
La proposta di legge sull’orientamento sportivo di Fratelli d’Italia, approvata questa mattina in Sesta Commissione con il voto contrario delle opposizioni, non possiamo che liquidarla con una battuta: mi sembra che l’Italia ed il Piemonte abbiano storicamente sfornato non pochi campioni in tutti gli ambiti sportivi, anche senza la stramba legge di Zappalà.
Ironia a parte, ci risulta quantomeno incomprensibile il tentativo di indirizzare un bambino o una bambina in tenera età ad un’attività sportiva in base alla sua predisposizione fisica. A quell’età bisogna lasciargli sperimentare quel che gli piace, senza condizionamenti, senza mettere dei paletti.
C’è poi un altro problema. Come Movimento 5 Stelle abbiamo presentato una richiesta di accesso agli atti per capire effettivamente la situazione delle visite mediche obbligatorie. Piuttosto che finanziare le visite specialistiche di orientamento sportivo, sarebbe stato opportuno investire maggiori fondi per le visite per il rilascio del certificato di idoneità sportiva, un servizio in sofferenza nel quale il privato ha un ruolo sempre più preponderante rispetto al pubblico. Per non parlare dei costi che le famiglie devono sobbarcarsi per far sì che i figli possano praticare uno sport, sui quali la Regione potrebbe intervenire facendo veramente la differenza.
Insomma, le priorità sono altre.
Pasquale Coluccio, Consigliere regionale M5S Piemonte
Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte
Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte

