sabato, Aprile 18, 2026

Ospedale ASL TO5, non su suolo agricolo

Di Giorgio Bertola

Sulla questione dell’Ospedale Unico dell’ASL TO5 la linea abbracciata dal Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale e presso le Amministrazioni dei comuni interessati, non lascia spazio né adito ad alcun genere di interpretazione, ma anche un messaggio limpido può a volte essere frainteso; lungi da noi pensare che ci sia l’intenzione, per questo abbiamo pensato di fare un po’ di chiarezza, riassumendo l’iter dei fatti.


La decisione della Giunta Regionale di costruire l’Ospedale unico dell’ASL TO5 su un terreno agricolo situato tra Moncalieri e Trofarello, non tiene conto, secondo noi, di una serie di punti fondamentali perché il risultato non sia il “solito” sperpero di soldi pubblici con tempi di realizzazione che si allungano all’infinito determinando inutili (perché evitabili) disagi per i cittadini.

Partendo dall’inizio, il protocollo di intesa siglato tra i comuni interessati e la Giunta Regionale a Novembre del 2015, individuava come criteri fondamentali per la costruzione del nuovo presidio sanitario, tra gli altri, l’attenzione alla qualità del suolo e alla sicurezza idrogeologica l’impegno a non produrre ulteriore consumo di suolo.

Il semplice rispetto di questo accordo quindi fa avanzare seri dubbi sulla idoneità dell’area proposta come sede dell’opera. Area che in realtà ad oggi, dopo averne sbandierato l’individuazione entro fino aprile dell’anno scorso, risulta ancora sfumata nei confini e nella definizione: la Giunta interrogata in Febbraio durante la Commissione congiunta Sanità, Ambiente e Urbanistica, non è stata in grado di rispondere a semplici interrogativi: qual è esattamente l’area di terreno destinata all’edificazione dell’Ospedale? E’ sul territorio del Comune di Moncalieri o su quello di Trofarello (impossibile costruire “a cavallo” perché sul confine c’è il rio Rigolfo)? La proprietà è pubblica o privata? E nel caso fosse privata, a chi appartiene?

Domande rimaste in sospeso, in attesa di risposta.

Ciò che invece risulta essere ben chiaro è che il terreno individuato, “indicativamente” tra Moncalieri e Trofarello, in località Cenasco, è un terreno agricolo, condizione sufficiente a dichiarare non adempiuta la promessa del protocollo di intesa.

Le proposte, poi, dell’amministrazione di Moncalieri, a “compensazione” dell’edificazione di terreni ad uso agricolo, risultano altresì improbabili: intanto alcuni terreni individuati con la variante collinare, non hanno la stessa produttività e secondo le normative vigenti sono aree su cui non si potrebbe nemmeno costruire, inoltre la delibera sulle proposte non è stata nemmeno approvata dallo stesso Consiglio comunale di Moncalieri.

Le nostre perplessità sono quindi legate alle caratteristiche dell’area prescelta, non al Comune che la ospita e non all’edificazione dell’infrastruttura pubblica, come qualcuno continua erroneamente a voler far apparire, mistificando la nostra presa di posizione.

Che non lascia invece spazio a nessun genere di fraintendimento: domandiamo che venga privilegiato dall’amministrazione regionale il recupero di aree industriali dismesse, per non incidere sul territorio con i soliti interventi saccheggiatori di risorse ambientali e sulla spesa regionale con investimenti destinati in partenza a fallire.

Repetita iuvant.

Ma forse non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

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