Di Fabrizio Biolè
Altro giro, altra corsa. Altro anno, altri tagli. Universitari piemontesi in assemblea per i propri diritti. La riforma di scuola e università continua a dare i suoi frutti, come al solito molto amari. Dopo utenti, docenti e impiegati della scuola primaria e secondaria, la protesta contro Mary-Star Gelmini interessa ora l’università: Università di Torino, Università del Piemonte Orientale e Politecnico sono infatti in grandi difficoltà con l’inizio delle lezioni del nuovo anno accademico.
Principalmente la protesta ha visto in prima linea il CNRU (Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Universitari) che ha inviato a studenti e genitori una lettera in cui vengono enunciate le motivazioni e l’effetto della protesta: i ricercatori, consci del loro ruolo tutt’altro che marginale nell’offerta didattica universitaria, stanno mettendo in atto una strategia perfettamente legittima che trae spunto da quanto indispensabile sia il loro ruolo ai fini dello svolgimento delle lezioni nelle varie facoltà.
Infatti la loro attività strettamente didattica non è contemplata all’interno delle mansioni contrattuali, ma il sistema universitario italiano è strutturato in modo tale che questa sia diventata indispensabile per lo svolgimento dell’anno accademico. Molte facoltà rischiano quindi di essere zoppe o di non partire del tutto, mentre gli studenti che non troveranno nell’offerta didattica determinati corsi dovranno cercarli in altre sedi e incrociare le dita.
Parallelamente le problematiche riguardano i tagli agli enti preposti per il Diritto allo studio. Edisu Piemonte, che già nell’assestamento di bilancio ha subito un taglio di circa otto milioni di euro dei fondi regionali, rischia con i tagli della finanziaria nazionale e del nuovo bilancio regionale di non poter garantire la quota minima di borse di studio per il prossimo anno accademico. Una delle eccellenze a livello nazionale (l’ente ha infatti incrementato i servizi con il passare degli anni e gli atenei piemontesi sono stati inseriti in vetta alle classifiche Censis nazionali anche grazie all’ottima gestione di Edisu Piemonte, per quanto riguarda i servizi erogati agli studenti) non avrà la possibilità di svolgere le funzioni per cui è stata costituita.
A colpi di tagli indiscriminati, mascherati da strenua ricerca dell’efficienza, governo nazionale e governo regionale stanno abbattendo uno dei settori più importanti per la crescita del paese.
Se i fondi assegnati dalla regione all’Edisu saranno pari a quelli ipotizzati per l’anno 2011, e cioè sei milioni di euro, non solo l’Ente non sarà in grado di corrispondere le borse di studio e gli altri servizi, ma avrà grosse difficoltà ad onorare i contratti in atto con soggetti terzi.


N.B
1) ̮̬ stata presentata la Proposta di Legge n.20 “Istruzione, diritto allo studio, libera scelta educativa” …potete partecipare e commentarla qui http://forum.piemonte5stelle.it/viewtopic.php?f=36&t=372
2) ̮̬ stata presentata la Proposta di Legge n.11 “Sistemi di istruzione e formazione professionale” …potete partecipare e commentarla qui http://forum.piemonte5stelle.it/viewtopic.php?f=36&t=368
Siccome ho contatti con alcune associazioni laiche (UAAR, ecc.) mi servirebbe essere informato quando la proposta di Legge n. 20 sarÃÆÃÂ discussa in Consiglio Regionale al fine di organizzare una presenza in aula. Grazie a tutti.
Andate a guardare la home page del sito del politecnico: http://www.polito.it
Ho guardato il sito del Poli ma non ho trovato risposta alla mia domanda.
Ho avuto contatti con l’UAAR di Torino (Unione Atei Agnostici Razionalisti) a riguardo di tale PDL N. 20.
A breve diffonderanno un comunicato alle associazioni laiche e sindacali al fine di portare a conoscenza di tale proposta truffaldina.
Si pensa anche di organizzare una presenza al Consiglio Regionale in cui verrÃÆÃÂ discussa e votata.
Chi ̮̬ interessato segua il forum.
Saluti.
Su “La Stampa” di oggi 18 ottobre ci sono due pagine sul fatto che quella brava persona “mentecattolica” di Cota, per mantenere le promesse fatte ai suoi elettori “fedenti”, ̮̬ intenzionato ad aumentare da 11 a 16 milioni di euro i “buoni scuola” che tutti sappiamo in tasca di chi vanno a finire….
Questa dichiarazione collima perfettamente con la Proposta di Legge Regionale n. 20 presentata da quel fascista di Gian Luca Vignale.
Spero che il Movimento 5 Stelle, tramite i suoi consiglieri regionali, si faccia sentire nel difendere una scuola pubblica e laica come prevista
dalla Costituzione Italiana.