sabato, Aprile 18, 2026

Bilancio insostenibile


Di Davide Bono
Questo bilancio regionale dichiara l’insostenibilità del sistema politico basato sulla spesa per emergenze, incapace di una programmazione seria ed oculata, scevra da calcoli elettorali.
Il debito regionale è salito in modo costante dai 300 milioni € del 2001 agli attuali 7 miliardi record (+1,1) di Cota. 1600 € per ogni piemontese oltre i 30.000 dal debito italiano (1867 miliardi € di ottobre 2010) con un pareggio a circa 16 miliardi: dovremmo chiudere l’ente Regione per quasi 160 giorni per poter recuperare il debito.


Alle Regioni fa capo il 25% della spesa pubblica italiana, ma negli ultimi dieci anni (dalla riforma federale del 2001) le Regioni hanno aumentato il tasso di spesa del 50% in più rispetto alla media statale; e ora lo Stato riduce i trasferimenti. Giustissimo se non fosse che la Casta Regionale non vuole e non può (pena la perdita del consenso elettorale) ridurre gli sprechi e le inefficienze e quindi taglia i servizi.
Evidente nella Sanità dove dai proclami elettorali si è passati al blocco delle assunzioni, al commissariamento delle ASL e ai Piani di Rientro. Si dovrebbe tagliare anche dalla formazione professionale che lungi da aiutare a ridurre la disoccupazione, è carrozzone per attingere voti e sostenere il reddito dei cittadini. Dalla legge 18, quella delle piccole opere del territorio, che per la maggior parte finiscono in rotatorie e strade inutili e opere spesso dal costo eccessivo. Infine dagli incentivi alla localizzazione in Piemonte di nuove aziende di dubbia produzione di ricchezza e benessere in Piemonte, in lotta col dumping sociale della globalizzazione: 60 milioni di euro in 2 anni per una previsione di 1000 assunti. Con 60.000 € procapite potremmo garantire un reddito di cittadinanza di 500 € per almeno 10 anni, con maggior garanzia visto che molte aziende appena possono scappano col bottino grazie a professionisti del fallimento (es casi Phonemedia, Merlo…).
Noi parliamo di “decrescita felice” e destra e sinistra producono “decrescita infelice” ed indebitamento. Serve una politica nuova che non guardi più al PIL prodotto, ma al benessere reale dei cittadini, che aumenti la partecipazione dei cittadini alla vita economica (incentivi a cooperative a proprietà e gestione diffusa sul modello del microcredito) e politica con la possibilità di dibattiti e decisioni partecipate. Proprio per questo tra i 40 emendamenti presentati, uno introduce elementi di partecipazione nel bilancio, con la possibilità per tutti i cittadini di contribuire economicamente in prima persona all’attuazione a leggi di iniziativa consiliare qualora ritenute meritorie. E sarà solo l’inizio dell’impegno del MoVimento 5 stelle perché più partecipazione significa minor spesa e più benessere.
Non a caso, i nostri emendamenti sono stati messi online sul nostro forum in modo che tutti, non solo i portatori di interessi, potessero prendere atto del progresso del lavoro sulla finanziaria ed il previsionale di bilancio 2011 e discuterne col nostro gruppo consiliare. Crediamo fortemente che ognuno sia portatore di specificità irrinunciabili, per cui non appoggiamo una politica fatta da pochi ma vogliamo l’allargamento ai più, desiderosi di partecipare, di cui precondizione necessaria è la massima trasparenza.

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4 Commenti

  1. Giuste osservazioni sulla spesa e gli sperperi ma ti faccio due osservazioni.
    Sulla sanità nella piccola realtà della nostra città (Acqui Terme), non hai idea dello spreco di denari pubblici che si prolunga da decenni per sistemare “amici degli amici”. Forse bisognerebbe contestare il fatto che non si assume personale sanitario ma solo “amministrativo”.
    Sulla legge 18 (piccoli comuni) non so che informazioni hai, ma dalle nostre parti serve per chiudere i buchi dalle strade o rifare l’intonaco che cade in municipio. Fermo restando che bisogna operare nel senso di una razionalizzazione dei piccoli comuni, questo finanziamento ha dato loro qualche briciola per sopravvivere negli ultimi anni.
    Se poi qualcuno ci rifà le rotonde… è da denunciare subito!

  2. Leggo sempre con interesse i vostri aggiornamenti sull’attività della Regione e i miei complimenti per il lavoro che fate. Vorrei fare un mio commento su quanto da voi scritto in merito ai fondi regionali per attrarre investimenti produttivi o di ricerca da fuori Piemonte e in particolare dall’estero. Conosco abbastanza bene questo settore, lavorando proprio in un ente pubblico, la Camera di commercio di Torino, che promuove iniziative promozionali di attrazione degli investimenti. Io non credo assolutamente che siano fondi sprecati.Portare nuove realtà produttive in Piemonte è un lavoro difficilissimo, in quanto siamo in competizione con paesi europei come Inghilterra o Germania, meta preferita per chi vuole avere una sede in Europa. (non competiamo assolutamente con India e Cina, dove vanno nuove produzioni per il basso costo del lavoro).Per essere più allettanti di questi paesi europei citati abbiamo due strade da battere: far capire le competenze tecnologiche che ci sono da noi e offrire incentivi fiscali e finanziamenti e in Italia il Piemonte è l’unica realtà ad metterli a disposizione. Aggiungo che chi viene in Piemonte non è certo per il basso costo del lavoro, ma solamente perchè ha trovato una nicchia nella filiera produttiva italiana non ancora pienamente soddisfatta con produzione locale e pensa di poter entrare, producendo qui, sul nostro mercato, come è il caso delle energie rinnovabili.
    Che risultato potremmo produrre redistribuendo questi fondi tra i “potenziali” 1000 ocuupati, al termine dei citati 10 anni, in termini di potenziale di crescita produttiva per la nostra Regione? E’ verissimo, il rischio che questi nuovi investimenti se ne vadano al primo momento di crisi esiste, ma questo rischio lo condividiamo con tutto il mondo, dove negli ultimi anni sono stati chiusi innumerevoli centri di ricerca. Se foste interessati ad approfondire la materia, potete andare a trovare il Centro Estero per l’Internazionalizzazione che gestisce questi fondi per conto della Regione. Lì ci sono degli specialisti di attrazione degli investimenti.

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