
Anche i rappresentanti sindacali dell’ASL TO3, sentiti oggi in Commissione sanità, hanno messo in guardia la Regione Piemonte sui rischi del ricorso al Partenariato Pubblico Privato per l’uso e la gestione di apparecchiature biomedicali. Procedure, oggetto di un nostro esposto alla magistratura contabile, già finite nel mirino della Guardia di Finanza. Poco più di un mese fa infatti i militari hanno acquisito una mole di documenti a riguardo nelle sedi delle Aziende sanitarie di Collegno (TO3) e Novara.
La proliferazione del Partenariato Pubblico Privati per la gestione di servizi fondamentali (come emodinamica e TAC) da una parte consegna le chiavi della sanità piemontese a soggetti privati e dall’altra genera costi aggiuntivi esorbitanti che pagano tutti i cittadini. Ad esempio, secondo i nostri calcoli, con i tre contratti di Partenariato Pubblico Privati avviati dalle ASL TO3, AOU Novara ed Alessandria sono in ballo costi esorbitanti che superano i 150 milioni di euro con mancati risparmi e costi “nascosti” non ancora quantificabili.
E così mentre le ASL sono reticenti ad assumere nuovo personale nonostante lo sblocco del turn over e le necessità della pianta organica (solo nell’ASL TO3 sarebbero mancano 176 figure professionali), allo stesso tempo si perdono risorse preziose con onerosi contratti che prevedono, di fatto, l’esternalizzazione di importanti servizi sanitari.
Dopo l’audizione di oggi, in cui hanno trovato conferma tutte le nostre preoccupazioni è quantomai necessario approvare rapidamente la nostra mozione che richiede l’istituzione di una Commissione regionale d’inchiesta sugli appalti in Sanità.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione regionale Sanità
Gianpaolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte

