
Forza Italia, nella persona della neo deputata Ruffino, conferma la sua difficoltà ad immaginare percorsi di sviluppo e crescita senza cementificazione e devastazione del territorio. Il modello di liberismo senza freni, di sfruttamento delle risorse, di economia delle opere faraoniche come il TAV è finito e se ne sono accorti anche gli elettori.
Urge infatti ricordare alla neo deputata che il MoVimento 5 Stelle in Val di Susa ha raccolto quasi il 37% dei voti contro il 13% del suo partito. Quasi un plebiscito che raccoglie eredità già significative delle passate tornate elettorali e che la dice lunga su quali siano le aspettative degli abitanti della Val di Susa.
Evidentemente la Ruffino con tutta la claque “si tav” ha paura di una seria analisi costi benefici che dimostrerebbe l’inutilità del progetto facendo crollare il castello di carte costruito negli anni dai partiti sostenitori dell’opera.
La Ruffino saprà poi che nel settembre dello scorso anno l’osservatorio tecnico sul TAV, istituito dal Governo italiano, ha dato ragione al movimento No TAV, scrivendo in un documento in cui si legge chiaramente che “non c’è dubbio che molte previsioni fatte quasi dieci anni fa sull’aumento di traffico, in assoluta buona fede, anche appoggiandosi a previsioni ufficiali dell’Unione europea, siano state smentite dai fatti”.
Il “tappo” allo sviluppo della Val Susa e del Piemonte sono semmai le forze politiche che hanno dovuto blindare l’opera con la legge Obiettivo, militarizzare tutta l’area e attuare la variante sicurezza, resasi necessaria proprio per evitare la contestazione dei cittadini della valle.
Contestazione legittima e criminalizzata ingiustamente, come confermato anche dall’odierna sentenza di assoluzione di 27 No TAV.
Francesca Frediani, capogruppo M5S Piemonte

