sabato, Aprile 18, 2026

Venti di privatizzazione sulla scuola piemontese


Di Fabrizio Biolè
In Italia, si sa, l’ottica della privatizzazione sta ormai toccando tutti gli ambiti. I beni primari come acqua, terra e aria stanno subendo forti spallate da parte delle lobbies che occultamente ambiscono semplicemente a spingere al consumo e al conseguente lucro che ne possono ottenere.
Tra pochi giorni, il 12 giugno, saremo chiamati a esprimerci contro la privatizzazione dell’acqua (e forse, contro la follia del ritorno al nucleare) mediante referendum. Recentissime le notizie della volontà di insabbiamento del voto popolare, anche sull’acqua.


Ma i diritti calpestati mercificando i beni primari non sono gli unici: l’inalienabile e basilare diritto all’istruzione continua ad essere da anni al centro dell’attenzione dei vari ministri che si susseguono a destra e a sinistra (dalla coppia Moratti-Berlinguer fino alla odierna Gelmini). Il taglio ad ogni costo su un settore in cui tutti i paesi esteri investono al contrario ingenti risorse sminuisce quella che è l’attività determinante dell’insegnante in termini di formazione del cittadino di domani.
Non tutta la scuola subisce dei tagli drastici: se già a livello nazionale i bonus per gli alunni delle paritarie (messi da destra e sinistra) vanno a intaccare uno dei principi costituzionali, sancito nell’articolo 33: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”, i consiglieri regionali del Piemonte si troveranno presto ad affrontare in commissione il Progetto di Legge numero 20.
Dietro un titolo sfacciatamente virtuoso che, mediando le dichiarazioni del Ministro Gelmini, recita la volontà di garantire una “libera scelta educativa”, si nasconde il pagamento della marchetta elettorale del Popolo delle Libertà (il primo firmatario è Gian Luca Vignale) e la volontà di riorganizzazione della distribuzione e dell’erogazione delle risorse pubbliche in materia di istruzione a favore delle scuole paritarie. Tutto col silenzio-assenso della Lega Nord. Tre le misure principali, in egual modo inopportune:
– L’attribuzione della gestione degli assegni di studio direttamente alla Regione, bypassando gli enti territoriali che fino ad oggi hanno distribuito sul proprio territorio le risorse agli istituti conoscendone peculiarità e problematicità.
– L’istituzione di un fondo rotativo per l’edilizia scolastica esclusivo per le scuole paritarie, in un contesto in cui la maggior parte delle strutture pubbliche versa in penose condizioni (ancora vivo il ricordo di Vito Scafidi, travolto nel 2008 dal crollo del soffitto del Liceo rivolese che frequentava). Per di più le scuole non dipendenti da enti, come quelle per l’infanzia, in caso di approvazione della legge, non prenderebbero un euro.
– L’eliminazione dei vigenti criteri di ripartizione percentuale dei finanziamenti, in modo da avere la libertà di spostare le risorse dal capitolo di bilancio relativo alle scuole pubbliche sulle scuole private.
Ultima e ulteriore nota critica il già accennato tentativo di far passare la legge solo in Commissione, mentre in Aula Legislativa avverrebbe soltanto il voto al netto della discussione: l’arma della seduta di Commissione redigente, ideata dal centrosinistra, viene utilizzata dall’attuale maggioranza a scapito di tutti i cittadini che non potranno avere la possibilità di garanzia di discussione democratica permessa dal doppio passaggio Commissione più Consiglio.

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9 Commenti

  1. Tutta questa situazione si protrae da anni e la gente non si accorge di nulla, o meglio, pur di avere insalata nel proprio orto tace ed accetta ogni cosa. Dobbiamo svegliarci o non restera´ nulla di pubblico ed accessibile ed i privati non saranno cosi onesti come in altri paesi. Nel nord Europa, privato non é sinonimo di truffa ma bensí di buon funzionamento.
    Sono molto dispiaciuto di non aver saputo in tempo della preparazione delle liste per Domodossola altrimenti avrei dato tutta la mia disponibilitá. Putroppo non condivido che siano stati messi soltanto giovanissimi.
    Grazie per il Vostro lavoro.
    Roberto.

  2. E’ la conferma di quanto ti avevo segnalato in una mia mail del 25/4: i fondi per gli assegni di studio regionali per libri, attività integrative, ecc. per l’a.s. 2009/10 sono già stati ripartiti rimborsando prioritariamente i frequentanti le scuole private e ripartendo solo il rimanente tra i frequentanti la scuola pubblica.
    E’ una palese violazione del principio Costituzionale di uguaglianza dei cittadini.
    Bisogna ripristinare la legalità!

  3. Buongiorno signor Roberto, le volevo dire che non ci sono solo giovanissimi nella lista del Movimento per le elezioni comunali di Domodossola, ci sono esponenti di 40 50 anni, e sopratutto se contatta il gruppo non ci sono problemi se vuole diventare parte attiva e collaborativa, anzi sono sempre alla ricerca di chiunque voglia collaborare ed attivarsi.
    saluti

  4. Ho passato con soddisfazione 5 dei miei 17 anni di istruzione scolastica in un istituto privato, ma, parafrasando Voltaire, darei la vita affinchè chi sta venendo dopo di me continui a poter scegliere tra le due soluzioni senza essere “troppo” discriminato (come ritengo sia successo a me). Per piacere mandatemi il link al jingle finale della Filanda versione Gelmini perché mi piace troppo.

  5. Salve Roberto.
    Mi spiace che non sia venuto a conoscenza dell’intenzione di creare la lista.
    In merito all’eta’ non e’ comunque vero che ci sono solo giovanissimi ed in merito al partecipare e’ sicuramente ben accetto ogni forma di collaborazione da parte sua.
    la invito per mercoledi sera al circolo arci al badulerio ore 20,45 o venerdi dalle 17 alle 19 sotto i portici del teatro galletti.
    ci farebbe poiacere conoscerla e farla diventare parte attiva del MoVimento.
    saluti e spero di conoscerla dio persona!
    Gabriele

  6. Lo stato in cui versa la scuola pubblica è funzionale al disegno di privatizzazione. Peggiorare il servizio pubblico esistente, magari additando gli insegnanti o i dipendenti pubblici a soli responsabili, è un modo per dire : con il privato non succede. E questo vale per l’acqua, l’energia, i trasporti ecc… Vorrei solo far notare una cosa : coloro che spingono sulla privatizzazione dei servizi pubblici sono gli stessi che hanno contribuito e contribuiscono a distruggerli. Allora smascheriamoli… diciamo forte e chiaro cos’hanno fatto, quali leggi e quali impegni hanno profuso ( impegni ? ) per rendere il servizio pubblico efficiente. Balbetteranno, finendo come sempre col dare la colpa, in maniera qualunquistica e populistica, all’ultimo anello della catena : gli insegnanti nel caso della scuola o l’ultimo dei dipendenti pubblici negli altri casi. Se uno stato, una regione o un comune tiene veramente al proprio servizio, lo controlla, lo segue e lo puntella fintanto che quel servizio diventa civile e quindi veramente servizio. Possiamo dire che, negli ultimi 50 anni, ci sia stato questo interesse da parte di un qualsiasi ente pubblico? E’ così che il senso dello stato si è trasformato da pubblico in privato, con tutto il saccheggio e il degrado che ne è seguito.

  7. Fate un gran bel lavoro. Ma per favore non cadete nel pressapochismo che caratterizza la casta.
    Citare il povero Scafidi dove la scuola incriminata è di competenza della provincia …
    Il fondo per l’edilizia scolastica alle paritarie non è esclusivo. Va ad affiancare quello già esistente per le statali …
    Il senza oneri per lo stato dell’articolo 33 è sacrosanto. Ma se conosceste i numeri completi probabilmente comprendereste che se sparissero le paritarie (almeno per l’infanzia) ci sarebbe un maggiore onere per lo stato.
    Brevemente: le scuole dell’infanzia paritarie coprono fra il 40% e il 50% della domanda (diverse fonti danno numeri diversi ma in questo range!) e il totale di quanto stato ed enti in cascata “spende” o investe per ogni bambino della statale è di circa 6000€ mentre per ogni bambino della paritaria è di circa 600€.
    Senza contare che anche per le paritarie i tagli dalla Gelmini continuano. -25% negli ultimi due anni e quest’anno ancora non si sa ma potrebbero mancare all’appello finale quasi la metà dei contributi. Ovvero la chiusura della maggioranza delle scuole dell’infanzia paritarie.
    Spero di essere stato utile alla discussione.
    E disponibile a comunicare tutto quanto possa essere utile ad affrontare il tema costruttivamente e non ideologicamente.

  8. innanzitutto sinceri complimenti per il tuo operato in regione!
    mi piacerebbe che rispondessi a delle domande sul movimento fatte dalla rivista Il Ribelle!
    1) è contrario oppure no al sistema di vita che facciamo?
    2) è deciso o no a combattere le strutture che lo reggono (piovra bancaria internazionale, grandi industrie multinazionali, burocrazie mondiali)?
    3) Il problema principale del nostro tempo, la globalizzazione che mercifica gli uomini e livella le culture, è o non è per lui il grande tema che racchiude tutte le nostre disgrazie?
    4)Abbraccia o no, senza se e senza ma, la prospettiva della decrescita?
    5) E l’autonomismo locale delle piccole patrie – non il federalismo pataccaro della Lega – può essere la bussola per una gestione del potere pubblico liberata dal parassitismo degli Stati-nazione?
    6) E l’Europa, dobbiamo lasciarla in mano alle lobby santificate dal Trattato di Lisbona, o dobbiamo infonderle un’anima tentando una via europea diversa dall’iper-liberismo che da Washingon a Pechino stritola il pianeta?

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