sabato, Aprile 18, 2026

Silenzio sui caduti sul lavoro

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Ringraziamo il presidente del Consiglio Cattaneo e la conferenza dei Capigruppo che hanno celermente accolto la nostra richiesta di ricordare con un minuto di silenzio parimenti ai caduti in guerra (che, liberi di condividere o meno il lavoro da essi svolto, essendo retribuiti sono parimenti dei lavoratori), anche gli innumerevoli caduti sul lavoro che macchiano indelebilmente il nostro Stato e la nostra Costituzione che sancisce il principio inderogabile della tutela della salute.


Prendiamo direttamente dal sito http://www.cadutisullavoro.it : ogni anno in media muoiono in Italia 1000 esseri umani, un’ecatombe che non ha pari se non per i morti in incidenti stradali (2521 nel 2009). Sono 799 i morti sul lavoro ad oggi dall’inizio dell’anno, 19977 gli invalidi, 799100 gli infortuni, in lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti semplicemente e tristemente perchè è crollata a picco l’occupazione. Quale costo sociale ha tutto ciò? E soprattutto ha un prezzo la vita di un essere umano?
Putroppo le morti sul lavoro sono in piccola parte ascrivibili a casualità: sono il frutto dello sfruttamento a cui sono sottoposti moltissimi dei lavoratori, scarsamente tutelati dallo Stato che per “mancanza di soldi” o per volontà di crescita del PIL a tutti i costi non nominano sufficienti ispettori del lavoro, e gli stessi oberati di lavoro e sottoposti a minacce/ricatti non possono svolgere il loro compito in maniera efficace. Sono ascrivibili all’avidità di una parte dei datori di lavoro che si rifiuta di rispettare le norme sulla sicurezza o lo fa perchè strozzato da una competizione al ribasso, anche dei diritti. Uno Stato che non sa e non intende tutelare i propri lavoratori per garantire il profitto delle multinazionali e loro azionisti è uno Stato a metà: chi lavora deve essere messo in condizione di poter lavorare in sicurezza, accedere tramite il pagamento di una tassazione equa ai servizi essenziali, e poter quindi realizzarsi pienamente come sancisce la nostra Carta.
Auspichiamo che questo sia un primo passo di consapevolezza a cui segua un’azione della politica ad investire nella “sicurezza del lavoro” e non come si è ribadito a destra che a sinistra che il testo sulla sicurezza 626 sia un’inutile orpello che allontana le aziende e per questo si accettano accordi al ribasso come quello della Fiat di Pomigliano d’Arco. Lavoro per tutti, ma che sia lavoro e non schiavitù.

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13 Commenti

  1. leggo con piacere. condivido pienamente la frase :”caduti in guerra (che, liberi di condividere o meno il lavoro da essi svolto, essendo retribuiti sono parimenti dei lavoratori)”…
    Parliamo di lavoratori…basta distinzioni

  2. Ci vorrebbe un minuto di silenzio anche per i morti a causa di incidenti stradali che sono molti di più e che vengono incentivati dalle pubblicità di automobili

  3. Ci vorrebbe un minuto di silenzio anche per i morti a causa di incidenti stradali che sono molti di più e che vengono incentivati dalle pubblicità di automobili

  4. Per me invece c’è molta differenza tra imbracciare una pala e un mitra.
    Afganistan: Aumentano i feriti di guerra a Lashkar-gah e a Kabul
    Il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah è stato riaperto il 29 luglio scorso.
    In un mese di attività, l’ospedale ha registrato il più alto numero di ricoveri degli ultimi anni: 214 pazienti, di cui 167 per ferite di guerra. Di questi, 22 erano donne e 58 bambini sotto i 14 anni.
    Negli ultimi mesi, la città ha cambiato faccia con l’arrivo di decine di migliaia di profughi dai villaggi vicini, dove si combatte ininterrottamente da mesi: bombardamenti, rastrellamenti, sparatorie tra talebani e truppe afgane e alleate sono all’ordine del giorno.
    Lashkar-gah – come Kabul – è tappezzata di manifesti per le elezioni parlamentari del prossimo sabato, mentre i talebani chiedono alla popolazione “di unirsi alla jihad e alla resistenza contro gli invasori stranieri”.
    Anche al Centro chirurgico di Kabul sono aumentati i ricoveri per cause di guerra.
    Solo ieri, 15 settembre, l’ospedale ha ricevuto 22 feriti, di cui 7 bambini colpiti da un bombardamento che ha ammazzato sul colpo due altri loro compagni e 10 persone ferite da proiettile durante una manifestazione alla periferia di Kabul.

  5. Ci vorrebbe un minuto di silenzio tutti i giorni. Anzi, più che un minuto di silenzio, si dovrebbe fare qualcosa. La saggezza popolare semplifica forse troppo, ma tutti sanno che è inutile piangere sul latte versato: forse conviene fare qualcosa per evitare di versarlo in futuro. A maggior ragione si deve fare se, invece che latte, è sangue, sono vite umane. Si dovrebbe agire sulle strutture che devono controllare, inserire norme (e verificarne l’applicazione)che facciano sì che queste siano coadiuvate nelle loro azioni dalle forza dell’ordine (per i problemi di sicurezza). Non è possibile che tutto si svolga sempre alla luce del sole e che nessuno o pochi vengano perseguiti. E magari con pene ridicole. Basta un servizio giornalistico per venire a conoscenza della verità: possibile che non lo possano fare le funzioni preposte? Possibile che anche il senso civico di chi dovrebbe controllare sia così latitante? Possibile che ci siano dappertutto corrotti e corruttori? Se manca la cultura del rispetto (degli altri, delle norme, .. con il governo che insegna, con condoni, furti, impunità, ..), forse bisognerebbe pensare di iniziare ad introdurre dei piani di studio nelle elementari, nelle medie. Fare come fanno per i rifiuti a Treviso: iniziare con le scuole. Lo so, è un piano troppo a lungo termine, e alla politica attuale non interessa, ma è l’unico sistema per cambiare qualcosa. Poi, forse, inizieranno a vedersi i frutti dell’aver insegnato che prevenire è meglio che curare (o assicurare. Assicurazione sulla vita! Sulla morte, la dovrebbero chiamare!). Ma come impadronirsi del potere necessario a fare queste cose, senza perdere qualcuno o molti per le strade, come direbbe un cristiano, della tentazione?

  6. Ci vorrebbe un minuto di silenzio tutti i giorni. Anzi, più che un minuto di silenzio, si dovrebbe fare qualcosa. La saggezza popolare semplifica forse troppo, ma tutti sanno che è inutile piangere sul latte versato: forse conviene fare qualcosa per evitare di versarlo in futuro. A maggior ragione si deve fare se, invece che latte, è sangue, sono vite umane. Si dovrebbe agire sulle strutture che devono controllare, inserire norme (e verificarne l’applicazione)che facciano sì che queste siano coadiuvate nelle loro azioni dalle forza dell’ordine (per i problemi di sicurezza). Non è possibile che tutto si svolga sempre alla luce del sole e che nessuno o pochi vengano perseguiti. E magari con pene ridicole. Basta un servizio giornalistico per venire a conoscenza della verità: possibile che non lo possano fare le funzioni preposte? Possibile che anche il senso civico di chi dovrebbe controllare sia così latitante? Possibile che ci siano dappertutto corrotti e corruttori? Se manca la cultura del rispetto (degli altri, delle norme, .. con il governo che insegna, con condoni, furti, impunità, ..), forse bisognerebbe pensare di iniziare ad introdurre dei piani di studio nelle elementari, nelle medie. Fare come fanno per i rifiuti a Treviso: iniziare con le scuole. Lo so, è un piano troppo a lungo termine, e alla politica attuale non interessa, ma è l’unico sistema per cambiare qualcosa. Poi, forse, inizieranno a vedersi i frutti dell’aver insegnato che prevenire è meglio che curare (o assicurare. Assicurazione sulla vita! Sulla morte, la dovrebbero chiamare!). Ma come impadronirsi del potere necessario a fare queste cose, senza perdere qualcuno o molti per le strade, come direbbe un cristiano, della tentazione?

  7. Tutti i messaggi (anche quelli di altri, credo) vengono inviati doppi perché il primo genera errore (con un messaggio in spagnolo) e, per uscire dall’errore, probabilmente ne parte un altro. Sarà perché ho Firefox? O Linux? Adesso provo a chiudere al messaggio di errore. Se ci sarà un messaggio solo, è per quello. Vedete di provvedere ad eliminare la generazione dell’errore.

  8. Suggerirei a Bono e Biolè di dotarsi di una telecamera,andare in qualsiasi cantiere a vedere quanti mettono il caschetto,e le scarpe antinfortunistiche,quello che avete scritto è vero,ma l’altro grosso problema è culturale,non c’è la cultura delle regole,del rispetto,e del senso civico,perchè non proponete alla regione di tenere dei corsi a partire dalle elementari di educazione civica?le nuove generazioni devono imparare il rispetto dell’ambiente già da piccoli,insegnare loro il rispetto del mondo in cui vivono oggi è più importante che mai(es.non buttare i rifiuti dal finestrino della macchina,non gettare la carta per terra,fai la raccolta differenziata,compra roba con meno imballi possibili,non sprecare l’acqua,la luce,ecc..)i cambiamenti partono dal basso,loro a sua volta lo faranno presente ai genitori,che se dotati di due neuroni apprezzeranno,proponetelo a mr.president sempre in tv Cota è vediamo quale sarà la sua risposta?bravi sempre così.

  9. Suggerirei a Bono e Biolè di dotarsi di una telecamera,andare in qualsiasi cantiere a vedere quanti mettono il caschetto,e le scarpe antinfortunistiche,quello che avete scritto è vero,ma l’altro grosso problema è culturale,non c’è la cultura delle regole,del rispetto,e del senso civico,perchè non proponete alla regione di tenere dei corsi a partire dalle elementari di educazione civica?le nuove generazioni devono imparare il rispetto dell’ambiente già da piccoli,insegnare loro il rispetto del mondo in cui vivono oggi è più importante che mai(es.non buttare i rifiuti dal finestrino della macchina,non gettare la carta per terra,fai la raccolta differenziata,compra roba con meno imballi possibili,non sprecare l’acqua,la luce,ecc..)i cambiamenti partono dal basso,loro a sua volta lo faranno presente ai genitori,che se dotati di due neuroni apprezzeranno,proponetelo a mr.president sempre in tv Cota è vediamo quale sarà la sua risposta?bravi sempre così.

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