sabato, Aprile 18, 2026

Sostegno al commercio sostenibile

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Di Fabrizio Biolè
Il commercio si è ormai trasformato da necessità di acquisizione di beni primari a dannosa abitudine che trasforma cittadini e utenti in voraci consumatori. Il possesso dei beni, anche non strettamente utili, crea dipendenza indotta in cui solo la rivalutazione di quello che è il benessere interno lordo e individualmente la vivibilità del proprio territorio e del proprio contesto possono ridare il giusto equilibrio al rapporto individuo-oggetti.
E’ palese che il consumo indotto dal marketing virale e dalla fruizione delle sempre più diffuse grandi superfici di vendita sta diventando problematico sotto ogni punto di vista: l’aumento dei debiti al consumo delle famiglie cresce ogni giorno e ogni giorno di più il piacere di una passeggiata o di un picnic nel verde con la famiglia perde forzosamente di valore.


Nonostante questo, il settore continua a subire una crisi diffusa in quanto la scarsa regolamentazione crea concorrenza selvaggia, oltre a strozzare la rete dei piccoli negozi. Ma le problematiche legate al commercio sono molteplici: un nuovo contratto nazionale che sulla falsariga di altri settori introduce l’accordo separato e che provocherà il deterioramento dei diritti acquisiti oltre che dei livelli salariali. Anziché ovviare agli inconvenienti di precarietà e scarsa tutela della sicurezza, il nuovo contratto decreta un aumento di ore lavorate per i neoassunti a parità di stipendio, la riduzione della copertura economica della mutua e il lavoro domenicale praticamente obbligatorio, che influenza ancor più negativamente la vita dei cittadini ingabbiati nei giorni di festa in soffocanti scatoloni di cemento o come malpagati lavoratori o come indotti consumatori.
Il disegno di legge regionale, tra pochi giorni in discussione in Consiglio, prevede una moratoria per le richiesta di autorizzazione alla creazione di nuove grandi superfici di distribuzione (superiori a 4500 metri quadrati) con cui l’Assessore Casoni mantiene la promessa di una nuova regolamentazione dell’ambito: entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge infatti la Giunta si impegna a redarre un documento che ridefinisca regole e parametri per delle grandi superfici.
Il Gruppo Consiliare del MoVimento 5 Stelle ha depositato degli emendamenti in merito che chiedono di sospendere le autorizzazioni per le grandi superfici ampliandone la categoria fino a scendere a 2500 metri e, ritenendo una truffa le compensazioni territoriali che mascherano gli scempi che solitamente si compiono a danno delle aree periferiche delle cittadine interessate, chiediamo un investimento diretto tramite percentuale sugli oneri di urbanizzazione che dia supporto diretto a negozi leggeri di vicinato.
La modifica che riteniamo più importante sta nell’obbligo delle grandi distribuzioni a destinare una stanzetta all’interno del fabbricato a base logistica dei gruppi d’acquisto solidale locali, nell’ottica di una vera possibilità di scelta da parte degli utenti che dovrebbe accompagnare la fase di transizione verso un’economia più naturale.
P.S. Nelle giornate del 6,7 e 8 maggio si svolgerà a Torino presso le Officine Corsare in Via Pallavicino 35 l’edizione 2011 del Festilav, Festival Cinematografico Italiano dei Lavoratori. Il Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle ha offerto il proprio piccolo contributo all’organizzazione, ritrovando nella manifestazione due importantissime tematiche che si intersecano. Da una parte pesanti questioni legate al mondo del lavoro: le impressionanti condizioni del lavoro minorile, gli impatti dell’attività delle cosiddette “multinazionali assassine” che continuano a devastare da un punto di vista ambientale e con diretti investimenti nel mercato delle armi, decine di paesi del sud del mondo, le drammatiche storie che raccontano le sfruttate lavoratrici del sesso. Dall’altra la scarsa informazione che i canali tradizionali, soprattutto televisivo e giornalistico, fanno sulle problematiche trattate. Lo sviluppo e il successo di un Festival come questo fornisce il dato anche politico che rappresenta l’interessata domanda e la scarsa offerta di comunicazione puntuale in merito alle problematiche globali del mondo del lavoro.

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9 Commenti

  1. Mi sembra un’ottima iniziativa. Credo che così facendo possiate aiutare a portare a comprensione di molti, sì dico Molti, tematiche ostiche e che in genere si vivono con un attitudine “sconfitta”, talmente le percepiamo complicate e titaniche.
    Credo inoltre che il dramma dei grandi centri commerciali, della morte per asfissia economica e di cultura della spesa dei piccoli venditori al dettaglio, del rimanere di nicchia e connotato “radical chic” il mondo dei negozi leggeri e dei gruppi di acquisto solidale siano elementi fondanti il degrado culturale del nostro bellissimo paese.
    Cerchiamo di arrivare anche a quelle fasce di popolazione che per età o censo o scarse opportunità socioculturali non riesce ad utilizzare la Rete come fonte di informazione e valutazione.
    Grazie del vostro impegno!
    Ivan

  2. Ciao…. questo è un discorso molto complesso. Inanzitutto dovremmo capire che la il “PRODUCI, CONSUMA, CREPA” porta non solo all’ infelicità personale dell’individuo, ma alla distruzione dell’ambiente e in un futuro non troppo lontano all’estinzione della razza umana…. (ma forse vado fuori tema). Come primi passi farei: blocco della cementificazione e un’accurata selezione di aree, predisponendole alla commercializzazzione di prodotti di prima necessità ed eco-sostenibili.
    Nelle aree urbane certo incentivare i piccoli negozianti o creare mercati in piazza anche per piccole comunità di persone, magari regolamentando i prezzi dei prodotti. Cioè io ti incentivo ma tu vai incontro alla gente…..credo sia una buona via per fare concorrenza ai grandi centri commerciali
    Se poi ci sono ulteriori terreni da utilizzare cercherei di preservarli per dare modo alla gente di socializzare oppure anche solo per il pic-nic di cui si parlava. Ma per questo penso basterebbe il verde e la pulizia.
    Per quanto riguarda l’eccessivo consumismo, bè ognuno di noi dovrebbe un pò ritrovarsi come essere umano… e magari informare la popolazione che è schiava di una moneta creata dal nulla.
    Spero che questo commento possa tornarvi utile. UN ABBRACCIO

  3. A Chieri il meccanismo delle compensazioni è meraviglioso: a fronte della costruzione di una ipercoop enorme a fianco dell’attuale quanto modesto centro commerciale “il gialdo”, il sostegno al micro-commercio del centro, con l’ovvio avallo della locale ASCOM, consiste nella creazione di un bel parcheggio multipiano interrato in piena ZTL, in pieno centro storico medioevale, a due passi dall’attuale isola pedonale. Geniale, a dir poco. Ah, ovvio che il costo sarà di 2.500.000 euro ricavato dalle urbanizzazioni del centro commerciale. Puah!

  4. Qualche anno fa feci un corso di “storia delle religioni”.
    Quando venne il turno di quella cattolica venne un sacerdote-teologo e fra le varie cose ci parlò espressamente dei centri commerciali che sono diventati le chiese e le cattedrali dell’uomo moderno.
    Se pure la Chiesa riconosce questa valenza di aggregazione consumistica, negativa ma esistente, pensate a che punto siamo arrivati.
    Quando vai in uno di questi ipermercati e devi scegliere un detersivo e te ne ritrovi almeno 20, qual’è il valore aggiunto?
    Secondo me gli unici supermercati sensati sono i mini-market dove in effetti puoi unire la comodità di avere tutti i prodotti di cui hai bisogno in poco spazio senza girare molte botteghe.
    Certo poi c’è tutto il discorso dei GAS, dei farmer market, e vi è la situazione drammatica dei piccoli Comuni dove spesso non vi è nemmeno più un negozio e magari nemmeno uno striminzito mercato settimanale!
    Forse 1206 comuni in Piemonte sono troppi? Non potrebbero fondersi? Questa sarebbe un’impresa titanica da affrontare.

  5. Grazie Fabrizio per la NUOVA cultura che stai portando avanti. Infatti penso che sia necessario PENSARE in modo diverso la VITA. Non ha senso consumarsi il tempo (risorsa preziosissima) dentro ad un supermercato, mi sembra allucinante, tristissimo! Sono favorevole a cambiare le regole per sostenere un commercio UMANO.
    Grazie, non mollate!

  6. credo che sia ulteriormente dannoso l’arrivo di marchi come starbucks,kfc e forse pure wall-mart nella speranza che non si creino pure dall’est simili pagliacciate. se un marchio straniero distribuisce con propri centri sul territorio nazionale importa solo da dove paga poco e sofistica tanto……..insomma avvelenarsi si potrà farlo molto facilmente.ovvio che venderanno xkè con meno soldi si avrà l’impressione di poter comprare comunque tanto…cosa poi non è sempre chiaro…vedi pure le azioni di calderoli….ma è proprio così difficile fare meglio le regole?saluti a tutti

  7. condivido il fine ma non le modalità.
    ottimo dare respiro e visibilità ai gas, ma legarli ad un centro commerciale mi sembra un azzardo.
    sarebbe molto meglio portare i cittadini fuori dal centro commerciale(ovviamente non sarà un esodo!), farli tornare nelle piazze di paese, obbligando i centro commerciale a mettere a disposizione nei pressi di quel luogo d’incontro pubblico (ovvero la piazza e non il cc, luogo di incontro privato) un locale dedicato ai gas.
    legare la presenza di un gas ad un ente con un potere commerciale infinatamente superiore vuol dire legarne l’esistenza e lo sviluppo.
    il gas invece deve essere in grado di nascere ed evolversi autonomamente, aiutato al massimo dalla comunità è così che avviene la seleziona naturale dei gas, i più motivati resistono, gli altri, non galleggiano ma bensì muoiono.
    il gas deve esser al di fuori (in senso figurato e fisico) del mercato consumistico, prettamente rappresentato dai cc.
    complimenti per aver avuto il coraggio di fare questo passo. attenzione però che il primo passo può pregiudicare tutto cio che segue.
    cià
    dario

  8. Risiedo a c.ca 30 Km. dall’Outlet di Serravalle Scrivia ed ho amici che abitano da quelle parti. Capita qualche domenica di fare loro visita e, passare da Serravalle è alquanto complicato dal tanto traffico che incontro. Il parcheggio immenso è sempre pienissimo, famiglie intere con bimbi piccoli appresso che, invece di giocare a palla o a rincorrersi in un prato, passano l’intera giornata a provarsi vestitini e scarpine di cui, immagino, non possa importargli nulla. ma forse mi sbaglio: anche i bimbi piccoli hanno imparato cos’è il consumismo sfrenato……… Forse ricordo male, mi sembra che Cota, nel suo programma per essere eletto, avesse inserito il punto in cui avrebbe chiesto di chiudere i centri commerciali la domenica, visto che tutti, hanno il diritto di passare la domenica con la propria famiglia o, con i propri amici …………. Ricordo male vero?
    Grazia

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