Di Fabrizio Biolè e Domenico Monardo
La mobilitazione di martedì mattina davanti al palazzo del Consiglio Regionale ha riguardato i lavoratori delle imprese pubbliche e delle società private del comparto informatico del settore commercio, che stanno subendo gli effetti dei tagli di budget che nascono dalla volontà della Giunta Cota di effettuare i piani di rientro.
Il settore ICT in Piemonte comprende 13261 imprese, con 110000 addetti. La quasi totalità delle aziende ha meno di 10 addetti.
Si affronta un problema che riguarda e colpirà l’occupazione di decine di professionisti ma, con analoga preoccupazione, anche i servizi ai cittadini che dovrebbero essere garantiti grazie alla fiscalità ordinaria. Con la riduzione degli investimenti, si riducono una serie di importanti servizi nei più disparati settori e si mette a rischio il diritto dei cittadini di fruirne. Sportelli anagrafici e servizi sanitari in primis, che rientrano nei rami secchi di una politica di tagli trasversali locale, la quale ricalca essenzialmente quella del Governo centrale.
La mancanza di pianificazione e di programmazione, anche rispetto ai tagli da effettuare, dovrebbe prevalere su qualsiasi altra ratio, in particolare sulle politiche di “razionalizzazioni” indiscriminate che non tengono conto di eccellenze, efficienze e peculiarità delle singola realtà produttive.
Qualsiasi attento amministratore d’azienda sa che invece è necessario valutare puntualmente dove sia possibile ridurre i costi e dove invece gli investimenti siano prioritari per mantenere e, perché no?, aumentare servizi e qualità .
La mobilitazione ha un significato sociale importante, prima ancora che politico, dato che nel corso degli anni è costantemente cresciuto il contributo del comparto alla crescita dell’intera Regione. Secondo le stime più aggiornate, esso rappresenta il 6-7%.
L’Assessore competente non si è sottratto al confronto e ha dichiarato la volontà di incontrare i rappresentanti dei lavoratori del settore, per poter pianificare l’apertura di un tavolo cui partecipino lavoratori, rappresentanze sindacali e amministratori al fine di trovare e condividere una strategia che possa garantire i diritti delle professionalità coinvolte e che programmi nel tempo gli interventi da attuare in maniera condivisa.
Ovviamente, come al solito, si parla di razionalizzazioni e non di tagli, garantito l’interessamento regionale per il finanziamento di una cassa in deroga attraverso la quale poter traghettare l’ICT piemontese verso la fine del periodo di crisi, tale periodo di transizione, sempre secondo l’assessore, potrà essere sfruttato dai lavoratori per l’aggiornamento professionale come previsto in questi casi.

