
La confusione regna sovrana sulla gestione di un settore industriale strategico come quello aerospaziale, gestito da ferrovieri e banchieri anziché tecnici di settore.
Le vicende che hanno caratterizzato l’industria della difesa e sicurezza italiana, dalle espansioni alle concentrazioni e ridimensionamenti, hanno portato a conseguenze negative. E’ preoccupante la progressiva retrocessione di Leonardo Finmeccanica che, secondo lo studio Deloitte si posiziona al 12°posto, perdendo una posizione rispetto l’anno precedente, al 18° per utili operativi e al 19° per percentuali di riduzione stipendi.
Non si può non tener conto delle scelte fatte dell’ex amministratore delegato Moretti. Mentre il piano industriale è stato accolto con favore da analisti dell’Istituto Affari Internazionali perché concentrava le attività core in un’unica impresa più competitiva, con una catena corta e accentrata al vertice e con i risultati valutati favorevolmente dai sindacati confederali, una critica forte è arrivata dal sindacato di base che ha denunciato la mancanza di una visione strutturale, il processo accentratore dell’organizzazione del lavoro che ha provocato malfunzionamenti nel sistema della ex holding, il disinvestimento nei programmi civili per concentrarsi su quelli militati e ultimo, ma non meno importante, l’aver calcolato a bilancio l’intero importo della commessa EFA per il Kuwait non ancora interamente ricevuto.
Ma soprattutto non si capisce perché il governo italiano abbia deciso di nominare a capo di una realtà industriale attiva nello sviluppo e produzione nei settori della difesa e sicurezza, un manager che si occupava di servizi ferroviari e un banchiere. Prima con Moretti che si preoccupa di migliorare il profilo finanziario, poi con Profumo che nella sua audizione ha affermato che la strada è “quella di trasformare Leonardo azienda che vende “equipment” (attrezzature) a società che vende servizi”.
In questo caos rimane un’unica certezza: tra una quindicina di anni, o anche meno, non venderemo più aerei ma in compenso diventeremo bravi a cambiare rotta.
Giampaolo Andrissi, consigliere regionale Movimento 5 stelle
Francesca Frediani, Capogruppo regionale Movimento 5 stelle

