
I centri dell’impiego vivono un momento di grande confusione in seguito alla riforma che ha portato alla riorganizzazione dei servizi. La conferma è arrivata oggi durante l’audizione dei rappresentanti dei lavoratori che non hanno ancora trovato risposte alle loro istanze.
Nonostante la buona volontà e la competenza degli operatori i CPI continuano a dover affrontare problemi insormontabili dovuti, tra le altre cose, alla carenza di risorse, al sottodimensionamento dell’organico e alle strutture inadeguate.
Ci chiediamo quindi se questo progressivo depauperamento del servizio pubblico non faccia parte di una strategie politica del PD che mira allo spostamento dei servizi verso enti accreditati privati. Un vero e proprio danno per un sistema che fino ad oggi ha costituito una vera e propria eccellenza su tutto il territorio nazionale.
Chiediamo a tutti i soggetti istituzionali coinvolti di collaborare per risolvere la situazione e di trovare anche una soluzione per i venti lavoratori precari che ogni anno da quindici anni circa, vivono l’incertezza della riconferma del loro posto di lavoro. Una situazione surreale che vede coinvolti proprio coloro ai quali i cittadini si rivolgono per trovare soluzioni ai loro problemi lavorativi.
Francesca Frediani, Capogruppo M5S Regione Piemonte


Il matto di Pontassieve voleva una riforma del lavoro di tipo tedesco, dove tutto ruota attorno al centro per l’impiego, formazione, collocamento, ammortizzatori sociali etc.
Invece li ha svuotati trasferendo le competente alle agenzie interinali ed ai patronati delle mafie sindacali, quando non al caporalato in nero.
Il PD deve chiudere, tanto il suo alleato Berlusconi è moribondo e basta solo lo spavento per una vittoria del movimento per ammazzarlo.
Per Renzi dopo la sua inevitabile sconfitta e la scomparsa del PD si potrebbero aprire le patrie galere per il caso Consip.