio di altre zone cittadine. La conseguenza è tragica: non solo la qualità dell’aria, ma anche le polveri sono talmente evidenti che non ci si puo’ piu’ permettere di stendere un panno chiaro nel balcone. Oltrettuto attaccato al deposito vi sono delle cascine e degli orti i cui prodotti, lascio solo immaginare la loro salubrità. L’Arpas ne è a conoscenza, idem la Circoscrizione V, ma non possono fare altro che prenderne atto (così ci hanno riferito). E la nostra salute? A chi possiamo rivolgerci? Abbiamo bisogno di aiuto.

  4. @ fabrizio: se mi parli di rispetto delle regole allora non posso che essere daccordo. Teniamo solo presente che la regolamentazione della c.d. circolazione con mezzi a motore “fuoristrada” è decisamente complessa e, per alcuni versi (anche se non è per il caso in esame), parzialmente inapplicabile perchè in contrasto con altre norme.
    Se la tua però non è una crociata contro lo sport motoristico, allora mi scuso per avere equivocato.
    Se al movimento può interessare un confronto su questi temi sono a disposizione (sono un praticante di discipline motoristiche “fuoristrada” ed ho seguito questi problemi anche dal punto di vista normativo)

  5. Purtroppo credo non abbiate idea che cosa voglia dire aver deciso di vivere in mezzo al verde e tranquillità.
    Aver investito tutti i propri averi per un immobile con il giardino al fine di goderlo il sabato e la domenica.
    Ed ecco quà, qualcuno decide di creare un campo da motocross a 300Metri da casa tua in mezzo ai campi di fianco a un parco e ad allevamenti di animali.
    Il rombo dei motori inizia incessante dalle 10 del mattino fino a sera incuranti di regolarizzare i decibel con il famigerato DB Killer per non parlare della polvere che ormai invade le case.
    Non vi sembra il caso di pensare che queste strutture dovrebbero assolutamente essere presenti in luoghi industriali dove il week end le aziende sono chiuse e non si da fastidio a nessuno!??
    Grazie

  6. Faccio una mia considerazione personale e la faccio da motociclista rispettoso ( più o meno ;-)) delle regole.
    La velocità fa parte dell’istinto dell’uomo. Si gareggiava ai tempi dell’impero romano con cavalli e bighe, si gareggia a piedi, in bicicletta, sui pattini e ovviamente con ogni mezzo di locomozione a motore. Non possiamo sperare che con una legge regionale si riesca ad arginare l’istinto innato dell’uomo. C’è da considerare a questo punto l’aspetto sicurezza. Come nel caso dei combattimenti è veramente molto raro che un pugile o un atleta che pratica arti marziali venga coinvolto in una rissa allo stadio o in discoteca, così è veramente raro che un “pilota” che corre in pista resti coinvolto in un incidente stradale. Tutto ciò per almeno un paio di ragioni: 1) non sente il bisogno di sfogarsi perchè già lo fa regolarmente nei luoghi preposti e 2) perchè l’allenamento migliora l’abilità e di conseguenza la sicurezza (attiva e passiva).
    Tutto ciò premesso ritengo che debba necessariamente essere tutelato il patrimonio nauralistico della Regione così come pure il diritto delle persone a vivere in mezzo al verde ed alla tranquillità, tuttavia auspico che vi sia una spinta da parte dei nostri rappresentanti in Regione affinchè vengano incentivate e sostenute le iniziative che prevedono la creazione di percorsi di gara sia su asfalto che fuoristrada i quali, oltre ad essere una opportunità per la nostra stagnante economia, rappresentano a mio parere, uno dei più efficaci provvedimenti per la sicurezza sulle strade e tutto ciò senza gravare sulle casse pubbliche.

  7. Altra considerazione, sempre da parte di un motociclista.
    Non credo che l’argomento vada affrontato in questo modo.
    Nel prendere atto degli “istinti” dell’uomo, citati da Cristiano, bisogna essere convinti del fatto che le attività motoristiche in genere, sono praticate da una esigua minoranza.
    Le leggi e le regole che una società si impone, pur nel rispetto delle minoranze, sono e devono essere finalizzate all’ interesse collettivo. Si deduce quindi che le leggi, prevedendo sanzioni amministrative e penali, abbiano lo scopo di frenare alcuni istinti dell’ uomo, tra i quali l’istinto della velocità, sempre nell’interesse collettivo.
    Questi regolamenti servono, tra l’altro, ad evitare che il comportamento di pochi intacchi i diritti della collettività. Nel caso specifico, direi che interesse primario della collettività, non sia quello di tramandare ai posteri l’istinto della velocità, come, a dire di Cristiano, hanno fatto i romani, ma bensì quello di lasciare alle future generazioni un mondo più vivibile.
    Detto questo, non sono ovviamente contrario al fatto che una esigua, ricordiamoci, molto esigua percentuale della popolazione, si diverta facendo rombare in motori in pista. Ricordiamoci solo che a questa attività va riconosciuto in modo inopinabile un elevato impatto ambientale, e per questo motivo, come previsto dalle leggi, la scelta del sito riveste veramente una grande importanza.

  8. Mannaggia,avevo scritto una risposta a Claudio (e a tutti) lunghissima (ci ho messo mezz’ora a scriverla!), ora di postarla mi è sparito tutto per un “errore”. Se trovo le forze la riscrivo…

  9. Ciao, io sono un Orbassanese e un pilota motocross.
    Conosco molto bene il percorso in questione, e non è mai stata fatta una sola gara all’interno! Non so chi siamo i collaboratori del politico che ha fatto quest’affermazione, ma di certo han preso un’enorme granchio. Forse si riferiscono a delle gare che son state fatte nella stessa zona, ma quando ancora il percorso non c’era.
    Sempre per quanto scritto sopra, dove si mette marcatamente l’accento sulla funzione di lucro del tracciato, vorrei assicurare che non è di certo con un’operazione del genere che si diventa ricchi, anzi, il rapporto fra lavoro/guadagno è a dir poco pessimo. Quindi non stiamo parlando di uno scatenato imprenditore senza coscienza, ma di un vero appassionato.
    Continuo rispondendo al Sig.Stefano; dalle prime case, verso la frazione Tetti Valfrè, si sente solo in lontananza il suono dei motori. Basta un semplice squillo di un telefono oppure una macchina in transito, o ancora, il vociare di persone che parlano, a coprire completamente questo suono lontano. Io abito all’interno di Orbassano ed il rumore è di molto superiore.
    Vorrei rispondere anche a Claudio; credo che il proibizionismo americano abbia insegnato al mondo intero che non è con i divieti che si risolvono i problemi, ma trovando soluzioni. Hai ragazzini che scorrazzano come pazzi per le vie di Orbassano, di certo non farebbe male sfogarsi al interno di un posto predisposto per farlo e dove ci sono persone che possono vigilare su di loro, al posto che continuare a scambiare le strade pubbliche come un’enorme circuito.
    Ovviamente bisogna trovare un posto che sia abbastanza vicino a loro e non a 50km, perchè altrimenti non avrebbero modo di arrivarci con i loro mezzi.
    A questo proposito vorrei portare la mia personale testimonianza: in quanto appassionato motociclista ho sempre avuto moto, che usavo regolarmente su strada pubblica, e non ho mai potuto nemmeno immaginare di privarmene, ma da quando uso la moto nei circuiti sfogo tutta la mia voglia di guidare lì; tant’è che oggi io non ho più la necessità di avere una moto da usare in strade pubbliche.
    Vorrei che riflettiate su questo aspetto, perchè penso che sia l’unica vera prevenzione alla piaga degli incidenti motociclistici(soprattutto per i più piccoli e inesperti). Non si può impedire ad un cavallo di correre.
    Spero mi perdoniate se il mio lessico non è da politico ma più da cittadino arrabbiato, ma ad Orbassano oltre che banche e capannoni industriali non si costruisce nulla, e per una volta che si costruisce qualcosa di bello per lo sport e la collettività, mi sembra un’errore cercare di bloccarlo con deboli motivazioni.

  10. Caro Daniele,
    mi hai in qualche modo tirato in causa con il “proibizionismo americano”, cosa che ti assicuro non mi appartiene. Forse nel precedente commento ho utilizzato un linguaggio poco diretto ed il risultato è stato per te incomprensibile.
    Le tue osservazioni derivano sicuramente da un tuo attento esame del mondo che ti circonda. Purtroppo, spesso , quello che ci appare non sempre è la realtà delle cose.
    Quando da ragazzino anch’ io scorrazzavo per le vie della città mi sentivo felice, molto felice! Forse non ero cosciente di disturbare gli altri, ma mi sarei terribilmente offeso se qualcuno mi avesse trovato un posto per “divertirmi”, o meglio per “rinchiudermi”…come dici tu “non si può impedire ad un cavallo di correre”!
    Anche a me piace molto la moto, semplicemente io vedo in Lei una enorme sensazione di libertà, un desiderio di attraversare il mondo, le montagne innevate, i deserti più ostili, la sabbia, le piste, i guadi con l’acqua ti sale sul serbatoio e magari in una grande tempesta di sabbia che ti oscura la visiera e ti fa sanguinare gli occhi. Tutte cose che ti assicuro ho già provato e di questo ne sono felice. Altra cosa, opinione personale, rinchiudersi in un anello di qualche centinaia di metri e passarci la giornata, smanettando vicino ad un condominio di operai che il giorno dopo devono partire per il primo turno!
    Tralasciando queste opinioni “personali”, che tuttavia sono condivise da tutti, tranne che dai motociclisti “pistaioli” (comprensibile, non giustificabile!), ho anche io sempre pensato che le piste debbano esistere, sono necessarie, servono a curare certe “patologie”…e non lo dico assolutamente in tono offensivo, un giorno potrei caderci anch’ io, anzi anche io ho già girato in pista, sono un pentito!!!
    Erano gli anni in cui si scaricava l’olio esausto della moto negli scarichi dei pluviali!! Per fortuna qualcosa è cambiato!
    Nel complesso hai ragione tu, le piste facciamole, ma con criterio, magari in qualche area già compromessa, in una zona industriale, lontano dalle abitazioni, per divertirci e non danneggiare gli altri! Per vivere tutti in serenità! Non sarebbe più bello così? Magari ritorno anch’ io!
    Forse, quello che manca a tutti, piloti motocross, motociclisti “comuni” e cittadini è quella che dovrebbe essere una sana Amministrazione Pubblica!!!
    Ciao!

  11. Daniele vivi all’interno del crossodromo? come fai a dire che non è stata mai fatta una gara? come fai a dire che non si lucra, sei il commercialista? qualcosa non mi torna

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