
La Regione Piemonte in prima linea per risolvere i problemi di incontinenza urinaria a seguito della rimozione del tumore alla prostata.
Sul tema, che tocca moltissimi anziani e non solo, il Consiglio regionale ha approvato oggi un mio ordine del giorno collegato al piano socio-sanitario 2025-2030. Un atto che ho realizzato anche grazie al contributo della Fondazione Italiana Continenza e della Società Italiana di Urodinamica. Nello specifico, la Regione affiancherà la Città della Salute e della Scienza di Torino nella proposta di partecipazione alla sperimentazione nazionale sull’impiego di dispositivi chirurgici per la cura dell’incontinenza. Con la situazione di grave difficoltà dei conti della sanità pubblica, è impensabile continuare a spendere cifre enormi per l’acquisto di pannoloni, quando a forte di un intervento mini-invasivo si potrebbe risolvere a monte la problematica. L’incontinenza urinaria rappresenta la complicanza funzionale più frequente dopo l’intervento di prostatectomia radicale per carcinoma della prostata, interessando fino all’80% dei pazienti in una fase iniziale e persistendo nell’8–10% negli anni successivi. I dispositivi chirurgici migliorano di gran lunga la vita delle persone, consentendo di controllare le conseguenze dell’incontinenza, ma spesso non vengono nemmeno considerati come soluzione.
La sperimentazione che partirà a livello nazionale è un’occasione che dobbiamo cogliere con lungimiranza, così da offrire gratuitamente questo tipo di intervento ad un primo gruppo di utenti. A maggior ragione considerando che il Piemonte vanta una posizione privilegiata nel panorama sanitario nazionale, essendo l’unica Regione ad aver istituito una Rete Regionale per l’Incontinenza, riconosciuta come unico Centro di Terzo Livello, con il compito di affrontare i casi clinici più complessi, promuovere l’innovazione clinica e chirurgica, coordinare l’intera rete e supportare i Centri di Primo e Secondo livello nella gestione delle forme più severe di incontinenza urinaria
L’ordine del giorno ha impegnato la Giunta Cirio ad intervenire – anche tramite i rappresentanti piemontesi nella Conferenza Stato-Regioni – per sostenere e sollecitare l’avvio della sperimentazione nazionale e proporre la Città della Salute di Torino come struttura di “alta specialità” idonea a partecipare alla sperimentazione, viste le sue competenze e infrastrutture. La Regione dovrà inoltre garantire il suo pieno supporto operativo ed informativo con ogni mezzo, valutando di inserire l’opzione terapeutica tra le prestazioni garantite dal SSN attraverso i LEA, in modo da renderla accessibile a tutti i cittadini che ne hanno diritto.
Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte

