
Fascicolo sanitario elettronico: il Piemonte al palo. Al 31 dicembre 2016 eravamo ultimi tra le Regioni col 50% degli obiettivi raggiunti. In particolare sono solo il 4% i medici abilitati ad utilizzo del FSE e poche migliaia (19.686 ultima rilevazione del sito nazionale) i cittadini che l’hanno attivato.
Insomma pur essendo una priorità da tempo, in 3 anni di mandato, la Regione ha fatto poco o niente su questo fronte. Ora la Giunta prova a correre, sperando che nella fretta non si commettano errori che poi pagheremo negli anni. E’ necessario realizzare una struttura light con interoperabilità ampia e diffusa, accessibile facilmente anche in cloud da medici convenzionati col Servizio Sanitario Nazionale, come medici di base e sopratutto medici di continuità assistenziale.
Altrimenti sarà impossibile che i medici già provati dai software di pubblicazione e refertazione esami, usino un altro sistema operativo con altra burocrazia informatica.
Servono anche “acceleratori” nell’utilizzo come, ad esempio, la possibilità per i cittadini di contribuire alla compilazione del patient summary all’interno del FSE sgravando il medico da un ennesimo lavoro e facilitandone la compilazione. Al cittadino dovrebbe toccare l’inserimento di dati fondamentali: malattie croniche, gruppo sanguigno, allergie, farmaci in uso, peso, altezza, fumo, tabagismo e altre dipendenze, frequenza attività sportiva, tipo alimentazione, ultimi esami del sangue ecc…
C’è molto da fare e la Regione è già indietro. Auspichiamo che in questi pochi mesi che ci separano dalle prossime elezioni regionali la Giunta riesca a recuperare parte del gap che ci separa dalle migliori regioni italiane.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione regionale Sanità

