
Da mesi chiediamo alla Regione di rispettare l’impegno preso con la popolazione di Spinetta Marengo e attuare l’ordine del giorno a mia prima firma che impegna la giunta a predisporre un biomonitoraggio umano rivolto alla popolazione residente a Spinetta Marengo e nei pressi del polo chimico, esteso a tutte le fasce di età e ai lavoratori residenti anche in collaborazione Enti, Istituti di Ricerca e Università.
Oggi in Commissione è finalmente emerso che a febbraio l’assessore alla Sanità e l’assessore all’ambiente regionale, insieme ad ASL e ARPA, avrebbero iniziato a lavorare a un tavolo per predisporre il biomonitoraggio poi interrotto dall’emergenza COVID 19.
Chiediamo però di riattivare celermente questo dialogo e di rispettare il prima possibile l’impegno preso con la popolazione di Spinetta Marengo.
A maggior ragione se tenuto conto delle criticità sulle perdite di PFAS, sui rilasci autorizzati e soprattutto per le risultanze dello Studio Epidemiologico di morbosità a Spinetta Marengo (Alessandria), in cui sono state evidenziati incrementi di determinate patologie tumorali e incrementi del rischio più alto rispetto ad un abitante residente in altro quartiere di Alessandria.
Monitorare gli effetti dell´inquinamento mediante organismi viventi e parametri biologici rappresenta uno degli strumenti più utili ed efficaci per ottenere un riscontro analitico e scientifico fra le attività industriali (come il riversamento degli PFAS nelle acque) e la salute della popolazione.
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Ufficio Stampa
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