
Solo in Val di Susa succede che venga definita “arte” una mostra allestita in fondo ad un tunnel inaccessibile al pubblico e sia invece perseguito un artista di fama mondiale solo perchè le sue opere sono chiaramente una denuncia contro il TAV.
Castagni secolari abbattuti, tombe del neolitico distrutte dai cingolati, un museo archeologico incluso in un cantiere militarizzato, una Ziqqurat di smarino: questi sono i veri danni del cantiere TAV in valle, eppure per la Procura il problema è un’opera di un artista che il Guardian ha inserito nell’elenco dei 10 migliori street artist al mondo insieme Bansky.
L’arte è un linguaggio universale e libero. La storia darà ragione al movimento No TAV, (anzi, l’ha già data). Siamo certi che la storia dell’arte darà ragione anche a Blu.
Francesca Frediani Capogruppo M5S Piemonte

