Nella notte tra il 6 ed il 7 febbraio del 2011 in Val di Susa, com’è noto, alcuni cittadini, tra i quali il consigliere regionale Fabrizio Biolè ed altri attivisti del MoVimento 5 Stelle, si sono radunati alla stazione di Condove, essendo venuti a conoscenza per vie “informali” del passaggio di un treno con a bordo un carico di scorie radioattive. Queste scorie erano partite da Saluggia con destinazione la centrale di La Hague, in Normandia, per essere riprocessate a nostre spese (estrazione uranio e plutonio) e tornare indietro dopo 15 – 20 anni, in luogo ancora da definire, vista l’impossibilità tecnica di decretare un deposito unico nazionale sicuro per millenni (nessun Stato al mondo l’ha ancora identificato).
Quello del 6 è stato il primo di una dozzina di trasporti che si dovrebbe concludere nel 2012. Per tali operazioni, le direttive comunitarie Euratom del 1989, il decreto legislativo nazionale 230/1995 e la recente legge regionale 5/2010 prevedono una comunicazione preventiva alle popolazioni interessate dal rischio di emergenza radiologica “sui provvedimenti di protezione sanitaria applicabili e sul comportamento da adottare”. Nei fatti ciò non è stato, si è assistito ad una gestione “secretata” del trasporto, senza previa informativa neanche ai sindaci dei Comuni il cui territorio è interessato dal transito da Vercelli alla Val di Susa, totalmente irrispettosa delle normative esistenti. Così alcuni cittadini hanno inteso manifestare contro questa visione della politica che vuole mantenere tutti all’oscuro dei propri traffici, una visione della politica “privatistica” che intende privare, appunto, i cittadini dell’informazione necessaria a poter deliberare con cognizione di causa.
La gravità di questi avvenimenti è ancora più chiara se si pensa a cosa sarebbe potuto accadere in caso di incidente o di attentato, con le poche forze dell’ordine a presidio del convoglio nucleare.
La segretezza e l’uso delle povere – in tutti i sensi – forze dell’ordine (sempre più spesso chiamate a difendere i ladri dai cittadini per bene) sono gli unici provvedimenti che questa politica è in grado adottare, tendenza iniziata tra l’altro dal Governo Prodi con la militarizzazione del sito di Acerra per la costruzione dell’inceneritore napoletano. L’Assessore Ravello al recente “Tavolo di Trasparenza nucleare” a Saluggia ha osato giustificarsi dicendo che la popolazione informata rappresenta un pericolo per la sicurezza. O forse è che cittadini informati sono un pericolo per il mantenimento dello status quo partitocratico-lobbistico-mafioso?
Penso che sia inutile sottolineare che l’intento dei manifestanti non era quello di fermare i treni con la forza, bensì di fare in modo che si sollevasse la problematica di cui sopra. Per questo e per tutelare la salute e la sicurezza delle popolazioni interessate dal passaggio dei convogli nucleari, abbiamo inteso ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale contro il Governo Centrale, la Regione Piemonte e le Prefetture, rispettivamente per il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2006 che, in conflitto con le normative precedentemente citate, dispone invece solo un’informazione ex post, cioè dopo un eventuale incidente, per la Delibera di Giunta dall’Assessore Ravello di questo gennaio e i Piani Prefettizi che quel Decreto recepiscono. L’assurdità di una tale scelta è facilmente dimostrabile prendendo in considerazione che i detti piani di emergenza non permetterebbero la messa in sicurezza o comunque la prevenzione del danno radiologico ai cittadini interessati da un eventuale emergenza radioattiva legata al transito dei convogli nei prossimi due anni.
Partecipano al ricorso anche il Comune di Villarfocchiardo, in qualità di Comune posto lungo il percorso delle scorie e garante della salute dei propri cittadini, e la Federazione Nazionale Pro Natura, in qualità di associazione che si adopera per una tutela dell’ambiente che tenga conto delle esigenze biologiche e culturali dell’uomo.
Nelle more degli esiti del procedimento e quindi finché non sarà fatta chiarezza sulle procedure sin qui applicate, con l’auspicio dell’annullamento del dpcm 44/2006 e della Deliberazione della Giunta Regionale 25-1404 del 19 gennaio 2011, dei Piani di Emergenza Provinciali così adottati, e l’adeguamento alla normativa comunitaria, chiediamo una sospensione immediata e totale del trasferimento del materiale radioattivo. Infatti non avrebbe senso continuare con i trasporti ed avere una sentenza successiva che non può riparare il danno fatto.
Le gravi carenze legislative ed organizzative poste in luce dai fatti verificatesi in Val di Susa non riguardano solo il Piemonte, ma tutta l’Italia e per questo motivo auspichiamo che questa battaglia del MoVimento serva ad adeguare tutte le leggi regionali e nazionali alle direttive europee per tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini.
P.s. Notizia delle ultime ore: il Governo pare si sia accordato con la multinazionale francese Veolia per affidarle la privatizzazione del servizio idrico integrato, visto che affermano di voler uscire dal “ritorno al nucleare”. il tutto per evitare di far raggiungere il quorum al referendum sul legittimo di impedimento del Premier. Ovviamente non fidiamoci: il 12 e 13 giugno si va a votare sì a tutti i referendum


Magari mettono le scorie su delle navi e poi le fanno affondare come dice Gianni Lannes…:
http://www.youtube.com/watch?v=qqQ0IqHrzII
bravi. Avanti così.
e ovviamente il 12 e 13 giugno: TUTTI A VOTARE
dobbiamo riuscire a cacciare la casta dei privilegi che lascia solo terra bruciata dietro di se…
Che senso avrebbe nascondere una notizia, se non se ne ha interesse? Per usare una similitudine, quale senso avrebbe che un indiziato di reato rifiuti di presentarsi davanti al giudice se sente di aver la coscienza a posto?
Se una notizia data svelasse interessi, scoprisse complicitào colpe, mettesse a nudo quel tessuto losco o mafioso che un potere annoda a protezione di sè, quella notizia diventa pericolosa e non può trapelare. Il cittadino deve essere sapientemete narcotizzato da pubblicità, calcio, ruby-rubacuori, pettegolezzi vari, perchè così, e solo così, quel potere è al sicuro. Non a caso i mass-media, dalla loro nascita ad oggi, hanno contribuito allo snaturamento della funzione del cittadino, impegnato nel sociale e politicamente vigile, fino a degradarlo man mano a persona incapace d’intendere e di volere, a cui dire, davanti all’importanza di un referendum : “Andate al mare!”.
Credo che i cittadini che vogliano sentirsi tali, siano in numero sufficiente per dire al potere economico, politico e dei massmedia che la mente è ancora pensante e l’attenzione vigile, affinchè nessuno possa espropiarlo del diritto di esercitare la sua funzione di persona e non di bovino.
Per quanto riguarda i Francesi e la “compensazione” per l’uscita dal nucleare, vorrei solo dire che l’acqua è e dev’essere sempre pubblica. Non è materia compensativa, e se proprio vogliono privatizzarla lo facciano a casa loro, in Francia.
In una trasmissione di notte hanno fatto vedere che la Svizzera è dotata di rifugi antiatomici da 30 anni..tutto manutenuto e perfettamente funzionante.. bastano per gli svizzeri ed anche per i lavoratori frontalieri italiani.
Noi qui abbiamo 9o bombe nucleari tra Aviano e Ghedi e ce lo ha comunicato Beppe Grillo.
Saluti dalla Riviera del Brenta (Ve)