• domenica , 12 Luglio 2020
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Psicosi meningite

In questi giorni di inverno, più di tutti gli altri anni, si è ricreata la psicosi meningite. Complice una serie di casi in più del normale in Toscana, il tam tam giornalistico e dei social media.
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di Davide Bono


La meningite, come dice il termine, è una infezione delle meningi, cioè le membrane che avvolgono e proteggono il cervello, creando la cosiddetta barriera emato-encefalica.
Di norma tale barriera è impermeabile a sostanze esogene, comprese farmaci e agenti infettivi (batteri, tra cui pneumocococco, il batterio della polmonite, meningococco e haemophilus influenzae, e virus), ma in alcuni casi può essere superata.
Le meningiti danno febbre alta e sintomi cerebrali, tra cui mal di testa, rigidità nucale, torpore, nausea e vomito. Possono essere rapidamente evolutive, creando una malattia sistemica e portare alla morte (10% dei casi), anche in presenza di terapia antibiotica e di supporto.
Sono più frequenti, come tutte le infezioni, in inverno e nelle persone più deboli, o per età (neonati, anziani) o per concomitanti infezioni (otiti, polmoniti) o per difetti congeniti (genetici) o acquisiti (HIV) del sistema immunitario.
Tale è stato il panico propagato dalla condivisione virale delle informazioni, che il Ministero della Salute, colpevole di un lungo silenzio, ha pubblicato un comunicato, cercando di rassicurare i cittadini che stanno prendendo di mira i centri vaccinali di tutta Italia per accaparrarsi il vaccino contro il meningococco, senza sapere quale e a cosa serva (cosa sia una vaccinazione e come funzioni ve lo leggete su wikipedia). Dal comunicato si evince che:
a) non siamo in presenza di una epidemia, ma del numero normale di casi verificati ogni anno, eccezion fatta per la Toscana che sta mostrando un incremento dei casi da meningococco tipo C. E parliamo di cifre dell’Istituto Superiore Sanità: un migliaio di casi di meningite, meno di 200 da meningococco tipo B e C (una dozzina in Piemonte), per una incidenza pari a 0,3 casi/100.000 abitanti; meningococco 2016.JPG b) non è raccomandata la vaccinazione proprio per la esiguità dei numeri, se non in persone venute a contatto con casi di malattia o in persone immunodepresse.
c) pur essendo stabili i casi di meningite, ed in incremento quelli di tipo C in Toscana, il nuovo piano vaccinale nazionale prevede la vaccinazione gratuita contro il meningococco B, per i nuovi nati entro il primo anno di vita (anche in Piemonte), per tutti gli altri è a pagamento, ad un prezzo calmierato tramite le ASL. Il perché lo si può capire da questa tabella (22 casi nei minori di un anno con una incidenza dalle 10 alle 20 volte quella nell’età adultà). meningococco età.JPG d) Il vaccino per il MenB ha nome commerciale Bexsero ed è prodotto dalla divisione vaccini della GlaxoSmithKline, colosso farmaceutico finito più volte in tribunale per corruzione di funzionari e medici.
Come ho già detto altre volte i vaccini sono sicuri , esattamente come altri tipi di terapie (e deve essere garantita la libertà di scelta come sancito dalla nostra Costituzione): possono quindi causare reazioni allergiche, anche mortali ma in casi rarissimi, frequenti reazioni locali ed effetti collaterali minori quali malessere, febbre e dolori.
La questione non è quindi sull’efficacia (appurata anche se mai pari al 100%) ma sul costo beneficio nel senso che, se ci sono circa 200 casi l’anno di meningite da meningococco di cui circa una ventina sono mortali, dobbiamo capire come sistema sanitario e come istituzioni se ha senso ed è sostenibile una vaccinazione di massa che coinvolgerebbe milioni di cittadini dal costo di miliardi di euro. Certo, il costo di una vita umana non è quantificabile ma in un momento di grande difficoltà finanziaria del nostro paese e della sanità bisogna prendere delle scelte importanti per evitare di tagliare su esami e terapie salvavita a fronte di spese indotte assolutamente evitabili.
Personalmente come medico nutro da sempre dubbi sull’effettiva utilità costo-beneficio di vaccinazioni di massa per malattie non pandemiche e non letali o gravemente invalidanti (fondamentale la vaccinazione contro la poliomielite ad esempio che infatti è obbligatoria, meno quelle per morbillo, varicella, rosolia, malattie che tutti noi da piccoli abbiamo fatto senza danni che sono infatti “raccomandate”): diverse analisi retrospettive hanno specificato come il verificarsi di epidemie fosse correlato sì ad una assenza di immunizzazione di massa (es comparsa di una nuova malattia, come il morbillo, importato dagli spagnoli, mortale per il continente americano nel XVI secolo), ma soprattutto all’assenza di terapie e di condizioni igienico sanitarie dignitose (penso ad esempio alle epidemie di peste dal 1342 in avanti, correlate a precedenti carestie, o in ultimo all’epidemia di influenza cosidetta “spagnola” del 1919, non a caso avvenuta alla fine della prima guerra mondiale in cui la popolazione europea era allo stremo, denutrita, con le case distrutte, senza possibilità di riscaldarsi. Gli scienziati del mondo aspettano da decenni una nuova epidemia di influenza mortale – in quanto il virus dell’influenza muta ogni anno e ogni tanto muta completamente, superando la memoria immunitaria di chi ha già fatto una influenza negli anni precedenti – ma ciò non è accaduto, proprio perché sono mutate le condizioni di nutrizione, di abitazione, di igiene: ecco da dove nascono gli erronei allarmismi sull’epidemia ipotetica da SARS o aviaria).
Per quanto riguarda i batteri si devono fare valutazioni diverse, in quanto il loro genoma non cambia come nei virus, e le infezioni gravi discendono da una risposta immunitaria inefficace dell’individuo. Sarebbe interessante sapere quanti dei 20 casi annuali mortali di meningite da meningococco in Italia siano collegabili a deficit immunitari degli individui, comprendere meglio il meccanismo di penetrazione-infezione di questi batteri e il perché alcuni soggetti siano più suscettibili e alcuni rispondano alle terapie mentre altri no, per potere poi un domani indirizzare una vaccinazione a gruppi più mirati.
Oggi, invece, si è deciso un po’ a naso di vaccinare gratuitamente i bambini entro un anno di vita, perché sono quelli con maggiore incidenza della malattia. E questo non aiuta a rassicurare le famiglie dei bambini sopra l’anno di età.
In conclusione, no panico. La vaccinazione non è necessaria: se volete proprio vaccinare i vostri figli o voi stessi e volete proprio farlo adesso, armatevi di molta pazienza e cercate prima di comprendere con il vostro medico che tipo di vaccinazione volete fare. Eh sì, perché esistono diversi tipi di meningococco (B nei neonati, C da solo o con altri sierotipi nei bambini e adolescenti ecc..) e quindi di vaccini.
PS. SE VEDETE GIRARE IMMAGINI CHE RICONDUCONO LE MENINGITI ALLE IMMIGRAZIONI, E’ UNA BUFALA. QUESTI BATTERI SONO NORMALMENTE PRESENTI NEL NOSTRO NASO E GOLA (PORTATORE SANO).

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