
La proposta di riapertura della ferrovia Chivasso – Asti arriva intempestiva e inadeguata ai pendolari. Una boutade elettorale di Chiamparino e la sua giunta che arriva in ritardo di quattro anni e soprattutto non è corroborata da validi studi di mobilità. Ad esempio, nella simulazione presentata da AMP (Agenzia Metropolitana Piemontese) vengono proposti due treni alle 7.09 e alle 9.09, lasciando scoperta la fascia dei pendolari che va dalle 7.30 alle 8.30. Un servizio del genere nasce già su un binario morto e destinato a far riempire i bus e lasciare vuoti i treni in orari improbabili. Queste linee sono state sospese nel 2012 dalla giunta Cota e non riaperte dall’amministrazione Chiamparino proprio sulla base di scarsa frequentazione.
Il M5S ha da tempo richiesto un’analisi della domanda di trasporto pubblico, mai fatto in quattro anni.
Senza una programmazione attenta, il rischio è minare una riapertura efficace e duratura di questa e altre ferrovie sospese.
Le ferrovie vanno riaperte basandosi su studi di mobilità che rispecchino le esigenze di trasporto reali delle persone.
Lo chiediamo a gran voce con la nostra proposta di legge per riprogettare in modo strutturale il servizio ferroviario regionale e solo dopo annunciare nuove riaperture di linee ferroviarie sospese.
Federico Valetti, Consigliere Regionale M5S Piemonte

