
La delibera approvata dalla Giunta Cirio sui voucher scuola, con la revisione dei criteri di accesso e delle soglie ISEE, non ha bisogno di interpretazioni. Al di là degli annunci trionfali, con questo “aggiornamento” la Destra toglie soldi alle famiglie che mandano i figli nella scuola pubblica e li riversa su chi sceglie le scuole paritarie private. Una scelta politica che la maggioranza ha cercato di mascherare parlando di “equità” e “ampliamento della platea”.
I numeri parlano da soli. Per il Voucher B – per l’acquisto di libri, materiale didattico e abbonamenti al trasporto scolastico, destinato alle famiglie delle scuole statali – la soglia ISEE per accedere al beneficio viene tagliata da 26mila a 15.748 euro. Chi oggi dovrebbe ricevere il voucher e ha un ISEE tra 15.749 e 26mila euro dal prossimo anno non riceverà alcun aiuto. Al contempo, chi rientra nella nuova platea si vedrà ridurre gli importi. Per fare un esempio, con un ISEE di 9mila euro quest’anno si potevano ricevere per le scuole secondarie di secondo grado fino a 500 euro, mentre dal prossimo anno saranno massimo 300, quasi 200 euro in meno. Ma è solo un esempio fra tanti.
Nel frattempo, per il Voucher A – quello per le rette delle scuole paritarie – la soglia ISEE sale da 26mila a 30mila euro e gli importi arrivano fino a 2.150 euro.
Non è la prima volta che le famiglie della scuola pubblica vengono lasciate sole. Negli ultimi anni migliaia di famiglie aventi diritto al Voucher B non hanno ricevuto un centesimo, a causa dei mancati stanziamenti a bilancio dei fondi per coprire tutte le domande. Mentre per le paritarie, in un modo o nell’altro, i soldi si trovano sempre.
Porteremo la battaglia in Consiglio regionale, dove sarà discussa la delibera per l’approvazione definitiva. In quella sede, rinnoveremo anche la richiesta – già avanzata dal Movimento 5 Stelle e già respinta dalla Giunta Cirio – di prorogare la spendibilità dei voucher fino a settembre dell’anno scolastico successivo: libri e abbonamenti si comprano a settembre, non quando la Regione decide di far scorrere le graduatorie. Una proposta di buon senso che questa maggioranza ha scelto di ignorare.
Alla Destra chiediamo un passo indietro e l’apertura di un confronto con le opposizioni per studiare criteri, modalità e soglie ISEE in maniera condivisa. Il diritto allo studio in Piemonte è in crisi da tempo. Ogni anno che passa, questa maggioranza trova un nuovo modo per smontarlo pezzo per pezzo. Quello di oggi è solo l’ultimo tassello.
Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Pasquale Coluccio, Consigliere regionale M5S Piemonte
Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte

