martedì, Luglio 21, 2026

EDILIZIA SANITARIA, IL PROGETTO DI CHIAMPARINO E SAITTA E’ UN’AUTOSTRADA PER LA PRIVATIZZAZIONE DELLA SANITA’ E GETTA LE BASI PER ALTRI DEFICIT NEI CONTI REGIONALI

Abbiamo provato in ogni modo a bloccare questa delibera che rischia di regalare la sanità piemontese ai privati e di dissanguare i conti della Regione. Chiamparino e Saitta legano mani e piedi il futuro dell’edilizia sanitaria piemontese per i prossimi 30 anni agli interessi dei privati tramite lo strumento del Partenariato Pubblico Privato, i cui costi del servizio salgono all’8-10% rispetto ad un normale un mutuo al 2-3%. Del miliardo di euro di investimenti magnificato da Saitta, il 70% verrà da privati, il 28,5% dallo Stato, l’1,5% dalla Regione.

E mentre si tagliano ancora drasticamente i posti letto (alla Città della Salute di Torino si passerà dagli attuali 2320 ad appena 1040, mentre l’attuale rete ospedaliera ne prevede 1820), nella delibera non c’è traccia di investimenti sul territorio, per la lungodegenza per anziani, per permettere risposte alternative al ricovero in ospedale e fare veloci dimissioni protette.

In questo modo non si farà altro che far sprofondare ancora di più le finanze regionali ed aumentare la mobilità sanitaria verso la vicina Lombardia che già oggi ci costa 90 milioni di €.

Ciò nonostante, il Movimento 5 Stelle, nel corso delle lunghe giornate di opposizione in Consiglio regionale, è riuscito ad ottenere l’approvazione di tre importanti emendamenti: uno sull’efficientamento energetico e uno sull’umanizzazione delle nuove strutture ospedaliere; il terzo, forse più importante, prevede la possibilità, in futuro, di incrementare la partecipazione pubblica (fino al limite massimo, oggi al 49%), o mediante risorse pubbliche statali, regionali o tramite alienazioni delle ASL, riducendo quindi la durata della concessione o l’entità del canone. Segno evidente di come, anche nello stesso PD, siano stati compresi i gravi pericoli di affidare così tanto al settore privato. Speriamo vivamente che il futuro quadro politico nazionale e regionale possa presto archiviare questa pericolosa pagina sanitaria.

Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte

Vicepresidente Commissione regionale Sanità

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