“L’allarme lanciato oggi da SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC non può essere ignorato. La crisi dei call center riguarda circa 35 mila lavoratrici e lavoratori in Italia, oltre 4 mila in Piemonte, e si sta aggravando con la diffusione dell’intelligenza artificiale.
Un settore già segnato da precarietà e delocalizzazioni affronta ora una trasformazione che il Governo non può lasciare alle sole dinamiche aziendali. Serve una strategia nazionale per governare la transizione digitale, ma il Ministro Urso non si occupa delle vertenze più complesse e la Ministra Calderone sta facendo aspettare da mesi i sindacati che hanno chiesto un confronto.
L’IA non è il nemico, ma deve essere governata: gli aumenti di produttività e gli extra-profitti generati dall’automazione non possono lasciare solo ai lavoratori il costo della trasformazione.
Come Movimento 5 Stelle continueremo a portare queste istanze in Parlamento e in Consiglio regionale, lavorando anche con i colleghi delle altre regioni maggiormente coinvolte, proponendo un Osservatorio nazionale sulla transizione occupazionale e sull’IA, il vincolo di una quota dei benefici derivanti dalla produttività alla riqualificazione dei lavoratori e l’obbligo di confronto preventivo con i sindacati quando l’intelligenza artificiale incide sull’organizzazione del lavoro.
La transizione digitale deve creare nuove opportunità, non nuova precarietà: innovazione e tutela del lavoro devono procedere insieme.”
Elisa Pirro, Senatrice M5S
Chiara Appendino e Antonino Iaria, Deputati M5S
Sarah Disabato, Consigliera regionale M5S Piemonte

