sabato, Febbraio 24, 2024

Inceneritore: ignoranza, interessi e compensazioni


Di Davide Bono
Martedì 13 luglio si è svolta la seduta straordinaria del Consiglio Regionale sul taglio delle compensazioni al costruendo inceneritore di Torino. Scene di ilarità sia il giorno prima alla “posa della prima pietra” del forno, praticamente “una turca in mezzo ai prati”, con tanto di benedizione ecclesiastica, sia nella discussione in Aula.
La Bresso che definisce l’inceneritore di Torino una “risorsa” per tutto il Piemonte (tradendo quindi il piano di bruciarvi i rifiuti di tutti i piemontesi e non solo quelli di Torino e parte della Provincia); Placido-PD che afferma poco placidamente che “potremo discutere l’utilità del secondo inceneritore…al massimo”, quando il secondo è stato cassato pure da Legambiente, il braccio finto-ecologista del PD; Carossa-Lega Nord che in un moto di sincerità afferma “Bono…io non capisco”.


Purtroppo non solo c’è la volontà bipartisan di fare e far fare un affarone (ai costruttori e ai gestori cioè alla città di Torino, che il prossimo anno potrebbe finire in mano al centro-destra, con 5 miliardi di euro di debito, per cui è meglio cercare di far cassa anche sulla pelle dei cittadini e poi fuggire prima che i cittadini facciano la pelle loro) ma anche una totale ignoranza delle più moderne idee (rifiuti zero) e tecniche (trattamenti biologico-meccanici) di gestione dei rifiuti.
La speranza resta quindi di una crescita dell’opposizione culturale e di stili di vita (comprare sfuso, non usare plastica usa&getta) alla società dei rifiuti che ci vengono fatti pagare due volte nell’acquisto delle merci (come tara delle stesse e poi per la loro dismissione, oltre i costi indiretti dell’inquinamento generato) e del successo di qualcuno degli innumerevoli ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato che blocchi i lavori che per ora sono partiti solo formalmente (nel caso ciò succedesse, la Corte dei Conti valuterà i danni di aver firmato contratti prima di aver risolto le pastoie legali) o… di arrivare al ballottaggio e vincere le elezioni del Comune di Torino del prossimo anno.
P. s.: Per contribuire alla crescita culturale, seguite il sito www.rifiutizerotorino.org e iscrivetevi alla mailing list rifiutizerotorino@yahoogroups.com e il gruppo su facebook

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24 Commenti

  1. … ma io non ci credo… è possibile che non ci arrivino che a bruciare veleno si ricavi solo veleno !!! Non ci credo… ci deve essere qualche altro interesse dietro.
    E poi chi dovrebbe costruire quest’inceneritore ? I soliti noti, amici del quartierino…? Che ci metteranno più sabbia che cemento per risparmiare sui costi alla faccia della sicurezza ?
    Dio ce ne scampi se un giorno decideranno di costruire un’altra centrale nucleare !!!!!!
    AIUTO !!!!!

  2. Cari ragazzi,
    finchè non metteranno in funzione quell’inceneritore il problema non solo non sarà risolto ma crescerà sempre di più, perchè adesso tutti i rifiuti che voi torinesi producete senza differenziare (noi lo facciamo da almeno 6-7 anni) sapete dove vanno a finire?
    Finiscono a 2Km da casa mia, a Pianezza, in una discarica che “dovrebbe” chiudere nel 2013 ma che continuerà ad impestare l’aria di tutti i comuni limitrofi (Pianezza, Collegno, Druento in primis) a meno che non si cominci ad incenerirli.
    Sono un accanito sostenitore dei “rifiuti zero” e da tempo cerco di ridurre le mie sorgenti di rifiuti, ma dovete ammettere che la situazione non può cambiare in un attimo e che non fare l’inceneritore sicuramente non è una soluzione.
    Certo vi porta i voti dei cittadini del Gerbido, ma non risolve nulla.
    Vi stimo e per questo vi stimolo, pertanto vi ripeto: voi avete ADESSO in mano un flusso di rifiuti che supera le 1000 tonnellate al giorno, cosa ne fate?
    Non pensate tra dieci anni, quando il flusso sarà un centesimo grazie ad imballi TUTTI riutilizzabili per legge, voi dovete dare una risposta ADESSO. E non fare l’inceneritore non credo sia una risposta sensata. Venite a Druento e lo proverete di persona.
    Nota importante: venendo qui troverete chi vi dice che è il compostatore limitrofo che puzza, NON la discarica….. credo abbiate quel minimo di raziocinio da non credere a una stupidaggine del genere…..
    Grazie, buon lavoro
    Alberto

  3. Vi dico solo una cosa, ho denunciato ieri ai Carabinieri gruppo operativo NAS , per temuto danno, il pericolo delle nanoparticelle.
    La verita nessuno la racconta e io ho lo denunciato con tanto di documentazione. Ora aspettiamo, vediamo cosa succede !

  4. Bruciare e non recuperare, aspettare l’emergenza e poi bruciare. In provincia di Cuneo non c’è bisogno di costruire inceneritori, la Buzzi-Unicem è ben felice da anni di bruciare i rifiuti per fare cemento, un gran giro di denaro: più ne bruciano più soldi prendono e risparmiano sul combustibile

  5. questi ragazzi sono preparati, seri, concreti… una grande lezione di civiltà e razionalità applicata alla pubblica amministrazione.
    ovviamente sono lezioni che cadono nel vuoto pneumatico dell’incompetenza e\o degli interessi privati nascosti dietro troppe scelte dei politici.
    Almeno però è finita la stucchevole ipocrisia di chiamare le cose con termini ipocriti e fasulli: INCENERITORE, dicono tutti i consiglieri regionali. Gli stessi che per carpire la buona fede dei cittadini si erano inventati il termine “termovalorizzatore”

  6. ancora una volta sono soddisfatto della scelta elettorale fatta, perchè mi rendo conto che la vecchia politica appare agganciata ad idee di progresso preistoriche volte non tanto al benessere dei cittadini che rappresentano ma a soluzioni tampone delle quali forse non conoscono nemmeno le conseguenze che portano. Grillo ha ragione quando afferma che sono privi di idee. Insistere sull’inceneritore mi sembra preistorico, non tanto per il sospetto che possano esserci interessi diversi da quelli sventolati ai quattro venti, quanto per l’incoscienza di approntare un progetto che genera veleni e che in pochi decenni renderà la nostra bella città un ricettacolo di malattie incurabili.
    Una soluzione ai problemi del paese però l’inceneritore potrebbe generarlo, con un grande impatto anche dal punto di vista della spesa pubblica. Si cerca forse di risolvere il problema dell’eccessivo numero di pensionati, “agevolandoli” verso un trapasso anticipato. Buon lavoro Bono, il lavoro premia.

  7. Scusate se ripeto un commento che avevo già scritto sotto il post “Non rompeteci i polmoni!” dell’8 luglio, ma vorrei un chiarimento su un aspetto importante della questione-inceneritori.
    Il giornalista Incerti l’8 marzo 2009 a Firenze (nascita delle liste civiche a cinque stelle) disse dal palco che contro gli inceneritori si può ricorrere alla Corte dei Conti, perchè è dimostrabile che sono uno spreco di denaro pubblico. Tale dimostrazione dello sperpero l’hanno realizzata in poche efficaci parole anche i nostri due ottimi consiglieri/dipendenti.
    Dunque: si può ipotizzare un ricorso alla Corte dei Conti già adesso, senza aspettare un giudizio del Tar o del Consiglio di Stato?

  8. Ci vuole progettualità, lungimiranza per crescere, per evolversi. Ineceppibile l’argomentazione di Bono, deve cambiare l’approccio ai problemi. Partorire meccanismi che premino i virtuosi e stimolino gli assenteisti della civiltà a migliorarsi. Investire nel futuro in termini culturali ancor prima che economici.
    Il mio timore oggi è l’inceneritore e fra un paio d’anni l’energia dell’atomo passando attraverso la privatizzazione dell’acqua.

  9. Ci vuole progettualità, lungimiranza per crescere, per evolversi. Ineceppibile l’argomentazione di Bono, deve cambiare l’approccio ai problemi. Partorire meccanismi che premino i virtuosi e stimolino gli assenteisti della civiltà a migliorarsi. Investire nel futuro in termini culturali ancor prima che economici.
    Il mio timore oggi è l’inceneritore e fra un paio d’anni l’energia dell’atomo passando attraverso la privatizzazione dell’acqua.

  10. Faccio la raccolta differenziata da quando mi è stata data la possibilità di farla. Questo è un atto di civiltà che non costa nulla ma fa guadagnare tanto, anche se a Nichelino la tassa sui rifiuti è aumentata, eppure la plastica, il vetro, la carta sono risorse che vengono riutilizzate come materie prime.
    Credo che una soluzione, per incentivare la differenziata, potrebbe essere quella adottata da alcuni ipermercati che, per ogni bottiglia di plastica “versata” viene riconosciuto un punto al raggiungimento di un obiettivo viene assegnato un buono sconto.
    E se anzichè dare un buono sconto ne venisse riconosciuto uno sul pagamento della tassa dei rifiuti?
    Tanto il frutto della differenziata, ossia la materia prima, viene pagata.
    Credo che adottando questo sistema si creerebbe anche qualche posto di lavoro…. o no?
    Ah dimenticavo… gli appalti per i rifiuti non tengono conto della differenziata, dell’ambiente, dei posti di lavoro…. ma delle “mazzette”.

  11. Bravi ragazzi, la strada è quella della differenziata, è chiaro che gli interessi dell’inceneritore, sono soldi a quelli che lo appoggiano e lo vogliono, l’esperienza Vedelago sicuramente è applicabile quartiere x quartiere, come giustamente Biolè ha detto. Insistere e insistere con la tesi RD, i cittadini son con Voi, proporre un premio con sconto sulla bolletta tassa rifiuti a chi aumenta la propria collaborazione nella raccolta differenziata. Che brava la Bresso che grandi soluzioni futuristiche che ha, portare tutti i rifiuti del Piemonte a Torino, no grazie a Verbania li teniamo perchè differenziamo, sperando di arrivare a quasi quel 100% giunta attuale permettendo….

  12. Perchè il mare è fatto di gocce. Vi regalo la mia goccia. E’ gratis 😉
    Quando andate a comprare il prosciutto o gli affettati in qualunque negozio, armatevi di vaschetta riutilizzabile tipo quelle che regalava qualche prosciutto qualche tempo fa con il coperchio e chiedete che vi riempiano quello invece che la carta alluminata, il film tra uno strato e l’altro e il sacchetto esterno. E’ vero, le fette rischiano di appiccicarsi quindi la presentazione in tavola ne risentirà. Però ridurrete la monnezza e, obbligandoli a fare la tara del contenitore, non vi pagherete la carta a prezzo del prosciutto crudo.
    Nei negozi normali vi guarderanno come dei marziani, ma non faranno troppe storie. Nei supermercati vi diranno che non possono. Andate dal direttore, spaccategli le palle e riuscirete a convincerli, anche perchè non hanno nessun disciplinare di servizio che preveda questa opzione, quindi non hanno appigli.

  13. vorrei dirvi una sola cosa: rifiuti zero?
    incominciamo dalle bottiglie di plastica,cioe’ bottiglie di acqua…ma perche’ compriamo l’acqua!
    quella del nostro rubinetto non e potabile!
    avete mai fatto analizzare l’acqua del vostro rubinetto?…partiamo dal principio…che avete
    paura che l’acqua del vostro rubinetto sia inquinata.
    eppure paghiamo le societa’ che controllano tutti i giorni l’acqua che arriva nelle nostre case. NO!
    allora se pensate che l’acqua che esce dal vostro rubinetto sia inquinata!!! fatela’ analizzare e se fosse inquinata denunciate la societa’ per avvelenamento delle falde acquifere.
    L’ACQUA NON DOBBIAMO PIU COMPRARLA NON NE ABBIAM BISOGNO IMPARIAMO A BERE QUELLA DEL RUBINETTO
    PERCHE’ PENSO SIA LA PIU CONTROLLATA.
    DOVETE SMETTERE DI COMPRARLA COSI FACENDO MOLTA PLASTICA NON SARA’ PIU NEL BIDONE DELL’IMMONDIZIA.

  14. Davide, come si potrebbe proporre una tassa regionale di 1€ per ogni bottiglia da 0.5 l e di 2€ per quella da 1.5 direttamente alla vendita? Col prezzo più che raddoppiato i consumi di acqua in bottiglia calerebbero e sarebbe già un risultato.
    Dopodichè obbligare supermercati e negozianti a fare il vuoto a rendere, così se proprio vogliono l’acqua si comprano – e le aziende producono – quella in vetro. Da applicare poi al latte, alle passate di pomodoro e quant’altro

  15. Per ridurre l’uso di bottiglie di plastica non si può incentivare l’acqua del rubinetto nei locali,pub,ristoranti? si potrebbe fare un sito dove segnalare i locali che accanto all’acqua in bottiglia propongono l’acqua del rubinetto.
    MI piacerebbe poi leggere una risposta ad Alberto Omegna | 23.07.10 15:42 su cosa si può fare subito per risolvere il problema rifiuti (magari ci sarebbe da fare un post adatto, mi sa che alcuni di noi,io per primo, non conoscono bene il programma del movimento, e poi magari di qua passano persone che non hanno mai sentito parlare del movimento e sarebbe bello leggere le risposte a quesiti specifici date dagli stessi esponenti del movimento o comunque da esperti)grazie, un saluto a tutti

  16. Tutto molto vero e giusto, riguardo agli inceneritori ed all’obiettivo dei rifiuti zero.
    L’unica cosa sbagliata è pensare che Legambiente sia il “braccio finto-ecologista” del PD. In legambiente convivono anime politiche diverse, senza alcuna distinzione, ma l’obiettivo dell’associazione è sempre neutrale; poi vengono i comportamenti individuali, magari di dirigenti, a Bra (CN) ne sappiamo qualcosa, ma non confondibile con gli obiettivi ed il lavoro svolto dall’associazione, sempre.
    saluti
    Claudio Allasia

  17. Grandi ragazzi. Vorrei puntualizzare l’affermazione di Davide sul fatto di intervenire direttamente nella fase progetto. Sono assolutamente d’accordo con voi.
    Oggi le leggi sulla riciclabilità dei materiali in fase di progetto è già più severa rispetto a dieci anni fa ma non è ancora sufficiente.
    Bisognerebbe incentivare l’utilizzo di materiali riciclabili magari riducendo di qualche punto percentuale le tasse. In questo modo si incentiverebbe sia il costruttore che l’utilizzatore.
    Continuate così.

  18. Scusate se ripeto la domanda, ma non ho ancora avuto risposta e mi sembra importante.
    Il giornalista Incerti l’8 marzo 2009 a Firenze (nascita delle liste civiche a cinque stelle) disse dal palco che contro gli inceneritori si può ricorrere alla Corte dei Conti, perchè è dimostrabile che sono uno spreco di denaro pubblico. Tale dimostrazione dello sperpero l’hanno realizzata in poche efficaci parole anche i nostri due ottimi consiglieri/dipendenti.
    Dunque: è fattibile un ricorso alla Corte dei Conti già adesso, senza aspettare un giudizio del Tar o del Consiglio di Stato?
    Grazie.

  19. Sono amareggiato che Bono tratti con la stessa superficialità che i nostri politici applicano ai temi complessi (come quello dei rifiuti) una realtà complessa come Legambiente. Legambiente è composta da un settore nazionale, uno regionale ed uno locale costituito dai circoli. Io sono nel direttivo del circolo di Settimo Torinese la cui storia Bono conosce bene (almeno pensavo fosse così) e sentirmi etichettato come il “braccio finto ecologista del PD” è un insulto difficile da digerire. I circoli, con alcune isolate eccezioni, sono composti da gente che si fa un “mazzo tanto” senza contributi economici e sacrificando tempo libero prezioso sottratto ai propri affetti per portare avanti con trasparenza, serietà e passione iniziative e battaglie per un mondo migliore per tutti. Lotte spesso impari, microbi contro giganti, portate avanti con fatica ed enormi difficoltà anche a causa di una opinione pubblica spesso indifferente se non ostile a causa della contro-informazione dei poteri politici ed economici. Sparare a zero, senza i giusti e dovuti distinguo, su Legambiente fa solo il gioco di questi ultimi. C’è già uno che ha l’arroganza e la presunzione di essere il migliore di tutti ed al di sopra di tutti. Basta e avanza caro Bono.

  20. Non sono “l’avvocato” di Bono, che quindi risponderà come ritiene opportuno. Posso dirle, Fabrizio Morichi, che a quanto ne so il MoVimento condivide ciò che lei dice: abbiamo scarsa simpatia per i massimi dirigenti di Legambiente, ma rispettiamo molto il lavoro (è a tutti gli effetti tale, pur non retribuito) degli attivisti locali. Per quanto mi riguarda, cerco ogni tanto di scrivere al circolo più vicino a me per collaborare a qualche iniziativa, ma con scarso successo, cioè non ricevo risposte. Ciò non intacca il mio apprezzamento per l’impegno degli attivisti di Legambiente.
    Un abbraccio cordiale

  21. x i legambientini: perdonatemi, ma per me è la stessa questione dei giovani del pd o dell’idv…ovvio che sono bravissime persone, oneste, con voglia di cambiare la politica, ne conosco a decine…ma sbagliano il contenitore. e per legambiente certo mi riferisco ai suoi dirigenti affiliati tutti al PD che mantengono la contestazione sempre al livello di guardia…emblematico il caso degli inceneritori di torino, in cui hanno inventato il secondo di Settimo per far passare il primo…e farcela bere come una gran conquista…
    x alberto di omegna: no, forse non ci siamo chiariti. l’inceneritore durerà 40 anni, i rifiuti nel 2050 saranno quelli di oggi o dovremo importarli dall’africa…ovvio che nella transizione i rifiuti ci saranno, ma da subito si possono azzerare o quasi i problemi delle discariche di cassagna…con un TMB che separi l’organico dalle altre frazioni non putrescibili…che vadano a recupero definitivo…

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