
Test rapidi e poco invasivi nelle scuole: il Piemonte è fermo al palo. Intanto l’ordinanza sulla misurazione della febbre agli studenti è stata impugnata dal Governo. Questo è lo specchio di una Giunta che si occupa male dei propri compiti ed interviene, in maniera scomposta, in settori in cui non avrebbe competenze.
Vorremmo più test rapidi negli istituti scolastici e meno ordinanze “spot” di Cirio che mettono in difficoltà famiglie ed operatori scolastici.
Oggi abbiamo chiesto conto, in Consiglio regionale, cosa intenda fare la Giunta per introdurre test rapidi e poco invasivi nelle scuole.
Dall’assessore Icardi non sono arrivate certezze. Nessuna data relativa all’introduzione dei test a scuola, nessun piano, né progetti e nemmeno indicazioni di tipo organizzativo per gli istituti scolastici e le strutture socio sanitarie.
A differenza di altre regioni, il Veneto su tutte, in Piemonte è in corso solo una valutazione comparativa presso l’ospedale Amedeo di Savoia. Inoltre è stato effettuato un ordinativo di nuovi test rapidi antigenici. Icardi ha fatto riferimento a non meglio precisate valutazioni di laboratorio per il cosiddetto test “pooling” che consentirebbe di raccogliere 10 campioni in un’unica provetta.
Nel frattempo la prima campanella è già suonata e, ad oggi, la Regione non ha un piano per prevenire e riconoscere i contagi negli istituti scolastici e nemmeno per introdurre test rapidi per tutti i cittadini.
Pensiamo che serva un progetto complessivo in grado di coinvolgere istituti scolastici, famiglie ed operatori sanitari per raggiungere l’obiettivo della sicurezza tra i banchi.
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

