• venerdì , 7 Agosto 2020
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NO ALLA COMMISSIONE DI INCHIESTA SU FINPIEMONTE. MAGGIORANZA E CENTRODESTRA SI OPPONGONO

Negata la commissione di inchiesta e di indagine su Finpiemonte. Con il secondo inciucio della giornata l’appena eletto capogruppo di Forza Italia Fluttero si è opposto alla nostra proposta senza alcuna reale motivazione, forse sentendosi in debito con Chiamparino per l’elezione di Graglia a vice presidente del Consiglio Regionale.

Abbiamo chiesto comunque di votare nel prossimo Consiglio l’atto di indirizzo perché ognuno si assuma le proprie responsabilità di fronte ai cittadini Piemontesi.

Eppure Chiamparino aveva dato timidi segnali di apertura e disponibilità, accogliendo il nostro invito a mettere in campo tutti gli strumenti utili per fare chiarezza e prevenire simili episodi in futuro: nuovamente inascoltato dalla sua stessa maggioranza.

La reazione del PD e del centrodestra potrebbe far pensare che maggioranza, Forza Italia e Lega abbiano paura che dall’esito della commissione emergano responsabilità trasversali. Gatti, che è accusato di peculato per aver sottratto sei milioni di euro dalle casse di Finpiemonte con l’obiettivo di salvare la sua società dal fallimento, è una “creatura” del PD, conseguenza di una precisa scelta di Chiamparino e dei suoi soci. Quanto avvenuto dimostra la necessità di fermare subito chi vuole trasformare Finpiemonte in una banca.

Da anni denunciamo problemi legati alle procedure di gestione dei fondi pubblici attraverso Finpiemonte e abbiamo inutilmente cercato di chiarire meglio le modalità di monitoraggio soprattutto nel momento in cui la partecipata regionale si è trasformata in istituto finanziario.

Il PD dimostra di non aver imparato la lezione e di sottovalutare la situazione negando ancora una volta l’utilizzo di uno strumento di garanzia previsto dallo statuto della Regione Piemonte.

Gruppo Consiliare M5S Piemonte

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