sabato, Aprile 18, 2026

Liberarsi dall’euro?


Di Davide Bono
Mercoledì 25/01 a Torino, presso la Libreria Comunardi, via Bogino 2, discuteremo con gli autori del libello “Liberiamoci dall’Euro”, Marino Badiale e Fabrizio Tringali, sulla crisi economica-finanziaria.
Ormai ne parlano tutti. L’euroscetticismo dopo essere stato relegato a fenomeno di nicchie estremiste (sinistra e destra extraparlamentari) si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta Europa, spinto dalla crisi economica propagata dalla speculazione finanziaria. Ad un sondaggio sul blog di Grillo il 57% si è detto favorevole ad abbandonare l’euro; ad un sondaggio su Servizio Pubblico appena il 40%, percentuale che forse scenderebbe ancora se facessimo un sondaggio per strada.


Come rappresentante pro tempore del MoVimento 5 Stelle in Piemonte mi piacerebbe che si affrontasse in maniera attenta ed informata la crisi economica e si studiassero le ricette per uscirne, se ve ne sono, con una migliore equità e maggior benessere e libertà. Nulla è mai bianco o nero, ogni scelta può avere effetti positivi ed effetti negativi. La responsabilità non può essere solo della nostra classe politica o dei lavoratori italiani fannulloni, visto che la crisi è globale, né solo delle banche, visto che l’Italia sta peggio di altre nazioni e abbiamo un livello di corruzione da paese del Terzo Mondo. Il problema è sicuramente il sistema economico-finanziario iper-competitivo e deregolato, anche se non dimentichiamo che tale sistema ci ha dato la maggior ricchezza e libertà che la storia ricordi; esiste tuttavia non solo un problema di speculazione finanziaria ma anche di sostenibilità ecologica, di consumo di risorse non rinnovabili, di diseguaglianza e di sperequazione del benessere.
Tendenzialmente si tende a dire che con l’euro i prezzi delle merci si sono raddoppiati. In realtà uno studio di Altroconsumo ha chiarito che dopo un aumento notevole dei prezzi all’introduzione della moneta unica, maggiore al sud, la bassa e costante inflazione garantita dall’euro (2,35% annuo) ha fatto sì che dal 2002 al 2011 i prezzi siano aumentati “solo” del 21%; purtroppo gli stipendi sono aumentati solamente del 14%, comportando quindi una diminuzione del potere d’acquisto del 7%.
Epperò quest’euro e quest’Europa sono nate sbagliate. Tutti si rendono conto che chi ne ha beneficiato è la Germania che ha un’economia più forte e riesce ad esportare molto verso l’Europa dell’est. Noi abbiamo un’economia più fragile, siamo più densamente popolati, e subiamo molto di più la concorrenza est asiatica, e quindi per restare nell’euro dobbiamo diventare più austeri (=avere mero servizi sociali ma continuare a consumare molto) e più competitivi (=più ore di lavoro, stipendi più bassi, maggiore facilità di licenziamento, minori tutele dei lavoratori e ambientali, pensioni più avanti con gli anni). Peccato che come segnalato dall’Ocse l’Italia sia uno dei paesi con lavoro più flessibile al mondo e che più competitività significhi anche più produttività e quindi meno posti di lavoro per unità di prodotto. Che andare in pensione più tardi significa meno posti di lavoro per i giovani e quindi maggior sbilanciamento futuro dell’INPS.
Come Europa abbiamo abdicato alla possibilità di emettere moneta (la cosiddetta sovranità monetaria) come ce l’hanno gli Usa, il Regno Unito ed il Giappone (che in effetti nonostante un debito pubblico e privato molto più grande del nostro, stampano moneta alla bisogna e resistono all’attacco della speculazione finanziaria). Sovranità che è andata in capo alle banche private, le quali ora “posseggono” il debito degli Stati (e quindi gli Stati e i popoli), le aziende, le assicurazioni. L’Italia dovrebbe uscire dall’euro e stampare la propria moneta, in maniera controllata ovviamente, dice Loretta Napoleoni. La BCE attualmente ha emesso euro prestandolo alle banche private all’1%, che lo prestano al 6-7% agli Stati guadagnandoci la differenza. Ultimamente alcune banche si sono rifiutate di prestar soldi agli Stati e alle aziende per paura di insolvenza, venendo meno al loro scopo principale: quello di prestare credito.
Il denaro in sé, dovrebbe essere solo uno strumento di misura del valore prodotto, e non dovrebbe essere un bene da accumulare né una leva finanziaria. Soprattutto da quando non ha più nessun valore intrinseco (assenza della copertura aurea). E’ assurdo infatti dire “mi mancano i soldi” che equivale a dire mi mancano “i metri” per misurare la lunghezza di un terreno. Il denaro infatti oggi è costituito da pezzi di carta con un valore nominale che corrisponde al costo di stampa ed un valore indotto dato dalla dalla fiducia della società ad accettarlo come misura di valore pari al numero stampato sopra; oppure è costituito da codici informatici creati a piacimento dalle banche come denaro scritturale, con una copertura in banconote (riserva frazionaria) che dovrebbe essere almeno dell’8%. Un tempo il denaro aveva un valore intrinseco in quanto le monete contenevano oro o altri materiali preziosi o erano convertibili in oro (pagabile a vista al portatore).
In un articolo molto interessante di Michel Husson si dice che “prima di uscire dall’euro occorrerebbe effettuare la ristrutturazione del debito. Tornare alla moneta nazionale, nel caso di paesi che registrano rilevanti passivi con l’estero li sottoporrebbe direttamente alla speculazione sulla moneta”. E il nostro debito consta per circa il 50% di creditori esteri. Il problema è che la troika (Bce, Fmi, Commissione Europea) lo rinegoziano come vogliono loro (es. la Grecia). L’unico modo è farlo come ha fatto l’Islanda che ha deciso di non pagare se non alle proprie condizioni, congelando il debito, anche a seguito di due referendum popolari.
Husson fa parte di Attac Francia, associazione che si pone tra le altre finalità nobili ma un po’ utopiche il riscrivere un’Europa ed un Trattato Europeo diverso. Cosa assolutamente condivisibile, visto che il Trattato di Lisbona è stato imposto, ma altrettanto difficile. Ancora Husson dice “L’ostacolo immediato è la ripartizione dei redditi, che va modificata alla fonte (tra profitti e salari) e corretta sul piano fiscale. Vanno perciò prese un complesso di misure tendenti a sgonfiare i redditi finanziari e a realizzare una radicale riforma fiscale…”.
D’altronde non si può non essere d’accordo sul porre l’accento su una posizione protezionistica di una scelta unilaterale di uscita dall’euro, foriera di chiusure nazionalistiche, e nel riflettere che queste scelte vanno spesso nel senso di una maggiore competitività e di una maggiore crescita. L’Argentina del dopo crisi è tornata a crescere di 7-8% l’anno, così l’Islanda sembra tornare a crescere, soprattutto con le esportazioni rese più competitive dalla svalutazione della propria moneta. Il dato è proprio qui: continuare a competere per consumare più risorse e generare più sprechi. E questo non può essere né sostenibile né condivisibile. Anche perchè dopo poco l’effetto svalutativo svanisce e si ritorna in competizione con altre economie in un mondo globale, e si rivolge di nuovo la richiesta di competitività all’interno aggredendo di nuovo i lavoratori ed i loro stipendi. A tutto ciò ci deve essere un termine, se non altro fisico.
Interessante Husson quando dice che “Riportare a livello la parte salariale potrebbe seguire una regola dei tre terzi: un terzo per i salari diretti, un terzo per il salario sociale (la protezione sociale) e un terzo per creare posti di lavoro con la riduzione dell’orario di lavoro. Questo avanzamento avverrebbe a detrimento dei dividendi”. L’introduzione del reddito di cittadinanza è una richiesta fondamentale per l’Italia (tra i pochi a non averlo), nonché il famoso motto “lavorare meno per lavorare tutti” sul modello anche dei contratti di solidarietà che si stanno diffondendo.
Ovvio che dobbiamo chiederci quale di queste proposte il MoVimento 5 Stelle abbia la forza di poter portare a casa, essendo all’opposizione dell’opposizione. Fare informazione è sicuramente importante, e prima di tutto bisogna dire che si deve congelare il debito, studiarlo e chiederne la ristrutturazione in modo a noi favorevole.

Articoli Correlati

23 Commenti

  1. Se avremo un’altra moneta amministrata male, il risultato sarà identico. Il problema non è l’€uro ma le regole. Meglio tenere l’€uro e cambiare le regole: potere monetario agli Stati e non alle banche (che sono private come anche Banca d’Italia).

  2. Quoto il commento di Luka, le regole sono fatte in modo da privilegiare solo e sempre le banche (private, manco a dirlo). Ma perchè la BCE invece di prestare denaro alle banche private che lo fanno pagare agli stati il 5-6%, non lo presta direttamente agli stati all’1%? Il bello è che su quegli interessi, ci vengono pure richieste le tasse!!!! Roba da deficienti no?

  3. Giusto una verifica: ho postato prima di questo e del breve commento che precede un altro commento piu’ consistente e contenete dei link. Ma non e’ ancora stato pubblicato. E’ finito nelle maglie della moderazione? (sigh…)

  4. E’ vero il problema non e’ l’euro ma le regole. Bisognerebbe adottare una moneta “qualunque” e darle una scadenza… al rinnovo con una semplice sottrazione tra utile e spesa tutti lasciano un fondo.. che parte va in tasse e parte in accantonamento a fondo pensione. Sembra strano ma questo fa si che tutti paghino le tasse,che chi ha soldi li spenda e di conseguenza metta in moto l’economia, sparirebbero i fondi neri e i paradisi fiscali perche’ o li spendi o dici dove li hai presi e se i tuoi soldi hanno provenienza lecita le li rinnovo alla scadenza se non puoi dare provenienza o li hai gia’ spesi o non te li rinnovoe li perdi. Questo impedirebbe il prolificare di mafiate e ruberie varie che ad oggi vanno a nozze con la politica. Con tutti i proventi si potrebbero finanziare i progetti delle imprese che creano lavoro, i progetti green e le pensioni, in questo modo si abbasserebbe anche la soglia di inquinamento. E le banche non dovrebbero piu’ speculare ma essere utilizzate per dare un servizio al cittadino. Ci sarebbe molto altro da dire e da fare e bisogna informare il popolo che c’e’ la possibilita’ di liberarsi di crisi banche e politica…. se siete interessati scrivetemi a gallerysrl1@gmail.com grazie

  5. Buonasera , sono un vostro simpatizzante e sicuramente votero’ per voi alle prossime elezioni .
    Vorrei segnalarvi questo sito
    http://www.sardex.net/
    Forse una maniera alternativa per gestire la crisi e su cui basarsi per una futura economia .
    Saluti

  6. Anch’io penso che la crisi non è colpa dell’Euro, ma di chi ci ha governato. Passare al dollaro o al marco non avrebbe cambiato niente perché il sistema politico che abbiamo in Italia lo conosciamo bene, addirittura ammucchia soldi da investire in Tanzania. L’Euro ha peggiorato del doppio la situazione. Tranne che per i politici, che non si paghi l’ICI in Italia è anomalo ma gli stipendi dei parlamentari italiani rispetto all’Europa no?

  7. Quoto chi dice che il problema non è l’Euro, ma le sue regole.. la banca centrale dovrebbe essere un ente pubblico, non un club di banche private… Per non parlare del sistema finanziario che di fatto è ciò che fa muovere il mondo e decide chi si salva e chi no..
    Chi dice di abbandonare l’euro forse non ha valutato le conseguenze di ciò..e una delle poche parti che condivido con il discorso di Grillo è che sarebbe un bagno di sangue!
    Si tirano sempre in ballo Islanda e Argentina, ma nessuno fa mai una comparazione su dati, ci si da al facile populismo attira consensi. Islanda e Argentina sono indipendenti dal punto di vista energetico.. noi siamo disposti a pagare l’energia un 30 o magari 50% in più di quanto la paghiamo ora?
    Diciamo non pagare il debito, come viene detto giustamente nel post il 50% e in mano a creditori esteri..già dunque l’altro 50% in mano agli italiani però! (il debito islandese era praticamente tutto in mano agli inglesi invece). Tutti i nostri “nonni” che hanno titoli di stato, non avrebbero più risparmi. O congelati. Chi ha un mutuo, lo rimborsa in euro o nuovaLira? Avete mai chiesto agli argentini come facevano, quando i loro debiti convertiti in dollari, aumentavano a dismisura giorno dopo giorno, solo per la svalutazione della loro moneta? L’argentina cresce del 6-7% è vero, ma quanto è crollata prima? Quanto è distribuita tra la popolazione questa ricchezza?
    Se io non potrò pagare il mutuo la mia casa finirà alla banca, che magari nel frattempo è finita in mani straniere visto che il suo valore è diminuito e quindi diventata comprabile a prezzi di saldo…a quel punto si, tutto sarà in mano a stranieri, che verranno a fare shopping in Italia..
    Tutto ciò per dire, che una riflessione va fatta, ma non cadiamo nella tentazione delle risposte facili o populistiche.
    Spero che il M5s continui a interrogarsi, ma con serietà..
    Buona serata 🙂

  8. Per un valido e non noioso approfondimento potete guardare “Inside Job” (Oscar miglior documentario 2011), si parla prevalentemente della crisi subprime ma anche ovviamente del sistema finanziario internazionazionale.

  9. Cambiare l’Euro con la Lira è una sciocchezza notevole. Il problema è cambiare chi ci governa e male da oltre 20 anni. Ridurre il numero di chi vive (benissimo) di politica è la priorità assoluta.

  10. Si guarda il dito… come già fatto osservare il problema non è l’Euro (anzi, se ben amministrato potrebbe cancellare secoli di guerre e divisioni di un intero continente, perché anche con questo intento venne concepito). Il problema sono gli amministratori ed il sistema bancario.

  11. A mio modesto parere il discorso è centrato quando si fa notare che il denaro non è più una unità di misura per scambiarsi beni non omogenei, ma è diventato un fine ultimo da moltiplicare con strumenti finanziari fuori da ogni logica. La via per poter uscire almeno in parte da questo meccanismo perverso dove “il mercato” ha il potere di azzerare la sovranità di un popolo con il clic di un mouse dall’altra parte del mondo parte sicuramente dalla rinegoziazione del debito sovrano (ma un governo emanazione delle banche private potrà mai ammettere una condotta simile?) e dalla contemporanea presenza sul territorio nazionale di una moneta complementare. Come giustamente si fa notare in un commento, l’Italia non ha l’indipendenza energetica (potenzialmente, finanziasse adeguatamente alcuni progetti innovativi come l’eolico troposferico, potrebbe anche avercela in breve tempo) e nemmeno alimentare, quindi non possiamo permetterci di uscire da una moneta che, tutto sommato, ci ha protetto almeno in parte dall’inflazione in questi anni.
    Il dramma, a mio avviso, è che perchè funzioni una moneta complementare, questa deve essere riconosciuta dall’intera filiera del consumo e sopratutto deve avere uno Stato pronto a convertirla “al portatore” in Euro per poter accedere a quei beni necessari che non possono essere acquistati con la “pizza de fango”. Situazione a dir poco complicata…

  12. Con buona pace dei permalosi…
    Io credo invece che l’Euro-Marco sia uno dei problemi.
    Una volta la dracma, la lira, la peseta etc… ogni anno perdevano valore rispetto al Marco, per le debolezze strutturali delle economie dei paesi mediterranei.
    E’ evidente che se cambi la moneta non cambi tutt’ad un tratto l’economia (sarebbe troppo bello!), chi sostiene l’Euro, semplicemente, è un cretino, mi dispiace dirvelo in faccia, ma è così. O usciamo dall’Euro ora, o usciamo tra 5, 10 anni, ma se usciamo ora almeno preserviamo quello che rimane dell’impianto produttivo del paese.
    La storia mi darà ragione quando sarà troppo tardi.
    Quanto alla banca d’Italia, il problema è triplicato negli anni in quanto:
    1) Storicamente non è pubblica ma privata, ciò non va proprio bene, ma i 2 problemi seguenti sono invece nuovi nuovi, hanno al massimo vent’anni.
    2) Con una serie di acquisizioni inopinatamente tollerate dai governi Prodi-Berlusconi, si è passati da una proprità parcellizzata, in cui c’erano molti soci con piccole quote, al netto predominio di Sanpaolo e Unicredit (circa 30% a testa). In questo modo la funzione di controllo della Banca d’Italia sugli istituti di credito non può funzionare!
    3)Se consideriamo le quote delle Generali e di Credit Agricole, e le quote in Mediobanca di Bollorè (uomo di paglia, credo, dei Lazard…), la banca d’Italia è saldamente controllata dai francesi. Bene! Siete contenti che un’importante fetta della Sovranità Nazionale sia finita in mano a stranieri?
    Aggiungo ancora che, se le cose andassero come dovrebbero, nel momento in cui l’inquilino del mega appartamento con giardino del primo piano(Germania) drena tutta l’acqua del condominio per la sua piscina e ci lascia a secco, invece di andare a supplicarlo con cappello in mano dovremmo accordarci con gli altri condomini(Spagna, Portogallo, Grecia, etc..) ma il fatto è che l’UE non è governata dal principio UN UOMO UN VOTO, ma da un principio del tutto differente, che personalmente non condivido affatto: UN SOLDO UN VOTO.
    Saluti
    Stefano P

  13. sottolineo che il post è interlocutorio, nel senso che vorrei aprire un dibattito e non imporre la mia visione. ovviamente ho scritto anche io che un’altra moneta con questa classe dirigente sarebbe un bagno di sangue.
    se riesco faccio la diretta
    @luca: i post non sono moderati, ci mette solo un po’ a pubblicarli

  14. Interessante e istruttiva storia che cerca di spiegare nel modo più semplice possibile la situazione attuale.
    http://www.liberiasinistra.it/art/2012/01/26/sembra-una-favola-ma-e-solo-economia_817
    S E M B R A UNA FAVOLA, MA E’ SOLO E C O N O M I A
    Lo STATO, la sovranità, la moneta.
    Proviamo qui a raccontare quello che è successo negli ultimi 20 anni: come gli Stati Europei sono stati depredati della loro Sovranità politica e monetaria, con un processo di cui stiamo appena iniziando a vivere gli esiti sciagurati.
    C’erano, tempo fa, un’isola, e dall’altra parte del mare un arcipelago di altre due isole. L’isola si chiamava FALCONIA, l’arcipelago si chiamava POLLONIA.
    *
    *
    ————
    LA STORIA DI FALCONIA E DELLA MONETA SOVRANA
    ————
    Sull’isola di FALCONIA vivevano 2 famiglie. Una possedeva una mucca, l’altra 10 galline. La ricchezza annuale dell’intera Falconia era costituita da una mucca, dieci galline, 1000 litri di latte e 500 uova (la produzione). Le due famiglie si scambiavano uova con latte, e cosi vissero per anni.
    La ricchezza complessiva di Falconia ovviamente restava invariata, anno dopo anno: sempre 1 mucca, 10 galline, 1000 litri di latte e 500 uova.
    Intorno a Falconia girovagavano dei pirati, che avevano in mente di saccheggiare l’isola. Le due famiglie così fondarono lo STATO, a cui attribuirono la SOVRANITA’, e ciascuna di esse scelse uno dei propri membri, che andarono così a costituire lo Stato.
    Allo Stato fu attribuito dalle famiglie un compito preciso: usare la sovranità, cioè il potere di decidere e attuare qualsiasi cosa fosse necessaria per migliorare la vita su Falconia. Lo STATO aveva quindi la sovranità, così inventò una cosa che prima su Falconia non c’era: la MONETA SOVRANA.
    Erano dei pezzi di carta su cui lo Stato scriveva “Io Ti Devo”.
    Lo STATO stabilì che su Falconia quei pezzi di carta dovevano essere obbligatoriamente accettati come pagamento nelle transazioni dei beni. Per obbligare tutti a utilizzarli, lo stato inventò le TASSE.
    Le TASSE erano dei pezzetti di ricchezza che ogni anno ciascuna delle due famiglie avrebbe dovuto versare allo Stato, e che lo Stato accettava solo se venivano pagate usando la SOVRANA (La famiglia non avrebbe potuto pagare le tasse usando delle uova, in pratica).
    Così lo STATO iniziò la sua attività. Stampò 100 SOVRANE, su ciascuna scrisse “Io Ti Devo 1”e con quelle pagò delle persone, commissionando loro la costruzione di un porto e delle mura intorno all’isola. Lo Stato creò questa moneta dal nulla, a DEFICIT.
    Prima non le aveva, letteralmente PRIMA le inventò e POI le spese. Non avendole prese in prestito da alcuno, non si indebitò con alcuno, se non con se stesso.
    Tutti su Falconia avevano necessità della SOVRANA, per pagare le merci e le tasse, quindi le persone accettarono in pagamento dallo Stato la moneta, e costruirono le mura e il porto. Incassarono e spesero le Sovrane, che iniziarono a circolare come mezzo di pagamento.
    Una volta realizzate le mura, le famiglie non avevano più la necessità di fare la vedetta contro i pirati. Impiegarono il tempo e le energie risparmiate per studiare l’ingegneria navale e costruire una nave, con cui iniziarono a commerciare per mare una parte del latte e delle uova.
    Tutto questo accadde nell’arco di un anno. Alla fine dell’anno, le ricchezze fisiche di Falconia erano così costituite da: una mucca, dieci galline, 1000 litri di latte, 500 uova, una muraglia, UN PORTO, UNA NAVE. C’erano anche 100 SOVRANE, che erano ricchezza per i cittadini che le possedevano, e debito dello Stato. I cittadini inoltre avevano imparato l’ingegneria navale.
    In un anno lo STATO, spendendo a DEFICIT la propria MONETA SOVRANA, aveva AUMENTATO LA RICCHEZZA DI FALCONIA.
    Il suo “debito” non era un vero debito, perché lo aveva verso sé stesso. Infatti cos’è che lo Stato si impegnava a dare ai cittadini, scrivendo “Io Ti Devo” su quei pezzi di carta? Si impegnava a riconoscere loro il pagamento delle tasse che avrebbero effettuato usando la SOVRANA.
    Forse lo Stato può sembrare un tiranno, e in parte lo era, ma i cittadini erano soddisfatti: lo avevano creato “tiranno” per stare meglio, e la cosa aveva funzionato. Erano stati loro a decidere che a tal fine lo STATO dovesse avere la SOVRANITA’. C’erano le tasse da pagare, è vero, ma tutti erano diventati un po’più ricchi, di una ricchezza che prima non c’era, e anche dopo aver pagato le tasse i cittadini continuavano ad essere più benestanti rispetto alla loro situazione di partenza.
    C’era qualcuno che si opponeva a questo sistema, e che riteneva che lo Stato avrebbe dovuto comportarsi “come un buon padre di famiglia”: spendere solo ciò che guadagnava tassando. Questo qualcuno non capiva (o fingeva di non capire) che
    1) Lo Stato NON era un “buon padre di famiglia”, ma era lo STATO. Aveva dei poteri speciali, che la collettività gli aveva attribuito. Il più speciale di questi poteri era CREARE LA MONETA (in effetti se un padre di famiglia fosse stato sorpreso a fabbricare dei “Io Ti Devo” uguali a quelli stampati dallo Stato, sarebbe stato arrestato)
    2) Se lo Stato avesse speso solo ciò che aveva prelevato con le tasse, sarebbe finita la sua ragione di esistere: non avrebbe più potuto creare ricchezza per tutti. Avrebbe prelevato 100 e speso 100, per cui tutto sarebbe rimasto uguale. Ma lo Stato, ricordiamo, era stato creato di falconiani per migliorare il benessere della collettività.
    3) La SOVRANA era lo strumento con cui lo Stato realizzava se stesso e il proprio compito, perché lo rendeva più forte di tutti gli altri soggetti che esistevano su Falconia. Senza Sovrana non sarebbe potuto esistere lo Stato, e non ci sarebbe potuto essere chi si curava del benessere della collettività.
    4) Il debito pubblico NON E’ un debito dei cittadini. Ma è UN IMPEGNO DELLO STATO VERSO SE’ STESSO.
    Questo qualcuno non capiva che la spesa a deficit dello STATO aumentava il benessere e la ricchezza dei cittadini. O forse questo qualcuno avrebbe preferito dei cittadini più deboli e ricattabili, meno forti di quello che erano diventati i cittadini di Falconia.
    *
    *
    ——————-
    LA STORIA DELL’ARCIPELAGO DI POLLONIA, CHE RINUNCIO’ ALLA MONETA SOVRANA
    ——————-
    Andiamo ora sull’arcipelago di POLLONIA, formato da due isole: Pollonia Maior e Pollonia Minor. Anche qui successe la stessa storia vista su FALCONIA.
    Pollonia maior aveva la sua moneta, la Sovrana Maior, e Pollonia Minor aveva la Sovrana Minor, e con queste prosperarono per anni.
    Senonché un giorno alcune delle persone che governavano lo Stato di Pollonia Maior parlarono con dei loro amici, che vivevano sull’isola di AVVOLTOIA. Questi miravano a impossessarsi delle ricchezze costruite nell’arcipelago di Pollonia con la spesa a deficit dei due stati negli anni precedenti.
    Allora si accordarono in questo modo: alcuni governanti di Pollonia Maior e Pollonia Minor, che prima di governare avevano lavorato per anni al soldo di AVVOLTOIA, si misero d’accordo tra di loro e seguendo il suggerimento di Avvoltoia RINUNCIARONO alla SOVRANITA’ MONETARIA. Pollonia d’ora in avanti non avrebbe più potuto stampare i suoi “Io Ti Devo” autonomamente.
    Decisero che Pollonia avrebbe dovuto prendere la sua moneta in prestito da Avvoltoia, (che avrebbe lei creato la moneta dal nulla, curando di non crearne troppa) pagando un tasso di interesse.
    Chiamarono questa moneta, che non era proprietà di nessuno, NEURO.
    Inoltre decisero che le scelte più importanti per ciascuna delle due isole dell’arcipelago di Pollonia non si sarebbero più prese vicino alla gente, che avrebbe potuto capire quello che accadeva, ma sarebbero state prese su un’altra isola, più lontana: BRUSSELIA.
    I mercanti di Avvoltoia mandarono persone di loro fiducia a vivere su Brusselia, così che potessero controllare da vicino quello che succedeva quando venivano prese le decisioni importanti, che poi venivano trasmesse a Pollonia Maior e Pollonia Minor, che le avrebbero applicate.
    E la popolazione che viveva nell’arcipelago di Pollonia? Restava, per quei governanti che avevano progettato tutto questo, la parte più difficile: convincere gli abitanti che tutto questo era stato fatto per il bene della gente.
    Allora su Pollonia i governanti amici di Avvoltoia raccontarono che lo Stato avrebbe dovuto essere come un buon padre di famiglia, non spendere più di quello che incassava.
    D’altronde, spiegavano, fino ad ora avete vissuto al di sopra delle vostre possibilità, vi siete indebitati, non potete indebitare così i vostri figli. Lo Stato avrebbe dovuto fare “un passo indietro”, c’erano tanti privati che avrebbero potuto sostituirlo in tante cose.
    Dissero agli abitanti che per chi andava da un’isola all’altra dell’arcipelago ci sarebbe stato il vantaggio di non dover cambiare più una moneta con l’altra. La gente era un po’perplessa, e non capiva bene cosa sarebbe accaduto in futuro. Si limitò a dire: “speriamo che vada tutto bene”.
    D’altronde quei governanti si presentavano in modo molto rassicurante, dicevano di essere amici del popolo, e il popolo diede loro fiducia.
    E così Pollonia Minor iniziò a vivere senza più la SOVRANA. Lo Stato non poteva più creare la sua moneta, per cui prima tassava, e poi spendeva. Prelevava 100 Neuri, e ne spendeva 100: aveva il “pareggio di bilancio”, ma ovviamente non creava ricchezza, lasciava le cose esattamente come stavano prima.
    Ogni volta che, per costruire qualcosa di nuovo, gli occorrevano dei Neuri in più, non poteva fare come si faceva prima, quando lo Stato si indebitava con se stesso spendendo a deficit.
    Quando servivano Neuri, Pollonia Minor dovette iniziare a prenderli a prestito dai mercanti di Avvoltoia, e per ogni 100 Neuri presi in prestito doveva renderne 5 in più ai mercanti, il TASSO DI INTERESSE.
    Inoltre, a fine prestito, il deficit era diventato un debito vero.
    Dopo un po’, questi interessi iniziarono a cumularsi, quindi lo Stato iniziò a tassare per 105 e spendere per 100. Chiamo’ quei 5 “avanzo di bilancio”, e fece dei grandi annunci per spiegare che era un’ottima cosa, ma in realtà quei 5 neuri (che bastavano appena a pagare gli interessi) erano RICCHEZZA SOTTRATTA AI CITTADINI, che iniziarono a impoverirsi.
    Le imprese, dissanguate dalle tasse, chiudevano. Aumentò il numero dei disoccupati, che per sopravvivere iniziarono ad accettare condizioni di lavoro da schiavi. Molti iniziarono a rubare e rapinare. Ma finalmente avevano le liberalizzazioni: potevano risparmiare sulla bolletta del telefono (chi poteva continuare a permetterselo).
    Quando divennero forti le difficoltà nel pagare le tasse, lo Stato continuò a chiedere altri Neuri a debito ai mercanti di Avvoltoia per pagare i debiti più vecchi che già doveva agli stessi mercanti.
    I mercanti di Avvoltoia si accorsero di questo, e iniziarono a chiedere un tasso di interesse ancora più alto, perché avevano paura di non riavere indietro i loro soldi. Pollonia infatti non poteva più stampare i soldi di cui aveva bisogno, doveva recuperarli con le tasse o prenderne altri a prestito. Non aveva più la “ability to pay”(capacità di saldare i suoi debiti), dunque sarebbe potuta diventare insolvente.
    Così, in cambio del rischio che correvano, i mercanti per 100 Neuri prestati e da rendere in 10 anni, ne chiedevano indietro 170, 180.
    Dopo poco tempo Pollonia finì strangolata, e così i governanti (che avevano progettato tutto) fecero partire la “fase 2”: spiegarono che il debito doveva assolutamente essere ripagato, e che quindi sarebbe stato necessario per Pollonia Minor VENDERE I BENI PUBBLICI, ossia le più grosse ricchezze reali costruite negli anni della spesa a deficit fatta con moneta sovrana: i muri e i porti, per esempio.
    Ma i mercanti non volevano diventare proprietari dei beni, a loro bastava diventarne i gestori. In cambio di un piccolo taglio sui debiti che Pollonia doveva loro, acquisirono il diritto di gestire il porto, e imposero ai cittadini di Pollonia Minor un pedaggio salatissimo per ogni ingresso nel porto.
    La proprietà del porto la lasciarono allo Stato di Pollonia Minor, che si sarebbe poi dovuto indebitare nel caso fossero serviti dei Neuri per ripararne qualche pezzo.
    :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
    La storia di Falconia e dell’arcipelago di Pollonia finisce qui, per ora.
    Potete cambiare i nomi a piacimento. Ad esempio, potete chiamare “Falconia” con molti nomi: Svizzera, Norvegia, USA, Gran Bretagna, Giappone, Cina, Russia. Avreste potuto chiamarla anche “Italia”, fino a qualche anno fa.
    Anche per raccontare la storia dell’arcipelago di Pollonia si possono usare tante altre parole. Eccone alcune:
    Quelle del Commissario Europeo al Commercio, nel 1997: “Il Trans Atlantic Business Dialogue è diventato un meccanismo efficace per ancorare le politiche dei governi sugli interessi dei gruppi di affari.”
    Paul Krugman, nobel per l’Economia 2008: “Aderendo all’euro, Italia e Spagna si sono ridotte al ruolo di Paesi del terzo mondo costretti a chiedere in prestito la moneta di qualcun altro, con tutta la mancanza di flessibilità che questo implica”.
    Randall Wray, padre della Modern Money Theory: “Quando un governo a sovranità monetaria emette un debito crea un bene per il settore privato senza nessuna contropartita o responsabilità del settore privato. Quindi il risultato dei debiti emessi dal Governo crea un bene per il settore privato. Il debito privato è un debito ma i debiti del governo sono benessere per il settore privato.”
    Alain Parguez: “i tassi d’interesse ‘shylockiani’ sui debiti dell’Eurozona sono una cornucopia per le grandi banche europee e per le corporations che li percepiscono. L’Euro è comunque destinato a collassare, portandosi con sé le austerità, la distruzione di ogni spesa di Stato produttiva e le privatizzazioni selvagge”
    Il dramma di Pollonia è stato previsto quindici anni fa, prima che Pollonia rinunciasse alla sovranità monetaria, dalla scuola economica della Modern Money Theory. La previsione ha avuto successo, perché la MMT è l’unico strumento che interpreta in modo esatto il funzionamento della moneta moderna. E’ stato raccontato dal giornalista Paolo Barnard, nelle più coraggiose inchieste giornalistiche che siano state trasmesse su Report, Rai, inchieste pagate da Barnard con la totale successiva ostracizzazione dai media. Il “progetto Pollonia”, che oggi sta arrivando a compimento, è stato spiegato punto per punto ne “il Più grande crimine”.

  15. 8sono d’accordo non è cambiare € che cambia l’economia del paese se andiamo male è la classe politica la vera responsabile sono troppo legati hai gruppi di potere e non frega niente dei cittadini.
    ffybf7r

  16. LA NATO UCCIDE LE POPOLAZIONI CHE CREANO MOLTI INTERESSI, PER POI PORTARLE ALLA FAME COME STIAMO FACENDO NOI OGGI. CI HANNO TOLTO IL LAVORO SICURO PER DARCI UN LAVORO PRECARIO A VITA CI HANNO ALLUNGATO L’ETà PENSIONABILE, CI HANNO RADDOPPIATO LE TASSE COMPRESO L’IVA HANNO INTRODOTTO L’EURO AL POSTO DELLA NOSTRA AMATA LIRA LA MONETA VIENE PRODOTTA E STAMPATA AL COSTO DI 0,30 CENTESINI AL FOGLIO DALLA B.C.E MADRE DI TUTTE LE ALTRE BANCHE COMPRESO LA BANCA D’ITALIA., NON SO COSA DEVONO ANCORA ESCOGITARE , A DIMENTICAVO CI HANNO RIEMPITO IL PAESE DI DELINQUENTI E MORTI DI FAME DISPERATI IN CERCA DI LAVORO CASE E FAMIGLIA, NON SO DITEMI VOI COSA CI DEVONO FARE ANCORA CI VOGLIONO DEPORTARE?COME HANNO FATTO I NAZZISTI ALL’EPOCA? CI STANNO ARRIVANDO MA QUESTA VOLTA VOGLIONO FARCI CREPARE IN SILENZIO DA COME MI RISULTA IN MISERIA , QUANTA GENTE SI è SUICIDATA IN QUESTI ANNI PER COLPA DELL’EURO DELLE SOVRATASSE, ECC, PER COLPA DELLA PERDITA DEL POSTO SICURO ,PER COLPA DELLE AGENZIE INTERINALI, POI DITEMI VOI COME MAI IL DILEMMA DI CERTI PAESI ENTRATI A FAR PARTE DELL’UNIONE EUROPEA MA SENZA UN CENTESIMO IN TASCA TIPO LA ROMANIA COME MI SPIEGATA QUESTO AVVENIMENTO OGGI QUESTI SI UCCIDONO PER UN PEZZO DI PANE , VIVONO NEL NOSTRO PAESE CHE NON PRODUCE PIù BENESSERE DA UN PEZZO ALMENO DA QUANDO HANNO APERTO LE FRONTIERE A POPOLI DISPERATI ECC.. DITEMI VOI DOVE SIAMO FINITI DI BENE IN PEGGIO OVVIO.

  17. L’EURO è LA NOSTRA ROVINA CARO IGNORANTONE NON SAI CHE L’EURO è STATO MESSO IN COMMERCIO DALLA B.C.E NON PENSI CHE SIAMO TUTTI SOTTOMESSI DALLE BANCHE NO! SECONDO Tè IL DEBITO PUBBLICO ESISTE è REALE VERO? POVERINO ALLORA FINCHè C’è GENTE COME TE CHE RAGIONA COSI PENSANDO CHE I POLITICI SONO I COLPEVOLI DI TUTTE LE CRISI ALLORA SAREMO SEMPRE PUNTO A CAPO.MA IL FATTO è CHE LE BANCHE MANTENGONO UN RAPPORTO STRETTO CON LA POLITICA, POLITICI, E NEL FRATTEMPO DECIDONO LA SORTE DEL PAESE DEL DEBITO PUBBLICO, ECC. DELLE INVASIONI BARBARICHE DEI DISPERATI IN CERCA DI LAVORO , INFATTI L’ITALIA PULLULA DI LAVORO VERO? SI DI LAVORO NERO OVVIO ALTRIMENTI NON MI SPIEGO QUESTO AFFLUSSO DI CLANDESTINI SONO TUTTI IN REGOLA? MA DAI MA DAI NON PRENDIAMOCI PER LA PELLE DEL C… DAI è EVIDENTE CHE C’è IN ATTO UNA GUERRA SILENZIOSA CHE MIETE PIù MORTI DI UNA CON LE ARMI è EVIDENTE BASTI GUARDARE LE CRONACHE E POI FARE UN ESTRATTO ALLA FINE DELL’ANNO.

  18. La Russia e L’Argentina sono andate in defoult senza avere l’euro perchè è la credibilità dello stato e non la moneta la causa del defoult.
    Se avessimo la lira andremo in defoult lo stesso , tramite l’inflazione, non è difficile da capire.
    Il rischio di defoult si eliminerà quando gli interessi dei cittadini e quindi dei privati coincideranno con l’interesse pubblico cioè degli amministratori politici.
    Attualmente gli amministratori politici decidono le spese e si approvano i bilanci e i cittadini rilasciano con il voto una delega in bianco per cinque anni. E’ come se nel condominio il bilancio e le spese se le approvasse l’amministratore. Prima mettiamo fine a tali assurdi privilegi dei politici e prima risolveremo il problema del defoult.

  19. Buon giorno , tutto condivisibile , ma il problema non sono neppure le regole .IL VERO MALANNO del Paese sono questi politici ( a tutti i livelli )ed affini , peste dell’Italia , che interpretano la democrazia con la casinocrazia , questi egoistoni che fanno ( e manco bene ) i loro p…. comodi e non provano la benchè minima responsabilità per averci portato così in basso , né un briciolo di vergogna , anzi dettano con labial pudore certe teorie per la ripresa .
    5 Stelle deve fare una grande campagna finalizzata a monnezzare costoro ( tutti s’intende ) al fine di risollevarsi veramente dalla profezia dantesca ” non donna di provincia , ma bordello!!!”
    Coraggio siamo tutti pronti !
    Ciao Giorgio – anni 72
    7tbhz6

  20. E’ vero, il mov non ha ancora una linea univoca economica, ma solo perché ci stiamo documentando nei dettagli prima di sparare cazzate di cui saremo responsabili. Perintanto il 24 saremo in molti a Rimini per il summit sulla modern money theory. Ciò dovrebbe darci un’ottima base di partenza.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Popolari