sabato, Aprile 18, 2026

Un fallimento annunciato

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Di Davide Bono

Martedì 2 agosto è arrivata la notizia che la Italcoge, una delle due ditte scelte da LTF su suggerimento della Regione per costruire il fortino militare spacciato per inizio cantiere del tunnel geognostico della Maddalena di Chiomonte, propedeutico alla costruzione della linea Alta Capacità Torino-Lyon, è fallita per mancato pagamento dei contributi ai lavoratori. Dispiace sempre dire “Ve l’avevamo detto!”, soprattutto quando si tratta di soldi pubblici e di false speranze lavorative indotte. Eppure il fallimento dell’Italcoge era un fallimento annunciato, visti i precedenti dell’azienda (contiguità alla criminalità organizzata, turbativa d’asta, corruzione, lavori lasciati a metà, mancato pagamento dei dipendenti).


Questo fallimento aziendale si erge a culmine di un altro fallimento, ben più grosso e ben più preoccupante per noi, il fallimento della politica italiana. Che voi crediate alla buona fede o assolutamente propendiate per il dolo della politica, risulta imbarazzante pensare che Regione e LTF non sappiano fare scelte oculate quando si tratta di appalti pubblici o comunque di soldi pubblici (i fondi europei sono comunque soldi anche nostri). L’Assessore regionale ai Trasporti, Bonino ad una mia interrogazione al riguardo aveva preferito non rispondere bollando di “demagogia” le nostre, oggi più che mai, lecite domande.
Quale sia la torta in ballo tra cooperative rosse, multinazionali, politici e partiti, banche, grandi imprenditori e organizzazioni mafiose è ormai noto a chiunque voglia sapere (il triplicamento medio dei costi di un’opera del genere vuol dire 40 miliardi di euro, equivalente alla manovra di Tremonti). Il problema è che la “politica” sta diventando irrequieta, probabilmente perchè vi sono una serie di “cambiali” arretrate da pagare per le posizioni elettoralmente conquistate e una serie di promesse di “facili guadagni” inevasi. Questa “politica” trasversale a tutti i quadri di tutti i partiti che siedono in Parlamento o in Regione (i cosidetti “centri di distribuzione della spesa”) rischia di diventare seriamente violenta o di trovare vie ancora più pericolose: sparita la torta degli impianti nucleari, frenata quella della privatizzazione dell’acqua, in dubbio quella della Torino-Lyon, la casta si è subito avventata sulla proposta del Terzo Valico (Genova-Alessandria e retroporto di Tortona), Ponte sullo stretto di Messina e spruzzate allegre di cemento, impianti di incenerimento/biomasse qua e là. C’è chi dice di chiedere direttamente ai politici qual è il prezzo della loro “intermediazione” per offrirci di pagarle noi, evitando così i costi complessivi delle opere inutili. Ma purtroppo c’è anche il costo delle aziende che vogliono quei lavori, cooperative rosse in primis, che difficilmente molleranno l’osso.
E in mezzo a tutto questo, con 101 politici del PD pizzicati in inchieste, tra cui Penati con l’affaire Gavio, col metodo PD rivelato (nominati politici che danno soldi al partito in virtù della nomina), il Bersani che fa? Parla di fango mediatico e minaccia di querelare tutti, chiarendo che non c’è discontinuità possibile dalle tangenti del PCI a questo PD. La discontinuità la devono creare i cittadini, senza partiti, senza gerarchie, senza rimborsi elettorali né finanziamenti privati da grosse aziende, creando da subito una realtà altra, desiderabile e fattibile, fatta di rappresentanza politica a progetto, massimo 10 anni, con giurie popolari per decidere le nomine, con referendum abrogativi, propositivi, confermativi, di revoca degli eletti, finanziari, senza quorum come deterrente a scelte “di interesse” di parte. Perchè è ovviamente più facile comperarsi il consenso di poche decine di politici che quello di milioni di italiani.
Nel frattempo cresce la convinzione che impedire la realizzazione della linea AC Torino-Lyon ormai, più che una missione politica, sia un segno di civiltà ed un dovere di ogni cittadino democratico che abbia ancora a cuore la credibilità delle istituzioni e la giusta allocazione delle proprie tasse. Ma di resistenze come il TAV ce ne saranno sempre di più e alla fine si tratta di capire che più che solo resistere, resistere, resistere, si deve proporre, proporre, proporre una nuova forma di convivenza sociale, economica e politica.
Potranno toglierci tutto, malmenarci, distruggere tutte le roulotte che vogliono, rinchiuderci ma non potranno mai sopprimere il nostro anelito all’equità, alla solidarietà, alla sostenibilità; e per ogni atto violento ricevuto, si moltiplicheranno le adesioni al “proporre” di un fattore 10, 100, 1000!

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10 Commenti

  1. Bravo Davide! Proposte serie, concrete, fondate su competenze di cui il Movimento 5 stelle è ricco, è l’unica strada possibile per evidenziare la differenza tra chi vuole il bene della comunità e chi il proprio tornaconto in accordo con il potere economico!

  2. E i telegiornali che fanno? Insabbiano, insabbiano, insabbiano!!! Se qualcuno la sente su qualche tg. questa notizia, lo faccia sapere

  3. Bellissimo articolo. Quando dici “ma di resistenze come il TAV ce ne saranno sempre di più” confermi un mio (e non solo mio, ovviamente) pensiero: la militarizzazione della valle ha senso solo per stroncare (sul nascere) la possibilità che questo avvenga. Non ha senso militarizzare una valle per perseguire i propri interessi “famelici”. Vista la situazione di opposizione creatasi, avrebbe più senso avventarsi su qualcos’altro (terzo valico o altro). Duemila soldati in val Susa sono a condurre (per conto terzi ovviamente) una battaglia politica: il vecchio sistema (intreccio mafia-politica-industria) contro il nuovo (cittadinanza consapevole). Se si vince in val Susa si potrà vincere ovunque. E’ questo che non vogliono. E’ a questo che si oppongono.

  4. Sono allibito, lavoro per lo stato e sono a conoscenza che per poter prendere un appalto, anche di piccola entità, bisogna avere un D.U.R.C. regolare, (documento unico di regolarità contributiva), come hanno fatto ad assegnare il lotto dei lavori ad una ditta in via di fallimento? altro che demagogia, qui sotto c’è qualcosa che puzza, e che odore che emana.
    bravi ragazzi stategli con il fiato sul collo, mollette al naso ovviamente.

  5. Bravo Davide, mi vien da piangere a pensare a che cosa ci stiamo perdendo noi, gente comune, giovani, a causa di decine di anni di FURTO delle nostre vite da parte della politica e della malavita organizzata….. Ho più o meno la tua età, e penso almeno una volta al giorno come sarebbe potuta essere la mia vita se solo fossi nato in un paese dove le opportunità CI SONO DAVVERO, e non dove vince chi fotte di più il prossimo.
    Speriamo e muoviamoci PER UN FUTURO MIGLIORE…

  6. Condivido in pieno.. nel prossimo mese parteciperò ad una locale riunione del M5S e cercherò di coinvolgere più persone possibile. La parola d’ordine per disgregare il sistema partitico è “dal basso”!! Siamo tutti con voi!!!

  7. Bravo Davide, sono vicino a te in questa lotta al malaffare generale e a questa politica di ladri senza più etica e dignità. Ci sono delle leggi sugli appalti che prevedono controlli economici e certificazioni antimafia sulle aziende che lavorano nelle opere pubbliche. Chi ha firmato gli appalti alla Italcoge e Martina? Ci saranno dei responsabili che dovranno rendere conto ai cittadini: troviamoli!

  8. Grazie Davide per le informazioni preziose che diffondi, resistere, resistere , resistere……
    In attesa del default economico è bene che questi politici “professionisti ” incomincino a prendere coscienza che il clima sta cambiando, non solo quello atmosferico!
    La Val Susa rappresenta uno sprtiacque, se passa il tav tutto è perduto, se non passa c’è speranza di pensare ad un sistema in cui il PIL non sia lo strumento più utile per misurare il benessere delle persone.
    E’ ora di pensare a qualcosa di diverso. Corggio sempre più persone sono con voi!

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