sabato, Aprile 18, 2026

Progetto famiglie leggere

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Di Davide Bono
In tutto il Piemonte stanno fiorendo una serie di negozi che vendono alimenti sfusi, cioè senza imballaggi primari o secondari. E’ già possibile quindi in diverse città piemontesi recarsi non solo al più vicino mercato agroalimentare ma anche in negozi locali e comprare tutto sfuso. Ciò compensa il costo maggiore di un negozio rispetto ad un grosso supermercato, in quanto il 10-20% del costo della merce è dato dall’imballaggio e sarebbe ancora più vantaggioso se nel proprio comune si pagasse la tassa rifiuti non sui metri quadrati di alloggio ma sui rifiuti prodotti.


Vogliamo quindi lanciare un nuovo Progetto a 5 Stelle dopo quello dei pannolini lavabili, mettendo a disposizione di chi sta aprendo un negozio di prodotti sfusi una somma di 5000 € da restituire in un anno alla cittadinanza tramite buoni di acquisto di prodotti sfusi, unendo così il microcredito alle imprese con un sostegno sociale. Per il periodo che va dal settembre 2011 al giugno 2012 verranno attivati in tutto 5 progetti per un totale di 25 mila euro.
Il primo progetto di microcredito/sostegno sociale sarà ad Asti, dove abbiamo avviato una collaborazione con un negozio sfuso già esistente, il Buonsenso, sito in via Torino 149/a, che oltre a vendere prodotti sfusi, si impegna a vendere anche prodotti biologici, stagionali e il più possibile a km zero. Così valuteremo l’impatto di tali negozi sulla produzione di rifiuti di una famiglia media e sui tipi di acquisti alimentari effettuati.
Ad Asti città nel 2009 ogni abitante ha prodotto circa 499 chili di materiali post-consumo (rifiuti) con una differenziazione del 61,2% (306 kg) avviati in larga parte a recupero. Di questo il 32,4% rappresentano imballaggi. Sul totale degli imballaggi (alcuni presenti nell’indifferenziato perchè non recuperabili) si può e si deve fare un’opera di riduzione e/o di prevenzione, generando notevoli risparmi sia primari (perché gli imballaggi, recuperabili e non, si pagano all’acquisto) che secondari, visto che incidono sia sulla tassa rifiuti sia sui costi vivi e ambientali e sanitari delle discariche e/o degli inceneritori.
Cinque famiglie di Asti e Provincia con reddito ISEE non superiore a 21 mila euro potranno acquistare gratuitamente fino a 1000 euro l’una di prodotti sfusi presso il Buonsenso. Dette famiglie – che saranno scelte solo sulla base dell’ordine di richiesta – dovranno tassativamente fare la raccolta differenziata già prima del progetto, avere una bilancia pesapersone funzionate in casa, essere disponibili a pesare per 20 giorni prima dell’inizio del progetto i propri rifiuti, durante e dopo. Verranno coordinate da un referente astigiano.
Per contatti chiamare lo 011.5757883 o inviare email a staffgruppoconsiliare@piemonte5stelle.it

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1 commento

  1. Ciao grillini, ho letto il progetto “famiglie leggere” di Davide Bono e credo che sia un’ottima proposta di carattere economico e sociale.
    A dire il vero, in merito alla tassa rifuiti avevo già da tempo pensato ad una soluzione del tipo da lui proposta, cioè una tassa (anzi, imposta) applicata sull’effettiva produzione di essi e non in base ai metri quadri della propria abitazione. Anche perchè è illogico pensare che siano i metri quadri a produrre rifiuti e non a quante persone possano generarli. Per esempio: un singolo soggetto può vivere in una casa di 150 metri quadri e produrre rifiuti per una persona, mentre una famiglia composta da diversi elementi e che risiede in un appartamento di 50 metri ne produrrà ben di più. E’ ovvio che il sistema adottato dalla P.A. è insensato, anche se capisco che fa comodo alle stesse P.A. lasciarlo immutato in quanto portatore di ricchezza nelle loro casse (il popolo dei mantenuti e dei parassiti è troppo vasto!) ma che a loro volta impoveriscono le nostre .
    Per quanto riguarda i prodotti sfusi non si farebbe null’altro che tornare indietro nel tempo come mi insegna mia suocera che è commerciante da quasi sessant’anni, quando cioè molti prodotti in commercio non avevano costosi e inquinanti involucri che paghiamo quando facciamo acquisti, li gettiamo nella spazzatura finendo a loro volta nelle industrie di riciclaggio per poi cosa? Pagare per smaltirli con la TARSU e ripagarli nuovamente come imballi riciclati quando facciamo la spesa… E’ veramente ASSURDO!
    Per quel che riguarda i pannolini riciclabili altri non sono che un’evoluzione di quelli che usavano le nostre nonne e per alcuni di noi le nostre mamme. Infatti sia io che mia moglie che abbiamo una bimba di quattro mesi stiamo considerando molto seriamente di farne uso. Il problema è che dando un’occhiata su internet abbiamo notato che l’offerta è considerevole, anche per quanto riguarda i prezzi, così non si sa che scelta fare per non fare inutili acquisti: le risorse economiche vanno considerate ragionieristicamente visti i tempi che corrono!..
    Allora viva un ritorno al passato con un occhio al futuro, al portafogli, all’ambiente e al commercio “come una volta”, quando tutto costava e inquinava meno e il rapporto umano esisteva, non solo quello tra consumo, cassa e TARSU che, come dicevo poco fa, andrebbe revisionata urgentemente.
    Un saluto a tutti voi grillini e… Teniamo duro che le cose si possono cambiare, tutto si può cambiare. Anche il diffuso malcostume nostrano che, come un cancro degenera, logora e annienta un organismo. Ma lo si può curare e a volte guarire.
    Ciaooo!

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