
La sentenza Foodora mette in luce la necessità di introdurre regole per i nuovi settori del mercato del lavoro. Gli stessi giudici del tribunale di Torino, nelle motivazioni, hanno fatto riferimento ad una sentenza risalente al lontano 1991, un’epoca lontana anni luce con esigenze e condizioni completamente differenti.
Bisogna intervenire subito, ad ogni livello, per scrivere una nuova legislazione in grado di garantire diritti ai lavoratori della gig economy. Altrimenti saranno condannati per sempre a subire condizioni inaccettabili di vero e proprio sfruttamento.
La rivolta dei rider di Torino, al di là dell’epilogo in tribunale, è comunque un segnale molto positivo. Lavoratori che non intendono piegarsi alle logiche perverse delle multinazionali, persone che troveranno sempre nel Movimento 5 Stelle una sponda nelle istituzioni. A Torino così come in Regione Piemonte ed in Parlamento.
Francesca Frediani, Capogruppo regionale M5S Piemonte

